martedì 06 marzo 2012 08:03 < Indietro

Intervenuto sull'ordine dei lavori e per la risposta alla propria interrogazione 3-01067

COMPAGNON. Signor Presidente, due sono i motivi per cui intervengo. Illustro il primo molto velocemente, poiché è stato già fatto questa mattina dal collega Evangelisti. Siccome assieme avevamo richiamato il Governo a venire in Aula a riferire sui due marò, credo - e quindi non mi dilungo - che sia opportuno che il Governo venga a riferire in Aula e non solo in Commissione. Infatti, anche se su posizioni diverse da quelle dell'Italia dei Valori, noi abbiamo voluto la presenza dei militari sulle imbarcazioni per difendere gli equipaggi ed il carico; in questa specifica e delicata situazione, ancora difficile da comprendere, penso che il Governo abbia il dovere di venire non in Commissione, ma in Aula a riferire su quanto accaduto e soprattutto su quali siano le prospettive per i nostri due marò, tenendo conto che, se non basta il Paese, se non basta il diritto internazionale che sta dalla parte dell'Italia, credo che organismi come l'Europa e l'ONU dovrebbero intervenire.

Detto questo, la seconda motivazione del mio intervento è un richiamo al Governo - e non è una banalità - a rispondere ad un'interrogazione che non è una delle solite. Mi riferisco al bambino di due anni che è morto venerdi 2 marzo nel reparto di Rianimazione degli Ospedali riuniti di Foggia, dove era ricoverato dallo scorso 24 febbraio. Il bimbo é morto per avere ingerito un pezzettino di würstel. È l'ultimo di una lunga serie di incidenti che vedono bambini piccoli morire soffocati per vari motivi: il 1o marzo 2012 è stata ricoverata in gravi condizioni una bimba di 6 anni per un po' di detersivo; il 23 gennaio 2011, a Palermo, un bambino inghiotte una lampadina. Si salva solo grazie ad un'operazione chirurgica. Un bambino di tre anni, il 2 novembre 2010, vicino ad Assisi muore soffocato da una castagna. Il 15 novembre a Livorno un bambino di sette anni ingerisce una moneta giocattolo e rischia di morire. Il 27 maggio 2010 un bambino di due anni muore al Policlinico di Roma per un confetto ingoiato, preso dalla borsetta della mamma.

Ecco, ho fatto solo una serie di segnalazioni perché tutti questi incidenti, purtroppo apparentemente banali,ì ma mortali, sono anche il frutto di una mancanza di conoscenza degli atteggiamenti da tenere in casi come questi. Non sto a spiegare quanto ho già detto in quest'Aula, ma chiedo che la mia interrogazione, presentata il 13 maggio 2010, che richiama le modalità di intervento in casi come questi, che potrebbero vedere impegnato il Governo o il Ministero competente ai fini di riuscire a creare le condizioni del sapere, possa avere una risposta. Non vorrei proprio dover citare altri casi di bambini morti soffocati in casa, vicino ai genitori, per mancanza di capacità di intervento da parte dei genitori stessi o di chi sta loro vicino. Credo che questa interrogazione meriti una risposta per capire se vi siano le condizioni e le possibilità di poter fare qualcosa.

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