giovedì 22 marzo 2012 08:03 < Indietro

Intervento sull'ordine dei lavori e per illustrare il proprio odg 194 sui numeri verde nell'ambito del DL sulle liberalizzazioni

COMPAGNON. Signor Presidente, intervengo per illustrare il mio ordine del giorno n. 9/5025/194, ma vorrei fare una premessa iniziale: gli ordini del giorno sono ormai da tempo, in questa legislatura e anche con questo Governo, gli unici strumenti rimasti al fine di poter interloquire con il Governo. Consapevoli del fatto e dell'importanza che questo Governo si trova in una situazione diversa da quella precedente, e che, quindi, le fiducie hanno una giustificazione maggiore, ancorché mai ci rendono felici, spero e mi auguro - e questa è la premessa - che gli ordini del giorno che verranno accolti, quelli che verranno accolti, se verranno accolti, possano avere la loro conseguenza logica, e cioè che il Governo si impegni ad attuare quanto assunto come impegno in quest'Aula. Purtroppo, sta succedendo da tempo esattamente il contrario e anche gli ordini del giorno sui decreti-legge, sui quali è stata posta la questione di fiducia e che sono stati accolti, non hanno avuto poi le risposte, per il 90 per cento (almeno da un'analisi che ho fatto), che invece avrebbero dovuto avere.
Tornando al mio ordine del giorno n. 9/5025/194, si tratta di un ordine del giorno molto semplice che riguarda i contact center, Pag. 15quelli che dovrebbero, in qualche modo, aiutare i cittadini utenti. È un'esigenza, quella dei contact center, soprattutto rispetto al rapporto che il cittadino ha nei confronti della pubblica amministrazione e verso i servizi di pubblica utilità. Penso ai trasporti, all'energia, alla sanità, alle telecomunicazioni e, soprattutto, alle persone non giovani, quelle anziane, che hanno più difficoltà e che, quindi, attraverso i contact center, utilissimi, tentano di avere le risposte che a loro servono.Cosa succede, invece? Succede che questi strumenti, preparati, non danno le risposte. Ad esempio, vi sono lunghi tempi di attesa quando si chiamano questi numeri cosiddetti «verdi», onerosità delle telefonate, mancata continuità del servizio. Ma questi strumenti sono stati concepiti per dare una qualità di servizio e, quindi, anche per cercare di rispondere a quella difficoltà che, in questo momento, è generale rispetto al rapporto cittadino-posto di lavoro-esigenze e quant'altro.Pertanto, l'impegno che chiediamo è di mantenere la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 1994 che era a tutela degli utenti, in modo tale che i contact center siano gratuiti, non costino, siano efficienti, che vi sia una chiarezza nelle risposte, che vi sia un'accessibilità in modo che le persone non diventino matte a cercare le risposte su qualcosa magari anche di urgente e, soprattutto, che vi sia una particolare attenzione alle modalità di accesso al servizio per le persone anziane, come dicevo prima, ma anche per le persone disabili. Soprattutto, insisto anche sulla continuità di questo servizio. Come dicevo, non risponde mai nessuno, non vi è una continuità di 24 ore né una copertura su tutto il territorio nazionale. Allora, se vi deve essere un servizio come questo - si tratterebbe di un servizio giusto, legittimo perché viene in aiuto agli utenti, già in grande difficoltà - ma è di questo tipo, allora lo potremo chiamare servizio se c'è, o, altrimenti, dobbiamo denunciare questa situazione e dire che non esiste. Ma vi sono norme, leggi, direttive dei Governi precedenti che dovrebbero, teoricamente, costringerlo a funzionare bene. Tuttavia, questo non avviene. Pertanto, la richiesta che rivolgo al Governo, appunto, è di applicare la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del gennaio del 1994 a tutela dei diritti degli utenti, in modo tale - lo ripeto - che vi sia la continuità, la gratuità, la chiarezza e l'accessibilità di tale servizio (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro per il Terzo Polo).

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