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Mozione 1-00998 sul CONI

Mozione 1-00998

3 aprile 2012

La Camera, premesso che: il CONI nella riunione del 29 settembre 2011 ha adottato una delibera programmatica per il piano di risparmi che prevede la chiusura dei comitati provinciali, trascurando di considerare che la soppressione di questi produrrebbe un risparmio di alcuni milioni di euro, non risolutivo di un eventuale problema di bilancio;

il peso economico dei comitati periferici nel bilancio complessivo del CONI risulta relativo (6,5 milioni pari all'1,6 per cento del bilancio complessivo del CONI, che nell'anno 2011 ha superato i 450 milioni di euro), anche in virtù del fatto che questi sono spesso finanziati da enti privati e che i componenti delle relative giunte e dei consigli provinciali, non ricevono compensi ma assumono incarichi onorifici;

la decisione di chiudere i comitati provinciali è stata ribadita dal consiglio nazionale CONI nella riunione del 30 novembre 2011, quando è stata approvata l'ipotesi di modifica dello statuto CONI in base alla quale i delegati provinciali andrebbero a sostituire i comitati provinciali, e le funzioni di questi verrebbero trasferite ai comitati regionali;

i comitati provinciali del CONI rappresentano sul territorio una struttura fondamentale per organizzare lo sport, in contatto diretto con le scuole e gli enti locali, punto di riferimento delle federazioni e delle società. La capillarità delle sedi, l'esperienza delle persone che vi operano gratuitamente, assieme alla consolidata offerta di servizi, garantiscono il valore sociale dello sport, nonché quello educativo-formativo;

nel corso degli ultimi anni la domanda di sport è cresciuta e si è diversificata, provenendo anche da settori ed ambienti culturalmente e tradizionalmente al di fuori del mondo sportivo. I comitati provinciali con la riforma dei primi anni del XXI secolo hanno vista accresciuta la propria centralità e il proprio ruolo rappresentativo all'interno dell'intero sistema, configurandosi come referenti principali di questa domanda;

con l'autoriforma del CONI verrebbe meno il ruolo di coordinamento e raccordo tra le istituzioni, le federazioni e gli enti di promozione sportiva svolto sino ad oggi dai comitati provinciali, e si avrebbe un impoverimento delle attività promozionali e formative poste in essere sul territorio - di cui lo sport nelle scuole rappresenta l'esempio più significativo;

con il nuovo assetto strutturale verrebbero penalizzate le tante persone che prestano la loro opera di volontariato presso gli organi periferici, incidendo così negativamente su quell'economia civile che, in un periodo di difficoltà economica, sta dando un importante contributo allo Stato e alle sue strutture,

impegna il Governo

ad assumere ogni iniziativa di competenza per assicurare che il nuovo assetto organizzativo del CONI risponda a criteri di trasparenza, efficienza, operatività e capillarità sul territorio, e garantisca contemporaneamente che per tutti i cittadini vi sia il diritto allo sport.

Barbaro, Compagnon, Concia, Goisis, Zazzera, Ghizzoni, Bratti, Marco Carra, Lolli, Sanga, Libè

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