martedì 08 giugno 2010 08:46 < Indietro

Emendamento n. 32.1 Compagnon, Mereu

Proposta di legge: "Modifiche al codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, in materia di limitazioni nella guida e di sanzioni per talune violazioni" (AC 44 ed abb.-B)
Art. 32

Dopo il comma 1, inserire il seguente:
1-bis. All'articolo 188 del decreto legislativo n. 285 del 1992, al comma 3, sono aggiunte infine le seguenti parole: «, ne alla corresponsione di alcuna somma nel caso di occupazione di spazi in aree di sosta o parcheggio a pagamento, qualora gli stalli a loro riservati risultino indisponibili».

Conseguentemente, sostituire la rubrica con la seguente: (modifiche agli articoli 177, 188 e 189 del decreto legislativo n. 285 del 1992, in materia di mezzi di soccorso per animali, di circolazione e sosta dei veicoli al servizio di persone invalide e di incidenti con danni ad animali).

32.1 Compagnon, Mereu. (INAMMISSIBILE)

MOTIVAZIONE

L’emendamento prevede che qualora un veicolo adibito alla circolazione per persone invalide non trovi disponibile uno stallo ad esso dedicato non sia prevista corresponsione di denaro nel caso di sosta in parcheggi a pagamento.

Dal 1998 ad oggi le persone disabili in Italia, in base ad una serie di pareri Ministeriali ( Ministero dei Trasporti) hanno avuto, nella stragrande maggioranza dei Comuni la sosta gratuita sulle strisce blu qual’ora un posto H fosse occupato.

  1. 1. la Sentenza della Corte di Cassazione n. 21271 del 2009, ha creato un precedente pericoloso, che sta generando in tutto il Paese la corsa a rendere NON più gratuite le Strisce Blu per i Disabili possessori di Contrassegno H di cui all’art.12 del D.P.R.503/96. Nella fattispecie, il Giudice, in MANCANZA di un riferimento legislativo, NON tenendo conto, della Sentenza della Cassazione n. 25388 del 2007, dei numerosi Pareri Ministeriali, centinaia di Sentenze dei Giudici di Pace e Ordinari favorevoli alla sosta gratuita, ha ritenuto in questo caso di mettere sullo stesso piano il cittadino non disabile e quello che vive la vita segnata da una malattia a carattere motorio.

Le motivazioni sono le seguenti:

  • · L’automobile al servizio del Disabile è definita dal d.p.r. 917/86 un Ausilio Indispensabile alla Mobilità sotto il profilo sia Fiscale che di Fatto indipendentemente dalla patente posseduta ma solo per coloro che hanno infermità a carattere motorio.
  • · È definita come presidio medico indispensabile dal Ministero dei Trasporti e le Infrastrutture prot. 0014383 del 01/04/2010 a firma del Capo dell’Ufficio Legislativo del Ministro dei Trasporti.
  • · I Tecnici del Ministero dei Trasporti hanno manifestato attraverso una serie di Note e Pareri l’esigenza doverosa dello Stato a venire incontro alle più che giustificate esigenze della sosta gratuita per le persone disabili che utilizzano l’auto per spostarsi e integrarsi.
  • · L’art. 3 della Costituzione Italiana stabilisce che lo Stato deve rimuovere tutti gli impedimenti architettonici e culturali affinchè vi sia una eguaglianza tra i cittadini, NEL CASO DEI DISABILI il pagamento di un dazio per sostare il proprio mezzo che gli consente la mobilità e la integrazione con il territorio, RAPPRESENTA UNA VIOLAZIONE PALESE DEI DITTI ALLE LIBERTA’ DELL’INDIVIDUO, e quindi si costringono persone che già per un intera vita devono combattere la loro infermità, anche a restare carcerati in casa.
  • · Le Città Italiane, non sono accessibili, per inadempienze varie, quindi appare evidente che l’alternativa all’utilizzo dell’auto non esiste, difatti: le Fermate Bus non sono a Norma, i Marciapiedi non lo sono, Le Metropolitane non hanno ascensori funzionanti, le auto sono sempre in sosta sulle rampe di accesso ai marce piedi, insomma, bisognerebbe riprogettare tutto e quindi l’auto resta l’unico valido mezzo di locomozione, diversamente si resta a casa.
  • · Il pagamento di una quota per sostare sulle Pubbliche vie, rappresenta un vera e propria barriera architettonica voluta dallo Stato Italiano senza giro di Parole.

Queste sopra indicate sono una serie di motivazioni molto valide che mettono a nudo una realtà tragica che sta creando problemi molto gravi a coloro che sono colpiti da malattie motorie, non solo chi è su sedia a ruote ma in particolare chi non può percorrere nemmeno 300 metri a piedi.

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