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Interpellanza urgente sulle iniziative nei confronti di CAI - Compagnia aerea italiana al fine di rendere il servizio di trasporto aereo più efficiente in termini di sicurezza e operatività

Interpellanza urgente 2-00519presentata da ANGELO COMPAGNON
discussa giovedì 29 ottobre 2009, seduta n. 241

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere - premesso che:

a distanza di tredici mesi dalla nascita di CAI - Compagnia Aerea Italiana, lo stato dei voli da essa gestiti e dei servizi erogati si rivela secondo gli interpellanti ogni giorno più inquietante, profilandosi gli estremi di una vera e propria «emergenza nazionale», anche sotto l'aspetto della sicurezza dei voli;

i disagi che gli utenti segnalano quotidianamente sono relativi a: continui, reiterati e pesanti ritardi, cancellazioni per guasti o per altri ingiustificati motivi tecnici, comunicazione scarsa o non corretta accompagnata da atteggiamenti spesso poco professionali da parte degli addetti ai lavori e dei capo-scalo, bagagli perduti, servizi igienici inutilizzabiti, refrigeratori per i pasti non funzionanti, compattatori dei rifiuti fuori uso, magazzini senza scorte ed altro ancora;

di notevole allarme risultano essere le notizie, pubblicate qualche tempo fa da alcuni organi di stampa, sulle inefficienze evidenti dei sistemi di sicurezza dei voli, come il malfunzionamento delle telecamere di sorveglianza anti-terrorismo, o delle certificazioni di aero-navigabilità scadute, con la relativa messa in revisione degli aerei interessati;

le inefficienze della Compagnia rischiano di abbassare la sicurezza del trasporto aereo, oltre ad arrecare continui disagi ai passeggeri, con un processo lento che tende a vanificare gli standard richiesti;

risultano, così, ad avviso degli interpellanti di fatto aggirati i «fondamentali» del trasporto aereo, basati sull'integrazione di alcuni principi cardine, quali: la competitività (Intesa anche in termini di tariffe più basse), (la sicurezza dei voli, l'efficienza della Compagnia, l'idoneità dei servizi delle società aeroportuali;

è in itinere un provvedimento del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che aumenterà le tariffe aeroportuali di circa 3 euro a passeggero per gli scali con più di 10 milioni di viaggiatori (Aeroporti di Roma e Sea), 2 euro per gli scali che ne ospitano fra i 5 e i 10, ed 1 euro per gli scali più piccoli;

tale incremento tariffario finirà per gravare sui conti delle compagnie aeree, le quali, a loro volta, scaricheranno l'aumento sulla clientela senza, però, garantire il massimo degli standard qualitativi;

il «piano Fenice» prevedeva di trasportare 28 milioni di passeggeri nel 2009 per contenere le perdite a 200 milioni di euro, ma ad oggi questo obiettivo risulta essere impossibile da raggiungere con un probabile aggravio di conseguenze per gli utenti;

la nuova compagnia aerea, nelle intenzioni del Governo, doveva essere lo strumento per incentivare la ripresa nel settore del turismo, ma la strategia della ricerca di una posizione di rendita sul mercato domestico è fallita, in quanto passeggeri hanno «tradito» le attese, un pò per la crisi economica, un pò perché hanno trovato più conveniente viaggiare con la Freccia rossa di Trenitalia o con compagnie aeree low cost;

l'ingente esborso di denaro pubblico avrebbe potuto avere una destinazione più proficua senza contare la perdurante chiusura del mercato del servizio di trasporto aereo ed i disservizi recati alla clientela, che si sta orientando verso altre compagnie che forniscono migliori servizi a costi inferiori, non curandosi detta difesa dell'italianità -:

quali urgenti misure intenda adottare per ripristinare il rispetto delle regole più elementari nell'ambito del sistema del trasporto aereo nazionale, secondo gli interpellanti ormai alla deriva, e quali iniziative intenda intraprendere nei confronti di CAI - Compagnia Aerea Italiana, al fine di rendere il servizio di trasporto aereo erogato più efficiente in termini di sicurezza e operatività ed in linea con gli standard delle concorrenti compagnie europee, evitando le ricadute che i disservizi provocano sulla vita privata e lavorativa degli utenti e sull'intera economia nazionale.

