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Interpellanza per il riconoscimento dei titoli accademici rilasciati dalle università pontificie

Interpellanza 2-00446 presentata da ANGELO COMPAGNON
discussa in Assemblea martedì 16 febbraio 2010, seduta n. 283

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per sapere - premesso che:

i titoli accademici rilasciati dalle Università Pontificie non sarebbero automaticamente riconosciuti dallo Stato Italiano e considerati automaticamente equipollenti ai titoli accademici rilasciati dalle Università italiane statali;

il predetto riconoscimento-equipollenza non si pone tanto per la licenza in teologia e similari, quanto per il «baccalaureato», la licenza ed il dottorato delle facoltà di Scienze dell'educazione, Scienze della formazione, Psicologia, Filosofia, e altre;

stante la generale situazione di incertezza e discrezionatità delle singole Università italiane nel procedere al riconoscimento dei titoli rilasciati dalle Università Pontificie, il possessore del diploma di laurea in «Scienze dell'educazione» ottenuto presso l'Università Pontificia Salesiana potrebbe non essere ammesso ai concorsi pubblici o non essere assunto presso enti di diritto privato (ad esempio, associazioni e cooperative) che ricevono finanziamenti da enti pubblici;

risulta all'interpellante che taluni Stati europei avrebbero provveduto ad un accordo con la Santa Sede finalizzato al riconoscimento dei gradi e titoli accademici -:

se il Governo intenda adottare iniziative finalizzate a chiarire se il titolo rilasciato dalla facoltà di «Scienze dell'educazione» dell'Università Pontificia Salesiana di Roma sia equipollente al titolo di «Scienze della Formazione» e/o «Scienze dell'educazione» rilasciati dalle Università italiane di diritto pubblico;

se, nell'ipotesi negativa, non ritenga opportuno avviare il necessario iter che conduca, attraverso un decreto di equipollenza, a tale riconoscimento.

