domenica 14 agosto 2011 12:58 < Indietro

Messaggero Veneto, Tondo. la manovra non rispetta i patti

IL MESSAGGERO VENETEO

Tondo: la manovra non rispetta i patti

di Anna Buttazzoni

UDINE. Davanti a un patto non rispettato le mani tornano libere. E così accadrà anche per il governatore Renzo Tondo se i tagli della manovra bis tremontiana – altri 150 milioni – saranno confermati. Perché il Friuli Vg è già chiamato a risparmiare 154 milioni nel 2012 e a consegnare allo Stato 370 per la realizzazione del federalismo fiscale (fondo di solidarietà), come da patti siglati con il governo. Totale: 524 milioni. Aggiungerne altri 150 sarebbe insostenibile. E se sui conti il governo regionale ha le idee chiare, un po’ meno accade con l’abolizione dei Comuni sotto i mille abitanti – 47 in Friuli Vg – e delle Province sotto i 300 mila – due, Gorizia e Trieste. Il Pdl prende tempo, la Lega spinge sull’acceleratore e l’Udc, per com’è stata approvato il provvedimento, pensa sia una forzatura. Soldi a Roma «Se il governo non rispetta i patti neanche noi li rispetteremo. Io – assicura Tondo – ho firmato un patto con il ministro Giulio Tremonti, ma se vengono cambiate le carte in tavola valuteremo cosa fare». E l’ipotesi è proprio quella di non consegnare nella casse romane i 370 milioni per il federalismo. Come conferma anche il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale, Daniele Galasso: «Sul fondo di solidarietà bisogna resistere, cioè – spiega Galasso – i 370 milioni vanno bloccati e rinegoziati, perché lo Stato è venuto meno ai patti. Sui tagli nuovi, invece, va fatto pesare che il Fvg ha risparmiato 300 milioni in tre anni. Chiederne altri 300 in un anno è insostenibile: chi paga due volte in politica non è bravo, ma fesso». Per Isidoro Gottardo, coordinatore regionale del Pdl, la manovra nel complesso è positiva. «Comporta sacrifici, ma finalmente si respira quell’aria di svolta che dovrà essere ben governata. Siamo costretti a fare ciò che serviva fare a prescindere dalla crisi, perché – sostiene Gottardo – questo Paese, troppo ingessato da tutele e inutili complicazioni, abbia ancora un futuro». Anche per Angelo Compagnon, coordinatore regionale dell’Udc, la cifra da assegnare al governo va rinegoziata. «Non è possibile chiedere così tanto all’unica regione che ha ridotto il debito pubblico, in controtendenza. La cifra – aggiunge Compagnon – va ricontrattata». Il segretario regionale della Lega, Pietro Fontanini, difende i soldi per il federalismo. «Al fondo di solidarietà dobbiamo partecipare – afferma Fontanini –, forse sulla somma si può trattare, ma i soldi vanno dati». Meno Comuni e Province Per veder sparire le Province di Trieste e Gorizia c’è tempo fino al 2016, le prossime elezioni provinciali, mentre i Comuni sotto i mille abitanti saranno cancellati alla scadenza delle attuali amministrazioni. Per le Province l’idea potrebbe essere accorpare Trieste e Gorizia. O forse creare la città metropolitana di Trieste. Forse, perché il tempo non manca e il Pdl ha l’intenzione di prenderlo tutto, concordando cosa fare con le due comunità. Più complicata la riforma per i piccoli Comuni, soprattutto montani, che forse spazzerà via la riforma delle Comunità montane elaborata dal governo Tondo. «La riforma – dice il governatore – va nella direzione delle Unioni di Comuni e forse va rafforzata. Di certo va bene accorpare servizi, bilanci, scuole, mense, ma il presidio sul territorio, cioè sindaco e municipio, vanno mantenuti». Decisamente diversa la posizione di Fontanini. «Queste misure andavano prese, lo sostengo da tempo. E spero – aggiunge Fontanini – che la riforma in Fvg si imposti subito, da settembre, perché sotto un certo numero di abitanti il sistema è insostenibile e aspettare fino al 2016 per Trieste e Gorizia sarebbe esagerato, per le condizioni economiche potrebbe essere troppo tardi. Per i Comuni di montagna, invece, mi auguro che gli alleati comprendano che vanno istituiti i Comuni di vallata, come sosteniamo da sempre». Cauto, invece, l’Udc. «Siamo d’accordo sull’abolizione delle Province come segnale – argomenta Compagnon –, ma senza un approfondimento che faccia capire dove si va e come quanto deciso dal governo appare una forzata dell’ultimo momento».
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