mercoledì 21 luglio 2010 09:58 < Indietro

Interrogazione su soprressione collegamenti ferroviari veloci e diretti Trieste/Udine/Roma

COMPAGNON. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:

il gruppo Ferrovie dello Stato è una società per azioni a totale partecipazione statale attraverso il Ministero dell'economia e delle finanze;

il servizio ferroviario universale dedicato alla mobilità dei passeggeri e gestito da Trenitalia S.p.A. è finanziato da Stato e regioni;

a fronte della costante crescita del fenomeno del pendolarismo, l'offerta del trasporto su ferro risulta essere nettamente sottodimensionata ed inadeguata in termini di qualità e disponibilità del servizio;

l'orario ferroviario di Trenitalia entrato in vigore il 13 dicembre 2009 ha soppresso, tra gli altri, gli Eurostar che effettuavano il servizio diretto veloce (poco più di cinque ore) Trieste/Roma/Trieste; Udine/Roma/Udine; nonché Udine/Milano/Udine;

gli unici due collegamenti diretti, ad oggi operativi, tra Trieste e Roma sono: un intercity che si forma nel capoluogo giuliano al mattino e vi rientra la sera con un tempo di percorrenza pari a otto ore e venti minuti; in alternativa, sempre sulla medesima tratta, vi è il collegamento notturno che arriva e parte non dalla stazione centrale di Roma Termini, ma dalla meno servita stazione periferica Roma Tiburtina, con un tempo di percorrenza pari a nove ore e trenta minuti;

attualmente, gli utenti che da Trieste debbono raggiungere la capitale debbono obbligatoriamente ricorrere a treni regionali, cambiare a Mestre, attendere le coincidenze, affrontando spesso ritardi, lunghe attese e disservizi defatiganti;

alla luce dell'insufficiente, inadeguata e disagevole offerta di collegamenti tra Trieste, Udine e Roma (sintomatico è l'episodio verificatosi lo scorso 18 luglio sull'intercity Roma-Trieste 592, ove l'impianto di condizionamento è rimasto fuori uso per ore) che penalizza in generale il sistema di collegamenti su ferro dell'intero Friuli Venezia-Giulia, l'unica alternativa possibile per l'utenza è rappresentata dal più costoso ed inquinante collegamento aereo che, peraltro, impone un ulteriore dilatazione dei tempi a carico dei viaggiatori -:

se intendano, per quanto di propria competenza, intervenire per assicurare una maggiore elasticità nella definizione dei contratti di servizio per il trasporto ferroviario anche regionale, potenziando il sistema dei collegamenti locali con la rete nazionale ed incrementando, in particolare, il numero dei convogli giornalieri tra la capitale ed il capoluogo della regione Friuli Venezia-Giulia ed, in generale, con ogni capoluogo di regione e viceversa.

(3-01193)

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