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Interrogazione sulla esigenze di tutela degli azionisti di Alitalia

Interrogazione a risposta in IX Commissione 5-01430 presentata da ANGELO COMPAGNON

discussa mercoledì 27 maggio 2009

COMPAGNON. - Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'economia e delle finanze.- Per sapere - premesso che:

i noti fatti attinenti il trasporto aereo nel nostro Paese stanno delineando una serie di aspetti in senso peggiorativo per i consumatori, per i contribuenti ed in generate per la mobilità dei cittadini, dal momento che appare ormai evidente che la fusione della compagnia Alitalia con il suo principale concorrente, ovvero AirOne, sta determinando - al di là del merito dell'intera operazione - una situazione di monopolio sostanziale e di incrementi tariffari del tutto incompatibili con i principi fondamentali detta disciplina antitrust;

i reiterati scioperi ed i disservizi del personale Alitalia, nonché le continue cancellazioni ed i sistematici ritardi dei voli della ex compagnia di bandiera stanno imprimendo alla predetta situazione di monopolio una inaccettabile accelerazione;

per i creditori e gli oltre quarantamila piccoli azionisti e obbligazionisti Alitalia risultano essere esiziali le conseguenze prima del crollo di oltre il 12 per cento del titolo Alitalia (aprile 2008), poi della sua sospensione dalle contrattazioni (giugno 2008) ed infine della richiesta da parte del Consiglio di amministrazione Alitalia della dichiarazione di insolvenza della medesima compagnia al Tribunale di Roma (agosto 2008) con la pedissequa ammissione della compagnia stessa alla procedura straordinaria (settembre 2008);

da una decina d'anni non pochi dipendenti Alitalia percepivano le proprie retribuzioni sotto forma di quote in azioni, divenendo quindi azionisti, obbligazionisti o warrantisti non per libera scelta ma per una sostanziale imposizione del management societario;

nel corso di un'intervista rilasciata alla trasmissione Report del 12 ottobre 2008, il Commissario Fantozzi quantificava in 714 milioni di euro il monte obbligazioni Alitalia (più della metà in capo al Tesoro), avanzando forti perplessità circa la loro possibilità di riammissione, dato il numero altissimo di creditori insinuati al passivo della ex compagnia di bandiera;

su questo specifico aspetto si registra - ad opinione dell'interrogante - un'insufficiente attenzione da parte del Governo, il quale sta colpevolmente sottodimensionando tale fenomeno che, al contrario, presenta una notevole estensione e complessità che espone a gravissime ricadute quei risparmiatori che riposero a suo tempo fiducia nelle dichiarazioni rassicuranti del Governo, decidendo di non disinvestire i propri risparmi e che, successivamente alla sospensione del titolo Alitalia, si sono trovati nella più totale incertezza, peraltro aggravata dall'attuale crisi economico-finanziaria;

il passivo di Alitalia è stimato in circa 3,2 miliardi di euro alla data del commissariamento e al netto di incassi e storno debiti si valuta che al Commissario Fantozzi mancherà circa un miliardo e mezzo ai fini del rimborso totale dei creditori (grandi fornitori di carburante, aeroporti nazionali, vari consorzi, personale Alitalia in termini di Tfr, ferie, permessi eccetera) -:

se e con quali strumenti si intenda tutelare le decine di migliaia di incolpevoli cittadini che nel passato hanno acquistato le azioni Alitalia, investendo i propri risparmi di una vita e che hanno diritto di sapere perché questi titoli sono divenuti carta straccia. (5-01430)
TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA

