martedì 28 settembre 2010 01:18 < Indietro

Interrogazione su tracciabilità flussi finanziari

COMPAGNON. - Al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:

la legge 13 agosto 2010, n. 136 «Piano straordinario contro le mafie, nonché delega al Governo in materia di normativa antimafia» introduce apprezzabili novità in materia di contrasto della criminalità organizzata;

in particolare, l'articolo 3 della predetta legge stabilisce alcune condivisibili misure, immediatamente applicative, in tema di tracciabilità dei flussi finanziari delle procedure relative a lavori, servizi e forniture pubbliche, anche in capo ai concessionari di finanziamenti pubblici comunitari ed europei per la gestione dei relativi flussi finanziari;

pur concordando in pieno con la necessità di realizzare un'efficace lotta alle mafie, al lavoro nero e al sommerso, l'entrata in vigore della summenzionata normativa sta indirettamente colpendo anche tutte quelle sane imprese appaltatrici, subappaltatrici e subcontraenti di lavoro, forniture e servizi pubblici che operano da sempre in modo corretto e trasparente nel tessuto produttivo del Nord Est, provocando alle medesime notevoli costi aggiuntivi, criticità gestionali, organizzative e finanziarie, peraltro in una delicatissima fase di crisi produttivo-occupazionale;

la legge n. 136 del 2010 impone, infatti, per i pagamenti, il ricorso al solo bonifico attraverso un conto corrente bancario o postale dedicato a tutte le transazioni inerenti ai rapporti con la pubblica amministrazione;

la norma vieta, inoltre, l'uso del contante anche per le piccole spese quotidiane (pasti caldi, minuteria da cantiere e così via) e fissa in cinquecento euro l'ammontare delle spese giornaliere pagabili con altro strumento finanziario -:

se non ritengano opportuno assumere tempestivamente iniziative al fine di introdurre dei correttivi alla norma in materia di tracciabilità dei flussi finanziari, correttivi volti a mitigare gli esiziali impatti della stessa su quei segmenti di economia sana del Paese, ripristinando ad esempio la possibilità di effettuare i pagamenti anche attraverso effetti bancari (RID, Riba, tratte e altro) che ne garantiscano comunque la tracciabilità, nonché fissando la soglia minima dell'appalto a cinquecento euro, al di sotto della quale le imprese possano utilizzare i conti correnti aziendali per le loro transazioni, senza restrizione nelle procedure di pagamento;

se non ritengano, altresì, opportuno assumere iniziative normative per una sospensiva volta, nell'immediato, ad eliminare le attuali difficoltà operative nell'applicazione della legge n. 136 del 2010.

(3-01246)

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