mercoledì 29 giugno 2011 09:19 < Indietro

Interrogazione orale 3-01725 sugli abusi nel servizio scorte

COMPAGNON. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
secondo l'ufficio centrale interforze per la sicurezza personale, istituito nell'ambito del dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno, ai sensi del decreto-legge n. 83 del 2002, il personale delle forze di polizia attualmente impegnato nei servizi di protezione personale, disposti ai sensi dell'articolo 1 del predetto decreto-legge, ammontano ufficialmente a 1.988 unità (tra agenti di pubblica sicurezza, finanzieri, carabinieri e guardie carcerarie), cui possono aggiungersene ulteriori 377, comprensivi di personale dell'Esercito impiegato in servizi integrativi di vigilanza fissa. Tale apparato di «servizi di protezione ravvicinata» in molti casi si alterna su due turni, raddoppiando così personale, mezzi e costi;
la valutazione sull'esposizione al rischio delle persone è demandata all'esame delle prefetture, con un'istruttoria curata dalle forze di polizia, poi riversata alle riunioni di coordinamento presiedute dagli stessi prefetti, i quali, eventualmente, inoltrano all'ufficio centrale le proposte per adozione, modifica o revoca delle «misure tutorie», graduate a seconda del profilo di rischio delle personalità;
sebbene non esista un censimento dell'autoparco blindato, si stima che l'ordine di grandezza delle auto corazzate nel nostro Paese si aggiri intorno alle 1.500 unità, con un record mondiale degli acquisti: più degli Usa o della Russia, della Colombia o del Libano;
tale apparato di uomini e mezzi servirebbe per garantire la sicurezza di 263 magistrati; 90 parlamentari e rappresentanti del Governo; 21 sindaci e governatori regionali; altrettanti ambasciatori e 8 tra sindacalisti e giornalisti. A sedici di loro verrebbe assegnato il dispositivo massimo, ovvero due-tre auto blindate con oltre otto agenti. Altri 82 avrebbero una doppia macchina con sei uomini armati, mentre 312 si dovrebbero «accontentare» di una sola auto corazzata con una coppia di guardie del corpo. Ad ulteriori 174 personalità, invece, sarebbe concessa una vettura normale con uno o due militari di tutela;
per alcune persone realmente in pericolo la scorta costituisce una logorante necessità che annulla o comprime sensibilmente la privacy e la libertà di movimento, ma per molte altre persone appartenenti ai settori più disparati, invece, essa pare rappresentare, ad avviso dell'interrogante, solo l'ostentazione di un rango;
a fronte del continuo ridimensionamento delle forze dell'ordine in termini di risorse, uomini e mezzi, nell'ultima stagione politica è emerso un quadro di desolante e preoccupante impiego di risorse pubbliche e servitori dello Stato per usi del tutto impropri, peraltro a carico dei contribuenti -:
se quanto esposto in premessa trovi conferma;
se ritenga di intervenire con la massima incisività, al fine di limitare il servizio scorte solo ai casi effettivamente necessari, considerando gli elevatissimi costi a carico dei contribuenti, specie nell'attuale fase di crisi economica.

29 giugno 2011

(3-01725)

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