lunedì 09 agosto 2010 01:21 < Indietro

Interrogazione sulle evasioni di massa dal CIE di Gradisca d'Isonzo

COMPAGNON - Al Ministro dell'interno, al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:

il 15 agosto 2010, presso il Centro di identificazione ed espulsione (CIE) di Gradisca d'Isonzo in provincia di Gorizia si verificava una rivolta da parte degli immigrati ivi trattenuti, nella quale due militari impegnati nelle operazioni di contenimento subivano delle contusioni;

gli evasi (circa 40 cittadini di nazionalità algerina) venivano poi intercettati dalle Forze dell'ordine nelle vicinanze dell'abitato del limitrofo comune di San Canzian d'Isonzo e riaccompagnati presso il Centro;

tale evasione di massa avveniva con un tempismo ed una concomitanza alquanto sospetti anche presso i CIE di Brindisi e Milano, peraltro dopo appena un mese dall'ultimo grave episodio di tensione verificatosi nei CIE del capoluogo lombardo ed isontino;

nei giorni successivi al ferragosto, all'interno del CIE di Gradisca, si registravano ulteriori disordini seguiti da tentativi di evasione non riusciti, con ferimento di agenti di polizia e del personale addetto alla gestione del Centro e danni per centinaia di migliaia di euro;

stanti le modifiche normative introdotte dal decreto-legge n. 11 del 23 febbraio 2009 che eleva il trattenimento a 180 giorni, da tempo gli immigrati ospiti delle varie strutture del Paese hanno dato inizio ad un preoccupante innalzamento della soglia della tensione e della litigiosità al loro interno, ingenerando un notevole appesantimento dell'attività degli operatori in servizio;

emerge pacificamente la circostanza che le numerose evasioni dai Centri di identificazione ed espulsione avvenute durante l'estate 2010 sono direttamente riconducibili alla sproporzione esistente tra il numero degli agenti di vigilanza in servizio e quello degli immigrati ospiti -:

quali determinazioni intendano assumere in merito alla preoccupante situazione descritta in premessa e se intendano adottare provvedimenti urgenti, volti ad un significativo adeguamento delle risorse economiche, umane e dei mezzi in dotazione alle forze dell'ordine, al fine di garantire una reale sicurezza dei cittadini e allo scopo di prevenire nuove pericolose sommosse ed evasioni di massa dai vari Centri di Identificazione ed espulsione esistenti nel Paese.

(3-01212)

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