(2-00446) «Compagnon».
COMPAGNON: Signor Presidente, illustro l'interpellanza molto brevemente, non occuperò tutto il tempo a disposizione e mi atterrò al testo scritto con cui è stata presentata.
Ritengo opportuno sottolineare nuovamente le motivazioni di questa interpellanza, che sono molto serie - peraltro molto semplici - e che sono state sottoposte al Ministro dell'istruzione. L'interpellanza riguarda i titoli accademici delle università pontificie, i quali non sarebbero automaticamente riconosciuti dallo Stato italiano, ovvero considerati automaticamente e, quindi, equipollenti ai titoli accademici rilasciati dalle università italiane. Questo riconoscimento-equipollenza ovviamente non si pone tanto per la licenza in teologia e similari, quanto per il baccalaureato che, come lei sa, è il primo titolo di studio che si ottiene dalle facoltà teologiche, in particolare, la licenza e il dottorato della facoltà dell'educazione, scienze e formazione.
Vi è, dunque, questa situazione di incertezza e discrezionalità delle singole università italiane nel procedere, ogni qual volta si creano le condizioni, al riconoscimento dei titoli rilasciati dalle università pontificie. Di conseguenza, i possessori delle lauree in scienze dell'educazione, ottenute presso soprattutto l'università pontificia salesiana, potrebbero non essere ammessi ai concorsi pubblici, o non essere assunti presso enti di diritto privato che, peraltro, ricevono finanziamenti da enti pubblici; a tal proposito, penso alle associazioni e alle cooperative. In questa situazione pare - non ne sono certo signor sottosegretario - che altri Stati europei stiano provvedendo o abbiano provveduto ad un accordo con la Santa Sede finalizzato al riconoscimento dei gradi e dei titoli accademici. Se questo fosse vero, teniamo conto che anche noi facciamo parte dell'Europa e, quindi, sarebbe veramente difficile da comprendere che ciò succeda in altre nazioni europee e non in Italia. Comunque, al di là di questo, anche se nelle altre nazioni ciò non dovesse accadere, ritengo che debba essere portato avanti a livello nazionale.
In ultima analisi, signor sottosegretario, questa interpellanza è determinata a capire se il titolo di scienze dell'educazione dell'università pontificia salesiana è equipollente a quello delle università di diritto pubblico italiano. In caso contrario, è importante capire se questo Governo ha intenzione di attivare delle procedure per tale riconoscimento. Credo che, anche nello spirito dell'uguaglianza e della libertà del diritto allo studio e alla scuola, una risposta di questo tipo debba avvenire in termini positivi il prima possibile. È, infatti, passato sin troppo tempo e per troppo tempo se ne è discusso, ma effettivamente non vedo e non ho visto affrontare il problema in maniera seria.
SOTTOSEGRETARIO DI STATO PER L'ISTRUZIONE, L'UNIVERSITA' E LA RICERCA, GIUSEPPE PIZZA: Signor Presidente, la normativa di riferimento in materia di equipollenza tra titoli accademici rilasciati da università straniere con quelli rilasciati dalle università italiane, è la legge n. 148 dell' 11 luglio 2002: «Ratifica ed esecuzione della Convenzione sul riconoscimento dei titoli di studio relativi all'insegnamento superiore nella Regione europea, fatta a Lisbona l'11 aprile 1997, e norme di adeguamento dell'ordinamento interno».
L'articolo 2 della suddetta legge prevede che la competenza per il riconoscimento dei cicli e dei periodi di studio svolti all'estero e dei titoli di studio stranieri, ai fini dell'accesso all'istruzione superiore, del proseguimento degli studi universitari e del conseguimento dei titoli universitari italiani, è attribuita alle università ed agli istituti di istruzione universitaria, che la esercitano nell'ambito della loro autonomia e in conformità ai rispettivi ordinamenti, fatti salvi gli accordi bilaterali in materia.
Il successivo articolo 5 prevede, altresì, che il riconoscimento dei titoli accademici per finalità diverse da quelle indicate nell'articolo 2, è operato da amministrazioni dello Stato, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di riconoscimento ai fini professionali e di accesso ai pubblici impieghi, secondo procedure da stabilire con successivo regolamento di esecuzione.
Tale regolamento è stato emanato con decreto del Presidente della Repubblica 30 novembre 2009, n. 189, registrato alla Corte dei conti il 9 dicembre 2009 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 28 dicembre 2009.
Le richieste di equipollenza dei titoli accademici rilasciati dall'università pontificia salesiana a quelli rilasciati dalle nostre università sono soggette alle procedure previste dal suddetto regolamento.
COMPAGNON: Signor Presidente, ringrazio il sottosegretario; diciamo che, amichevolmente e con grande senso di responsabilità, è una risposta molto burocratica, più che politichese: ha richiamato la legge e il regolamento soggetto.
In questa mia interpellanza vi era una precisa richiesta per capire la volontà politica di questo Governo e di questa maggioranza in merito al fatto se dare attuazione all'equipollenza fino in fondo, senza lasciare spazio alle interpretazioni di alcuni istituti ed università; soprattutto, richiedeva se risponda al vero che altri Paesi europei, appartenenti all'Unione europea come noi, hanno avviato o hanno già concluso un Accordo con la Santa Sede al fine di riconoscere ufficialmente l'equipollenza, al di là dell'interpretazione del regolamento.
Non voglio polemizzare, perché quello che mi interessa è capire se le persone che escono da quelle università, dall'università pontificia salesiana, con titoli come quelli richiamati, possono avere gli stessi diritti degli altri italiani che hanno un titolo equipollente, similare, preso in altre università.
Signor sottosegretario, mi rivolgo a lei dichiarandomi insoddisfatto di una risposta così piatta e così fredda, senza alcuna responsabilità presa rispetto a questa mia interpellanza. Mi rivolgo a lei, al Ministro e a questa maggioranza: al di là del regolamento, che può essere letto e visto - me lo rileggerò, cercheremo di capire, nelle maglie di questo regolamento, come eventualmente farlo andare nel verso giusto - chiedo a questo Governo che, una volta per tutte, prenda una posizione chiara, affermando che non è pensabile che un'università come l'UPS non possa essere riconosciuta equipollente, per i titoli richiamati prima, alle altre università.
Siamo in un Paese in cui difendiamo la scuola libera, la scuola privata, dove pensiamo alla parità in questo senso, dove diamo ai nostri cittadini genitori, giustamente, la possibilità di scegliere quale indirizzo scolastico debbano prendere i loro figli, e poi, magari, ci areniamo, non so per quale motivo.
Alla fine, non si può certo mettere in discussione la validità e la capacità di queste università a formare questi giovani in quell'indirizzo richiamato prima. Comunque, seguirò personalmente questo aspetto, rivedendo un attimo con più attenzione questa risposta del sottosegretario; continuerò a seguire questa situazione e a tallonare, se mi passa questo termine, magari un po' improprio, il Governo e questa maggioranza, affinché si prendano le loro responsabilità.
Infatti, non ci si può nascondere dietro a regolamenti e a commi e lasciare agli altri la possibilità di interpretare una scelta che, invece, dovrebbe essere chiara e precisa, tradotta in legge con un Accordo fra questo Stato, e quindi gli attuali Governo e maggioranza, e la Santa Sede; altrimenti, mi dispiacerebbe dover aspettare un'altra maggioranza per raggiungere questo risultato.
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