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Messaggero Veneto. Elettrodotto, il Comitato attiva i parlamentari

IL MESSAGGERO VENETO, 8 agosto 2011

Elettrodotto, il Comitato attiva i parlamentari

MORTEGLIANO Dopo la riunione a Pavia, il Comitato per la vita del Friuli rurale intensifica le strategie per ottenere l’interramento dell’elettrodotto Redipuglia - Udine ovest. Le nuove iniziative - come informa Aldevis Tibaldi, referente dell’organismo - riguardano il coinvolgimento di parlamentari del Friuli Venezia Giulia e le contestazioni su presunte carenze riguardanti il decreto ministeriale, emesso il 25 luglio, che dà via libera al progetto di Terna, difetti che potrebbero mettere in discussione la legittimità del provvedimento, arenando così l‘iter riguardante gli ulteriori adempimenti per il sì definitivo alla linea elettrica. «Abbiamo già messo in atto - fa sapere Tibaldi - una strategia a 360 gradi, non ultimo il coinvolgimento di tutti i parlamentari del Friuli Venezia Giulia, perché dopo quanto successo portino avanti concretamente il dissenso a un simile progetto e sensibilizzino in tal modo sia la Camera sia il Senato». Il giro di consultazioni comincerà oggi, nella prima mattinata, con l’onorevole Carlo Monai «che, primo fra tutti, ha dato prova, in passato, di adoperarsi per sostenere la volontà del nostro territorio. A seguire hanno già dato la loro pronta adesione l’onorevole Compagnon per l’Udc e l’onorevole Pegorer per il Pd. Nessuno resterà escluso dalla richiesta di consultazioni. A rafforzare le convinzioni e la determinazione del nostro comitato e dei tanti che in esso si riconoscono, ha giovato non poco il consenso raccolto nel corso della riunione a Pavia, dove c’erano tutti i sindaci del territorio friulano che sarà attraversato dal mastodontico elettrodotto, nonché l’assessore all’energia Teghil, in rappresentanza dell’amministrazione provinciale del capoluogo friulano. Ai sindaci che da tempo stanno lottando per modificare il progetto, si uniscono così altri loro colleghi. A tutti ho espresso il plauso per la loro azione in difesa delle popolazioni friulane». Ma c’è anche una seconda strada che il comitato si appresta a percorrere. Il decreto emesso sulla compatibilità ambientale dell’elettrodotto sarebbe per così dire viziato. Non sarebbero infatti - ad avviso di Tibaldi - stati rispettati tutti gli adempimenti che un simile provvedimento di notevole portata deve rispettare. Tutto ciò, sempre ad avviso del comitato, potrebbe mettere in discussione la legittimità dell’atto sottoscritto dal ministro dell’Ambiente. Sulla vicenda del decreto ministeriale si saprà qualcosa di più nei prossimi giorni. Intanto, ribadisce Tibaldi, il fronte dei sindaci del “no” si sta rafforzando, toccando - sottolinea - una percentuale vicina al 95 per cento.
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