giovedì 15 luglio 2010 01:45 < Indietro

TV: DIGITALE; COMPAGNON (UDC), EMITTENTI LOCALI NON SONO DI SERIE ‘B’

"SU FREQUENZE NORDEST GOVERNO SOLLECITI AGCOM"

15 lug. - “Le emittenti televisive locali non sono tv di serie B. Eppure, l’Agcom sembra pensarla diversamente. Tant’è che, in barba alla legge, nei primi nove tasti del telecomando ci sono solo emittenti nazionali. E’ una discriminazione bella e buona. Per questo in Commissione Trasporti abbiamo proposto e approvato una risoluzione bipartisan con cui impegnare il Governo a ristabilire lo spirito del Piano nazionale di assegnazione delle frequenze televisive, che prevede appunto una attribuzione adeguata delle posizioni di sintonia per le emittenti regionali. Inoltre, con un‘iniziativa autonoma, ho presentato un’interrogazione al Ministro per lo Sviluppo economico (ad interim) in cui chiedo, oltre alla tutela delle emittenti locali e al rispetto della normativa, di rimediare urgentemente al problema della scarsa ricezione del segnale lamentato da migliaia di famiglie residenti nelle aree di montagna del Friuli Venezia-Giulia”. Lo dichiara il deputato dell'Unione di Centro Angelo Compagnon, componente della commissione Trasporti e telecomunicazioni della Camera.

“Il digitale terrestre – afferma l’esponente centrista - dovrebbe rappresentare un passaggio cruciale dal vecchio al nuovo modo di vedere la televisione. Tradirne i presupposti fondamentali, ossia maggiore tecnologia a vantaggio degli utenti e garanzia di pluralismo, significa decretarne il fallimento già in partenza. Finora è ciò che purtroppo si sta verificando in Friuli Venezia-Giulia e nel Nord-Est per responsabilità riconducibili all'Agcom. Sull'assegnazione delle frequenze occorrono scelte coerenti sia con la legislazione italiane che internazionale. Finora non c'è stata la necessaria gradualità, né il coinvolgimento del tessuto televisivo locale che, peraltro, rischia un’esiziale crisi economico-occupazionale. Non dimentichiamo che le tv locali rappresentano non solo un importante radicamento territoriale, ma soprattutto un fatto culturale da difendere fino in fondo”.

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