giovedì 17 giugno 2010 10:53 < Indietro

Agricoltura: Compagnon, da Governo solo briciole

Servono interventi e riforme strutturali

"Il settore agroalimentare italiano ha bisogno di sostegni e riforme strutturali. Non è di certo con il provvedimento 'soft' proposto dalla maggioranza che si risolve la crisi nera in cui versa il comparto". Lo dichiara il deputato dell'UDC Angelo Compagnon intervenuto in Aula sulla mozione che impegna il Governo "a proseguire e implementare l'azione di sostegno all'agricoltura italiana attraverso misure volte a sostenere i settori in crisi, anche attraverso azioni di negoziazione a livello comunitario, con particolare riferimento al settore ittico, lattiero-caseario, cerealicolo". "L'Udc aveva proposto di adottare tempestivamente provvedimenti per l'agricoltura e l'agroalimentare per stabilire un nuovo regime condiviso che permettesse a tutta la filiera di operare di nuovo in maniera competitiva. Prendiamo atto che il Governo ha detto 'no', mentre noi, con senso di responsabilità e a dimostrazione che l'Unione di Centro guarda al contenuto delle proposte e non a chi le propone, abbiamo comunque votato a favore delle misure previste nella mozione del Pdl sebbene siano briciole. Fotografando quella che è la drammatica realtà del nostro Paese – sottolinea l’esponente centrista - l’Udc aveva proposto una mozione con cui impegnare il Governo su obiettivi fondamentali:

1) maggiori controlli per migliorare il funzionamento dei mercati e una maggiore trasparenza;

2) proroga degli sgravi contributivi per i territori montani e le aree svantaggiate;

3) reperimento delle risorse necessarie alla sopravvivenza del settore bieticolo-saccarifero;

4) provvedimenti mirati ad affrontare e contrastare la crisi delle aziende viticole attraverso politiche di sostegno;

5)maggiore efficienza dei sistemi di certificazione, etichettatura e controllo della qualità e dell'origine dei prodotti;

6) ripristino dello stanziamento del fondo di solidarietà nazionale al livello di 250 milioni di euro annui;

7) maggiore efficienza e velocità relativamente ai pagamenti del programma di sviluppo rurale, i cui ritardi sono dovuti principalmente ad un'eccessiva burocrazia ed a problemi di carattere politico ed amministrativo”.

“La bocciatura di queste proposte da parte dell’Esecutivo – sottolinea Compagnon - conferma che l’agricoltura non fa parte dell’agenda di Governo o, al massimo, vi rientra nelle ‘varie ed eventuali’, mentre altri Paesi, come Francia, Spagna, Germania, sono ben consapevoli che la crisi non è affatto congiunturale bensì strutturale, che colpisce tutti i settori del comparto agricolo e che quest'ultimo rappresenta un elemento fondamentale dell'economia e dell'identità nazionale”. “Finora – osserva Compagnon – i provvedimenti economici del Governo hanno portato tagli, con una riduzione di ben 682 milioni di euro già previsti a sostegno dell'agricoltura, ovvero il 26 per cento circa delle risorse a disposizione del ministero delle Politiche agricole. I nostri agricoltori e operatori del settore si aspettano - da sempre, ma ancor più da adesso in poi - una maggiore attenzione e considerazione, affinché dalla crisi che stiamo attraversando emerga un dato chiaro, che è costituito dal fatto che bisogna difendere l'agricoltura, bisogna difendere i suoi valori, che non sono solo quelli economici. Invece, si procede attraverso provvedimenti di rilanci competitivi del settore agroalimentare che rimangono solo esercizi nominali di buona volontà senza adeguate coperture finanziarie. Il comparto agroalimentare industriale vale oltre 220 miliardi di euro e conta più di 70 mila imprese, costrette sempre più ad indebitarsi e ad incontrare difficoltà sempre maggiori in termini occupazionali e di accesso al credito".

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