(2-00519)
«Compagnon, Adornato, Bosi, Buttiglione, Capitanio Santolini, Cera, Ciccanti, Ciocchetti, De Poli, Delfino, Dionisi, Drago, Anna Teresa Formisano, Galletti, Libè, Mannino, Mereu, Mantini, Mondello, Naro, Occhiuto, Pezzotta, Pisacane, Poli, Rao, Romano, Ruggeri, Ruvolo, Tabacci, Tassone, Francesco Testa Nunzio, Vietti, Volontè, Zinzi».
COMPAGNON: Signor Presidente, mi riservo di intervenire in sede di replica.
SOTTOSEGRETARIO DI STATO PER LE INFRASTRUTTURE ED I TRASPORTI, BARTOLOMEO GIACHINO: Signor Presidente, caro onorevole Compagnon, le problematiche sollevate riguardano la situazione iniziale della nuova Compagnia aerea italiana, che è stata resa particolarmente difficile in ragione della crisi globale che ha investito in modo pesante tutto il comparto dell'aviazione civile. Tuttavia, e nonostante il perdurare della grave congiuntura generale, appare oggi possibile non soltanto intravedere, ma anche verificare un momento di superamento delle difficoltà incontrate.
È notizia di oggi che nell'ultimo trimestre si potrà configurare il pareggio dei conti di Alitalia-CAI portando infine a compimento il risanamento della società. In tale contesto la conferma della ripresa è attestata dalla concretizzazione dell'alleanza non solo con Air France e KLM, ma anche con la Delta Airlines, e permetterà già entro il primo semestre del 2010 un'integrazione della rete in un quadro globale.
Questi risultati confermano la validità della scelta operata dal Governo di puntare sul rilancio della ex compagnia di bandiera e di assegnare tale compito alla nuova CAI. In effetti la concorrenza dei treni ad alta velocità e delle compagnie low cost è sicuramente uno stimolo di sostanziale interesse, anche se è da sottolineare la non completa omogeneità dei segmenti di mercato, che ancora potrà trovare una risposta nella diversità dei prodotti e quindi nella complementarietà, e non solo nella concorrenza tra diverse modalità di trasporto.
Si tratta di una nuova vita di Alitalia, che da martedì ha anche una nuova collocazione nel principale hub aeroportuale di Fiumicino a Roma. Difatti dal 25 ottobre, con l'entrata in vigore dell'orario invernale, Alitalia dispone di un terminal dedicato (Terminal 1), caratterizzato da una nuova segnaletica di forte impatto e riconoscibilità. Al Terminal 1 dell'aeroporto Leonardo da Vinci vengono ora effettuate le operazioni di accettazione per tutti i voli di Alitalia verso le destinazioni nazionali e quelle europee appartenenti all'area Schengen, oltre ai voli per la Francia e l'Olanda effettuati in code share dai partner Air France e KLM. Le operazioni di check-in per voli di Alitalia verso destinazioni al di fuori dell'area Schengen continueranno ad essere effettuate presso il Terminal 3.
Allo stesso tempo è stato avviato anche nuovo servizio dedicato agli utenti della rotta Roma-Milano e Milano-Roma, con banchi check-in e varchi fast-track per i controlli di sicurezza dedicati, gate di imbarco personalizzati, incremento nell'utilizzo dei finger e una flotta dedicata di Airbus A320 di ultima generazione.
In questa prospettiva, anche i provvedimenti attualmente allo studio concernenti i diritti aeroportuali sono rivolti ad un miglioramento delle infrastrutture, favorendo i necessari investimenti, permettendo ulteriori miglioramenti del servizio all'utenza, in ciò integrati da nuove tecnologie funzionali ad una utilizzazione più rapida delle procedure di imbarco.
In buona sostanza, le scelte delineate consentono di migliorare i servizi resi alla clientela favorendo un orientamento più sereno dei passeggeri che, nell'ambito delle proprie facoltà discrezionali di scelta, potranno meglio usufruire dei servizi della Compagnia aerea italiana, orientata decisamente al pieno recupero degli standard europei, anche in termini di regolarità e puntualità dei collegamenti.
Per quanto riguarda i rilievi sulla sicurezza, si evidenzia che l'ENAC, in qualità di Autorità dell'aviazione civile, è incaricata di operare verifiche e controlli sull'intero sistema al fine di garantire la sicurezza dei voli e dei passeggeri, nonché il rispetto da parte dei soggetti coinvolti del complesso normativo e degli standard di qualità del servizio prestato agli utenti.
