lunedì 14 marzo 2011 02:17 < Indietro

Interpellanza 2-01002 sulla sterilizzazione delle accise sui prodotti petroliferi dopo la crisi libica

Interpellanza

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'economia e delle finanze, per sapere - premesso che:

le turbolente vicende che stanno investendo i Paesi nord-africani in generale e la Libia in particolare, stanno anche provocando forti tensioni sui mercati dei prodotti petroliferi e continui rialzi del prezzo alla pompa dei carburanti per autotrazione;

nonostante il prezzo del greggio sia ancora molto lontano dal record del 2008

(la differenza è di 42 dollari al barile), in questi giorni il prezzo della benzina ha toccato il record storico di 1,59 euro al litro (con punte di 1,61 in Campania per effetto delle addizionali) contro l'1,58 registrato nel 2008;

secondo le compagnie petrolifere sul prezzo attuale della benzina peserebbe la debolezza della moneta europea rispetto al dollaro;

altra motivazione per giustificare il rincaro è costituita dall'impossibilità di influire sulla quotazione del prezzo della benzina che è fatta dall'indice americano Platt's e alla quale si uniformano le compagnie;

il Platt's è una società di New York del gruppo MacGraw Hill dal 1909 pubblica giornalmente 8.400 prezzi calcolati in 17 uffici nel mondo (per l'Europa la base è a Londra);

la società americana ha sempre sostenuto, tuttavia, di aver quotato il prezzo del carburante in base alle oscillazioni del petrolio, documentando tale tesi con uno spreadsheet contenente le quotazioni degli ultimi due anni, partendo dai picchi dell'estate 2008, in cui si evince che le oscillazioni rispecchiano l'andamento del greggio;

il Platt's, secondo quanto sostenuto dal direttore delle relazioni esterne, comunica il valore nei due porti di Genova e Savona, escludendo le spese ulteriori di trasporto e logistica dai due scali a qualsiasi punto del vostro Paese;

una rete distributiva italiana farraginosa, antiquata e costosa, piena di diseconomie, a partire dalla capillarità della rete potrebbe dunque essere una delle cause principali delle marcate differenze di prezzo della benzina;

questi continui rincari stanno gravando pesantemente sui bilanci delle famiglie e su numerose categorie produttive; secondo le stime delle associazioni di consumatori questi rincari della benzina, tra incidenza diretta ed inflazione, potrebbe portare ad una stangata di circa 1.200 euro nell'arco dell'anno per le famiglie italiane;

la riduzione delle imposte che gravano sui carburanti è stata disposta con il decreto ministeriale del 7 marzo 2008, «Riduzione delle aliquote di accisa sui prodotti energetici usati come carburanti ovvero come combustibili per riscaldamento per usi civili», che, in applicazione dell'articolo 1, comma 290, della legge finanziaria 2008, riduceva temporaneamente, cioè solo per il periodo dal 20 marzo fino al 30 aprile, le accise sui carburanti (con un effetto di riduzione sulla componente fiscale del prezzo alla pompa pari a circa 2 centesimi al litro);

successivamente l'intervento è diventato automatico,in quanto il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante «Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria», all'articolo 9 in materia di «sterilizzazione dell'IVA sugli aumenti petroliferi» ha previsto che la sterilizzazione dell'iva sui prodotti petroliferi introdotta dalla finanziaria 2008 sia effettuata, con decreto del Ministro dell'economia di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, ogni volta che si verifichino aumenti superiori al valore indicato esclusivamente nel documento di programmazione economica finanziaria;

tale previsione pur essendo in vigore da oltre due anni, di fatto, non è mai stata applicata limitando la portata della misura fortemente richiesta da famiglie e categorie produttive;

sempre secondo le associazioni dei consumatori nel 2011 lo Stato potrebbe incassare maggiori entrate per effetto dei rincari della benzina pari a 1.812 milioni di euro;

appare quanto mai censurabile il fatto che lo Stato faccia cassa sulle spalle dei cittadini e delle attività produttive maggiormente interessate ai rincari;

inoltre è dal giugno del 2010 che le quotazioni del greggio sono superiori ai 70 dollari al barile previsti dal DPEF oltre il quale si doveva intervenire - :

se non ritenga, stante la situazione economica ed il rischio concreto che inflazione e rincari della benzina potrebbero determinare un ritardo o un mancato aggancio della ripresa economica da parte del nostro Paese, di assumere un'iniziativa normativa, rendendo effettiva la sterilizzazione delle accise sui carburanti;

se non ritenga, tenuto conto del costo sociale netto in danno del consumatore finale, di assumere iniziative innanzitutto per rivedere il regime generale delle accise sui prodotti petroliferi, cancellando il peso fiscale di quelle oramai divenute anacronistiche e superate.

14 marzo 2011

2-01002

COMPAGNON, LIBE’, OCCHIUTO, CICCANTI

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