Come è noto, con decreto in data 19 novembre 2008, il Ministro dello Sviluppo Economico ha autorizzato l'esecuzione del programma di cessione di beni e contratti predisposto dal commissario straordinario, Prof. Avv. Augusto Fantozzi, per le Società Alitalia - Linee Aeree Italiane S.p.A. e le altre imprese del gruppo Alitalia in amministrazione straordinaria.
Contestualmente, il commissario è stato autorizzato ad accettare l'offerta formalizzata dalla Società CAI Compagnia Aerea Italiana SpA per l'acquisto di un insieme di beni e rapporti giuridici relativi alle attività di volo facenti capo alle predette società del gruppo.
L'offerta CAI riguarda un perimetro di beni ridotto rispetto alla dimensione della vecchia Alitalia, comprendendo unicamente l'attività di trasporto aereo di passeggeri e alcuni beni connessi, con una capacità operativa della nuova compagnia pari a circa il 69 per cento della capacità Alitalia.
Più in particolare, l'offerta CAI ha ad oggetto un complesso di beni e contratti la cui acquisizione consente di dare vita ad un complesso aziendale tale da garantire, nel medio periodo, il servizio di trasporto aereo e, precisamente, l'acquisizione di aeromobili, beni mobili necessari all'esercizio dell'attività, tre partecipazioni societarie (Opodo Ltd., S.I.T.A. Inc. Foundation e S.I.T.A. SC), beni immateriali, quali marchi, nomi di dominio, diritti d'autore ed il Know-how di Alitalia, sistemi di informazione, nonché della totalità delle bande orarie di Alitalia, ad eccezione di quelle dedicate esclusivamente all'attività cargo, e il trasferimento di contratti e rapporti giuridici indispensabili per garantire il servizio di trasporto aereo con i relativi crediti e debiti.
La vendita è avvenuta per un corrispettivo di E 1.052 milioni (ripartito, quanto a 936 milioni di euro, per i beni di Alitalia Linee Aeree Italiane SpA, quanto a 57 milioni di euro, per i beni di Alitalia Servizi SpA, quanto a 20 milioni di euro, per i beni di Alitalia Express SpA, quanto a 6 milioni di euro, per i beni di Alitalia Airport SpA e quanto a 33 milioni di euro, per i beni di Volare SpA) da pagare, parte in contanti, con rilascio di fideiussioni bancarie a prima domanda, a garanzia del pagamento del residuo saldo, e parte mediante accolli liberatori di debiti strettamente inerenti ai beni ed ai contratti inclusi nel perimetro dell'offerta.
Riguardo alla quota parte di prezzo pagata mediante accollo di debiti, si premette che tale modalità di pagamento, generalmente praticata nelle vendite delle procedure di amministrazione straordinaria, è espressamente consentita anche nelle procedure fallimentari dall'articolo 105 della legge fallimentare, a condizione che non venga alterata la graduazione dei crediti.
Nel caso di specie, si premette, altresì, che gli accolli riguardano, in particolare, il debito relativo ai finanziamenti ipotecari sulla flotta oggetto di offerta della CAI ed i debiti non privilegiati che traggono origine da contratti non ancora eseguiti (o non ancora totalmente eseguiti) ma essenziali per assicurare la continuità del servizio pubblico di trasporto aereo.

Ciò premesso, con specifico riferimento alla compatibilità di tali accolli con il rispetto della par condicio creditorum, si osserva, quanto al debito ipotecario, che il valore dello stesso è pari ad euro/mil. 625 circa, a fronte di un valore corrente di mercato della flotta oggetto dell'offerta CAI pari ad euro/mil. 1086, dal che consegue che, trovando i debiti ipotecari accollati piena capienza nel valore dei beni ceduti, i creditori ipotecari saranno integralmente pagati dall'accollante così come sarebbero stati integralmente pagati dalla procedura di amministrazione straordinaria se gli stessi fossero rimasti in capo ad essa: l'accollo non altera pertanto in alcun modo le regole dell'ordine dei crediti.
Anche con riferimento agli ulteriori debiti accollati, la relativa verifica di legittimità risulta positivamente svolta dal commissario, in sede di audizione da parte del Comitato di sorveglianza, come risulta dal verbale del Comitato medesimo del 19 novembre 2008. Il decreto di autorizzazione alla vendita dà atto, a tal riguardo, che i debiti accollati attengono strettamente ai beni e ai contratti inclusi nel perimetro della vendita.
Per quanto attiene la specifica posizione dei piccoli azionisti e degli obbligazionisti, come è noto, il legislatore ha introdotto - limitatamente alla procedura Alitalia - due specifiche previsioni normative:
Si tratta, in particolare, delle disposizioni di cui:
all'articolo 7 octies del decreto- legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, in legge 9 aprile 2009, n. 33, con il quale è attribuito ai titolari di obbligazioni del prestito obbligazionario «Alitalia 7,5 per cento 2002-2010 convertibile», il diritto di cedere al Ministero dell'Economia i relativi titoli, entro determinati limiti e condizioni;
al comma 2 dell'articolo 3 del decreto-legge 28 agosto 2008, n. 134, convertito, con modificazioni, in legge 27 ottobre 2008, n. 166 che ammette i piccoli azionisti di Alitalia ai benefici di cui all'articolo 1, comma 343, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, relativo ai cosiddetti conti dormienti.

Di tali disposizioni normative, sarà espletata, quanto prima, la fase attuativa. Il Ministero dello sviluppo economico, nell'ambito delle proprie competenze, continuerà a vigilare affinché i piccoli azionisti e gli obbligazionisti abbiano il maggior ristoro possibile, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili.

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