lunedì 23 marzo 2009 11:03 < Indietro

Dichiarazione sull'esame degli articoli del Disegno di legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 4 del 2009: Produzione lattiera e rateizzazione del debito nel settore lattiero-caseario - (A.C. 2263-A)

COMPAGNON: Signor Presidente, signor Ministro, egregi colleghi, diciamo subito che rispetto all'intento di recuperare tutta la nostra capacità produttiva ad una definitiva e regolare stabilizzazione della vicenda delle quote latte, noi come Unione di Centro non abbiamo alcuna preclusione o pregiudiziale. Altrettanto fermamente dobbiamo sottolineare la nostra volontà di evitare sanatorie e benefici sperequati rispetto a tutti i produttori che hanno seguito il percorso della regolarizzazione prevista dalla legge 30 maggio 2003, n. 119. Per tale motivo avevamo sospeso il nostro giudizio nell'attesa di verificare la possibilità, la disponibilità e l'impegno del Governo e della maggioranza a voler porre fine a tale situazione e a superare una produzione illegale che sicuramente ha creato in questi anni grandi problemi di credibilità nell'ambito europeo che da sempre, peraltro, contesta la capacità del nostro Paese di gestire in maniera coerente e corretta la questione delle quote latte. È indubbio che la disponibilità derivante dalla possibilità di utilizzare l'intero incremento del 5 per cento costituisce un'opportunità che va colta, senza però stravolgere gli elementi fondamentali del regime delle quote latte, definiti dalla legge n. 119 del 2003. La questione va comunque ripartita tra il problema degli esuberi produttivi, quello del debito accumulato dagli splafonatori e il problema dell'equa assegnazione a tutta la platea dei produttori delle quote disponibili fin dalla prossima campagna

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