Ciò premesso, si sottolinea, come peraltro più volte precisato, che i disservizi e le disfunzioni rilevate dall'ente ed ascritti alla responsabilità della compagnia CAI non hanno mai compromesso la sicurezza dei voli e dei passeggeri. Nello specifico, tra i vari malfunzionamenti o anomalie riportate, l'interpellante onorevole Compagnon, fa riferimento anche alla già chiarita vicenda della presunta certificazione di aeronavigabilità scaduta di un aeromobile. Questa notizia, riportata dalla stampa, è stata già confutata in precedenti risposte ad atti ispettivi riportanti medesime questioni.
Nello specifico, si è infatti chiarito che si è trattato di un mero disguido provocato dal sistema informatico che gestisce l'archivio delle registrazioni delle certificazioni e che il rinnovo del certificato di aeronavigabilità del velivolo di cui si parla è avvenuto nel rispetto dei tempi canonici.
Circa le iniziative intraprese per svolgere una più rigorosa ed incisiva azione di sorveglianza nei confronti della CAI, ricordo all'onorevole Compagnon che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha provveduto a trasmettere una direttiva ad ENAC già in data 23 giugno 2009.
Nella suddetta direttiva il Ministro Matteoli, sulla base del contratto di programma Stato-ENAC e dell'atto di indirizzo del Ministro dei Trasporti del 17 giugno 2006, ha invitato l'ENAC ad effettuare specifiche attività ispettive di vigilanza e di controllo negli aeroporti, al fine di venire incontro alle esigenze degli utenti e di mantenere un elevato ed uniforme livello di sicurezza.
L'attività di CAI è pertanto costantemente monitorata dall'ENAC; come è noto, dall'inizio di maggio l'ENAC ha instaurato un tavolo tecnico di monitoraggio della puntualità e regolarità dei voli di Alitalia-AirOne che si riunisce settimanalmente per esaminare i dati su ritardi, cancellazioni e inconvenienti tecnici che procurano disagi ai passeggeri.
Inoltre, in occasione del periodo estivo 2009, lo scorso giugno è stato instaurato un comitato di monitoraggio sui disservizi relativi alla puntualità dei voli, alla loro regolarità e all'attività di assistenza a terra (restituzione bagagli).
A seguito di tali controlli sono state rilevate anomalie per le quali l'ENAC ha puntualmente applicato le disposizioni previste dal nuovo codice della navigazione e dal regolamento CE/261/2004, comminando le relative sanzioni a quegli operatori che hanno mostrato carenze ed inefficienze nell'erogazione del servizio.
In più, si aggiunge che in data 16 settembre 2009, presso la direzione generale dell'ENAC, si sono svolte una serie di riunioni tecniche ed istituzionali in merito ai disservizi verificatisi quest'estate nell'aeroporto di Roma Fiumicino, ed alle misure e strategie da adottare per risolvere le criticità registrate. All'esito di queste riunioni i vertici ENAC hanno indicato la data dell'8 dicembre come il termine entro cui sarà valutata l'efficacia delle azioni poste in essere dagli operatori aeroportuali, con l'intento di riconsiderare gli interventi per minimizzare i disservizi durante il periodo natalizio.
In particolare, si ritiene che l'entrata in vigore del nuovo sistema di lettura ottica dei bagagli (BRS) consentirà di assicurare il monitoraggio e la tracciatura in tempo reale del processo di caricamento e riconsegna bagagli, garantendo una notevole riduzione dei tempi per l'eventuale ricerca del bagaglio da ricongiungere al passeggero.
Con riferimento ai dati di puntualità e regolarità relativi all'intera rete, dal mese di maggio la percentuale dei voli operati si attesta al 99,5 per cento rispetto a quelli programmati, con una puntualità dei voli in arrivo entro i 15 minuti in sensibile miglioramento: si è passati dal 74,1 per cento ad agosto, al 78,2 per cento a settembre, all'80,1 per cento nel periodo dall'1 al 18 ottobre.
