giovedì 30 giugno 2011 10:43 < Indietro

Crisi: Compagnon, stop a scorte ingiustificate

Reimpiegare risorse per forse ordine e presidi territoriali

Limitare il servizio scorte solo ai casi effettivamente necessari, considerando gli elevatissimi costi a carico dei contribuenti, specie nell’attuale fase di crisi economica”. E’ quanto chiede il deputato dell’Udc Angelo Compagnon che, in un’interrogazione al ministro Maroni, sollecita un giro di vite sulle scorte concesse dallo Stato.

“Pur se logorante – sottolinea l’esponente centrista - per alcune persone realmente in pericolo la scorta è una necessità. Per molte altre, appartenenti ai settori più disparati, essa rappresenta invece solo una concessione ingiustificata o l’ostentazione di uno status-symbol. Sebbene non esista un censimento dell'autoparco blindato, si stima che le auto corazzate nel nostro Paese si aggiri intorno alle 1.500 unità, con un record mondiale degli acquisti: più degli Usa o della Russia, della Colombia o del Libano. A fronte del continuo ridimensionamento delle Forze dell’ordine in termini di risorse, uomini e mezzi, nell’ultima stagione politica è emerso un quadro di desolante e preoccupante impiego di risorse pubbliche e servitori dello Stato per usi privati del tutto impropri, peraltro a carico dei contribuenti. Occorre invece stringere il rubinetto delle scorte dove possibile, reimpiegando le risorse a favore delle stesse Forze dell’ordine e per garantire il mantenimento dei presidi sul territorio”.

Secondo l'Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale, tra agenti di Ps, finanzieri, carabinieri e guardie carcerarie, il personale delle forze di polizia attualmente impegnato nei servizi di protezione personale ammonta ufficialmente a 1988 unità “cui possono aggiungersene – spiega Compagnon - ulteriori 377, comprensive di personale dell'esercito impiegato in servizi integrativi di vigilanza fissa. In molti casi, questo apparato di ‘servizi di protezione ravvicinata’ si alterna su due turni, raddoppiando così personale, mezzi e costi. Esso servirebbe per garantire la sicurezza di 263 magistrati; 90 parlamentari e rappresentanti del governo; 21 sindaci e governatori regionali; altrettanti ambasciatori e 8 tra sindacalisti e giornalisti. A sedici di loro verrebbe assegnato il dispositivo massimo, ovvero due-tre auto blindate con oltre otto agenti. Altri 82 avrebbero una doppia macchina con sei uomini armati, mentre 312 si dovrebbero “accontentare” di una sola auto corazzata con una coppia di guardie del corpo. Ad ulteriori 174 personalità, invece, sarebbe concessa una vettura normale con uno o due militari di tutela”.

X