Inoltre, voglio rammentare l'impegno che è stato portato avanti per reistituire e riprendere il collegamento Trieste-Milano e, per quanto riguarda la funzionalità presso l'aeroporto di Trieste, così caro all'onorevole interpellante, voglio rammentare che con molta onestà il presidente Colaninno, nell'incontro di martedì scorso all'inaugurazione del Terminal 1 a Fiumicino, ha rilevato che rimane ancora il problema di Trieste, ma che la Compagnia lo sta trattando.
Per quanto ci riguarda, siamo disponibili, se l'onorevole interpellante lo ritiene, ad organizzare un incontro presso il Ministero con CAI e con l'ENAC per quanto riguarda la funzionalità dell'aeroporto di Trieste.
COMPAGNON: Signor Presidente, ho rinunciato all'illustrazione, perché evidentemente l'interpellanza urgente in esame si illustra molto bene, con puntualizzazioni frutto di una conoscenza diretta delle motivazioni per le quali ho presentato tale interpellanza urgente insieme agli altri colleghi del mio gruppo.
È vero quello che dice il sottosegretario - che ringrazio per la sua risposta e che tra l'altro conosco molto bene, perché in Commissione trasporti abbiamo modo spesso di confrontarci, e conosco anche la sua disponibilità e la sua conoscenza del settore - cioè il fatto che mi sta a cuore l'aeroporto di Trieste, perché evidentemente è l'aeroporto del quale mi servo, ma la mia interpellanza urgente va oltre. Infatti essa è scaturita dopo una serie di fatti e di situazioni che sono stati ovviamente di mia diretta conoscenza e che mi hanno portato a presentare l'interpellanza urgente in esame.
Evidentemente dalla risposta del sottosegretario si evince un quadro quasi perfetto, che fa il paio anche con le ultime dichiarazioni di questi giorni, però voglio precisare che comunque la mia interpellanza non è frutto di un ragionamento o di un riscontro di fatti che non funzionavano tempo addietro, ma della scorsa settimana. La risposta del sottosegretario fa il paio con quanto si è letto in questi ultimi giorni sui giornali, ad esempio le dichiarazioni del sottosegretario Letta, che afferma che il bilancio è positivo, e ringrazia di cuore chi questa sfida l'ha raccolta ed ha saputo portarla avanti; oppure con le dichiarazioni dello stesso Ministro Matteoli, che il giorno dell'inaugurazione del Terminal 1 ha detto: oggi è un giorno di festa, in questi nove mesi Alitalia ha fatto passi da gigante; oppure le stesse dichiarazioni del presidente Colaninno, secondo il quale ormai il rilancio di Alitalia è una missione compiuta.
Voglio fare una premessa ben precisa (ho avuto modo già di dirlo al presidente Colaninno e all'amministratore delegato Sabelli quando sono venuti in Commissione, e lo dico perché ne sono convinto): in quest'Aula abbiamo fatto una battaglia convinta contro il metodo con il quale siamo arrivati alla CAI, contro i fondi secondo noi buttati via, i 300 milioni che potevano essere spalmati sulle grandi difficoltà del nostro Paese e che sono finiti del nella cloaca della vecchia Alitalia. Abbiamo fatto una battaglia politica contro questa maggioranza e questo Governo perché ritenevamo, nell'interesse del trasporto aereo nazionale, che quella non fosse la strada giusta.
Ferma restando dunque la nostra perplessità su quelle azioni - alla fine, ritornerò anche sulla questione degli azionisti e degli obbligazionisti che sono, comunque, italiani -, abbiamo tutto l'interesse che la CAI funzioni. Siamo qui, io in prima persona, anche come membro della Commissione trasporti, a cercare di fare il massimo affinché si possa dire tutti assieme che veramente CAI funziona, che il servizio del trasporto aereo funziona, che il costo è concorrenziale e che, quindi, il servizio va bene per il Paese.
Voglio che questo si sappia e che rimanga agli atti, perché non si pensi che l'interpellanza urgente in oggetto o che i miei interventi siano soltanto contrari o prevenuti, anzi tutt'altro. Vorrei distinguere anche la diversità di valutazione: una è la valutazione politica rispetto al percorso che ha seguito in quest'Aula il rinnovo della compagnia (al termine di quella precedente), l'altra riguarda le necessità dei privati che hanno investito. Ho già detto in precedenza che non ero molto convinto del modo, ma un privato che investe deve anche ottenere i propri risultati: se le cose vanno meglio per i soci, deve andare meglio anche il servizio. Non devono andare bene solo le cose dei soci e andare male il servizio.
Pertanto, quando sento dire, come ho sentito dire in Commissione, soprattutto, da parte dei due responsabili, che tutto va bene - e volendo ostentare che tutto va bene - mi chiedo di quale compagnia stiamo parlando. Oppure stiamo parlando solo delle due tratte che funzionano Roma-Milano?
Certo che alcune cose funzionano, ci mancherebbe altro. Tuttavia vorrei fare un excursus molto veloce dei fatti che sono a mia conoscenza.
Mi fa piacere che la parte finale dell'intervento del sottosegretario abbia ripreso un dato che a me sta a cuore, cioè la possibilità di ripristinare il volo fra Trieste e Milano, che per il nord-est e, in modo particolare, per il Friuli-Venezia Giulia è fondamentale, rappresentando una porta aperta verso l'Europa dell'est. Tuttavia, vorrei anche sottolineare che nelle trattative che si sono svolte, con la pressione anche dei responsabili della regione, la società CAI ha affermato di poter ripristinare tale volo, a condizione che anche la regione intervenga con 3 milioni di euro (sono dati di fatto certi, usciti già sulla stampa). Evidentemente, si parla di restringere i bilanci pubblici, perché vi è una situazione economica di crisi, mentre poi vediamo che si possono compiere alcune scelte nella misura in cui il pubblico continua ad intervenire con i propri fondi. Questo elemento non gioca a favore delle dichiarazioni che possono fare i responsabili della CAI.
Anche la scorsa settimana - credo giovedì - è accaduto un fatto increscioso nel suo complesso, al di là dei ritardi (due ore), che, nello stesso giorno, hanno messo in discussione non solo il volo Roma-Trieste, ma tanti altri voli nazionali ed internazionali, che ora per correttezza e per brevità di tempo non elencherò. Comunque, mi sono documentato e la vicenda è stata riportata anche da tutti i giornali, a dimostrazione che le cose non funzionano.
Mi riferisco, ad esempio, ai rapporti con gli addetti ai lavori, che trattano le persone facendole stare in piedi per un'ora, un'ora e mezza, senza dare una risposta e senza nemmeno considerare che alcuni passeggeri chiedevano la presenza di un responsabile vero che spiegasse le motivazioni di quei ritardi. Infatti, possono verificarsi dei ritardi, possono esservi dei guasti tecnici, ma basta dire le cose come stanno e spiegare, ad esempio, che si sarebbe partiti dopo due ore.
Invece, sono state date delle risposte inconsistenti: si è parlato di un guasto tecnico di mezz'ora o un'ora, poi si è detto di andare su un altro aereo, sul quale, poi, si è verificato un altro guasto tecnico; si è detto che non si viaggiava più con il finger, ma con il bus. Tutte queste notizie frammentarie mettono in ansia evidentemente chi è pronto a partire, perché non funziona niente. Vi è, poi, una «chicca». È stato detto: signori, non sappiamo più cosa dirvi, andate a prendervi uno snack al bar.
Possono sembrare piccolezze, ma sono fatti che, indubbiamente, fanno irritare le persone che devono viaggiare, soprattutto in questo periodo, per il loro lavoro.
Da tutto questo è scaturita una serie di approfondimenti immediati, in giornata, rispetto al funzionamento, e devo dire che non abbiamo riscontrato questa percentuale del 90 per cento di regolarità e di puntualità.
È chiaro che la gestione CAI è una cosa e la politica che ha scelto questa strada è un'altra, ma torniamo anche a tutto quel percorso che ha visto pagare pesantemente di tasca propria gli azionisti di Alitalia, liquidati con solo 0,27 euro di valore nominale, oppure gli obbligazionisti che hanno perso più del 30 per cento dei loro investimenti e vengono risarciti solo con titoli di Stato a scadenza 2012. È evidente che tutto questo passa anche attraverso gli enti di controllo e ci si ricorda di chiedersi cosa questi ne dicano: penso all'ENAC e all'ANACNA, che abbiamo audito recentemente in Commissione.
È vero, non tocchiamo il problema della sicurezza. Il sottosegretario Giachino ha affermato che la sicurezza dei passeggeri non è mai stata compromessa e io spero, anzi, sono convinto che sia così; però, quando si vede che ci sono tantissime cose che non funzionano, qualche dubbio sorge.
Io mi sono permesso soltanto di sottolineare che vorrei verificare se la non funzionalità nella gestione, nella puntualità e in tutto ciò che ho ricordato (e ho raccontato solo una parte dei fatti di mia conoscenza, non riportati da altri) faccia il paio con la sicurezza. Dopo aver sentito che un aereo ha un guasto tecnico e contemporaneamente anche un secondo, dopo aver ascoltato i piloti precari, che, a loro volta, devono comunque prendere servizio, rileviamo degli aspetti molto delicati che andrebbero rivisti. Io non ho detto che dobbiamo andare in guerra, ma ho affermato che dobbiamo approfondire, vedere e parlare e ho ricevuto delle risposte che non mi sono piaciute.
Senza parlare, poi, dei rapporti che si cerca di costruire in termini positivi e che invece tali non sono. Come dicevo poc'anzi, è di ieri l'altro l'incontro in Commissione trasporti con l'ENAC e l'ANACNA. Soprattutto i rappresentanti della seconda associazione hanno posto qualche dubbio sulla sicurezza. Lo hanno fatto loro, non io; io li ho solo ascoltati, insieme agli altri componenti della Commissione. I rappresentanti dell'ENAC hanno dichiarato che, effettivamente, nel 2008 c'è stato un calo grandissimo di passeggeri e nel 2009 il trend è negativo; forse soltanto a metà del 2010 ci sarà un trend positivo.
Tutti questi dati che passano attraverso l'aumento delle tariffe da un euro a tre euro, che chiaramente aiutano a dare risposte infrastrutturali, ma che alla fine ricadranno sempre sugli utenti, oppure l'ostentazione di slot che vengono mantenuti coperti anche quando si potrebbero aprire ad altre compagnie per creare una concorrenza utile al passeggero e all'utente, sono tutti aspetti che mi preoccupano, al di là di quello che viene scritto sui giornali in questi giorni e di ciò che ha affermato il sottosegretario Giachino, di cui non posso dubitare per la serietà dello stesso sottosegretario.
Però, evidentemente, non posso neanche non ricordare quanto altri soggetti ci comunicano attraverso e-mail, telefonate o incontri; si tratta di azionisti e obbligazionisti, passeggeri, utenti molto arrabbiati, piloti che non possono parlare molto perché la situazione di precariato anche in quel settore è notevole.
È ovvio, pertanto, che alla fine mi chieda in che modo il Governo e questa maggioranza - ma il Governo in modo particolare - possono, una volta per tutte, considerare questo aspetto senza farlo diventare un fiore all'occhiello o una grande vittoria.
È un passaggio che ha creato, secondo me, con la scelta politica, dei danni. Abbiamo buttato via dei soldi, ma adesso che ormai questo è stato fatto e non si può tornare indietro, cerchiamo di dire come stanno le cose, di individuare dove ci sono veramente delle carenze e di capire in che modo e in quali tempi tali carenze possono essere riportate alla normalità.
Voglio leggere a quest'Assemblea, anche se ci sono solo io, ma rimane agli atti, un'agenzia di stampa che è uscita quella sera: «Alitalia vertici, mandato ai legali contro l'onorevole Compagnon. Il presidente dell'Alitalia Roberto Colaninno e l'amministratore delegato Roberto Sabelli hanno dato mandato ai propri legali di tutelare la propria immagine e quella della Compagnia aerea a fronte delle dichiarazioni totalmente infondate e gravemente lesive rilasciate oggi dall'onorevole Compagnon».
Ecco, su questo voglio svolgere due osservazioni. Le mie dichiarazioni forse sono state anche un po' pesanti, signor sottosegretario, ma erano il frutto di una conoscenza diretta in quel momento di una situazione che non era solo quella riferita ad un volo, ma atteneva ad un comportamento nei confronti degli italiani che sono persone pazienti, che sopportano. Credo, infatti, che in altri posti quello che succede ogni tanto, o forse troppo spesso, negli aeroporti italiani non lo sopporterebbero. E la mia è stata una reazione con una dichiarazione a mezzo stampa molto circostanziata.
Allora mi sento di dare un consiglio al presidente e all'amministratore delegato: risparmino i soldi dei legali e li mettano a servizio del miglioramento della società.
Tuttavia, quello che mi dispiace di più è che, a fronte di una dichiarazione, ancorché forte, ma non prevenuta, che denuncia una situazione che è visibile, si abbia una reazione di questo tipo. Tale reazione, secondo me, è pericolosa perché significa che qualcuno ha la coda di paglia.
Voglio ricordare - mi avvio a concludere, signor Presidente - che in un'audizione con i responsabili CAI - prima il sottosegretario ha detto che l'ultima trimestrale dovrebbe portare i conti in pari, e ne sono contento - il presidente ha affermato che l'ultima semestrale è molto negativa, però i soci sono molto contenti di come vanno le cose.
A parte il fatto che non ho mai visto dei soci contenti sulle semestrali negative, ma è un dato del quale prendo atto, il presidente - poiché ovviamente nel dibattito in Commissione si chiedevano informazioni in maniera più diretta, diversamente da quello che accade in Aula - ha anche affermato testualmente: sento un qualcosa nell'ombelico che mi fa sperare bene.
Allora dico al presidente Colaninno che spero che questo qualcosa serva a migliorare la sua posizione, ma anche quella degli utenti: se lui vede la compagnia in una prospettiva funzionante e in grado di guadagnare, cosa che io auspico perché è giusto, deve essere un guadagno, una positività, un risultato utile che vada a beneficio di tutti, utenza compresa, sicurezza compresa, puntualità compresa e quant'altro. Ecco le motivazioni per le quali ho presentato questa interpellanza urgente.
Mi rivolgo, infine, al sottosegretario. La proposta di un incontro al Ministero è una proposta che lei ha dimostrato già più volte essere seria, equilibrata e che può mettere le cose come stanno sul tavolo in via definitiva.
Io sono ben disponibile ad un incontro di questo tipo purché ci si renda conto che dichiarare politicamente una certa situazione, o denunciare politicamente una certa situazione, non è contro qualcuno, come ho detto prima, e le reazioni che ci sono state non sono reazioni di persone che vogliono sedersi ad un tavolo.
Se lei è in grado di fare questo, signor sottosegretario, io accetto ben volentieri un incontro con i responsabili, e non lo faccio per me, né mi preoccupo del fatto che abbiano dato mandato ai legali, lo faccio solo perché sono convinto che solo seriamente e tutti insieme, dicendo le cose come stanno, possiamo anche fare un passo in avanti.
So che non è semplice e non è facile dare risposte. Non era facile partire da un'Alitalia fallimentare; non è facile dare risposte ai cassintegrati rimandati in cassa integrazione; non è facile dare risposte ai precari che sono lì, zitti, pur di avere la possibilità di continuare a lavorare.
Tutto questo va inserito nel contesto di una crisi economica internazionale della quale non si può incolpare questo Governo e ciò a dimostrazione della più ampia valutazione che facciamo su queste cose e che richiede responsabilità. Non si può vendere fumo, non si può dire che le cose vanno bene quando non vanno bene, non si possono fare promesse che non si possono mantenere.
Il mio pensiero va oltre CAI, si rivolge al Governo e proprio agli obbligazionisti e agli azionisti di Alitalia che, come tanti altri, stanno pagando. Le mail che ci arrivano ci dicono di denunciare Berlusconi e il Governo, perché i mittenti lo hanno già fatto. Dunque, noi siamo qui a denunciare politicamente in quest'Aula e ad impegnarci anche fuori affinché una volta per tutte si possano dare risposte serie e vere a tutte quelle persone che, attraverso anche momenti difficili come questo, ci hanno rimesso molto.
Questo è il senso dell'interpellanza urgente presentata e la mia disponibilità a continuare ad impegnarmi fino in fondo affinché si possa arrivare ai risultati che tutti noi auspichiamo.
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