mercoledì 09 maggio 2012 16:05 < Indietro

Intervento in Aula nel question time con il Ministro Passera suila corretta erogazione dei servizi postali nel ponte del Primo maggio.

Iniziative di competenza per garantire la corretta erogazione dei servizi all'utenza da parte di Poste Italiane Spa, con particolare riguardo agli uffici postali del Friuli Venezia Giulia e delle aree montane - n. 3-02258) ANGELO COMPAGNON, Signor Ministro, l'interrogazione in esame - che riguarda specificatamente il Friuli Venezia Giulia, ma che interessa tutta l'Italia - è stata presentata poiché nel ponte del 1o maggio 56 sportelli postali sono stati chiusi per tutto il giorno. Già questo ha creato un disagio comunque in una zona già delicata. Quello che noi vogliamo sapere è se questa chiusura è stata casuale o se le poste hanno fatto un test per ridimensionare ulteriormente e in via definitiva eventualmente queste zone e questi sportelli. Sappiamo che è successo in tutta Italia. Quindi noi chiediamo al Pag. 32Ministro se e cosa intende fare per assicurare la continuità di un servizio pubblico essenziale come quello delle poste, tenendo conto che lei, signor Ministro, è stato il padre di Poste Italiane Spa e quando lo è stato ha lavorato anche bene: credo che forse più di altri potrà darci una risposta chiara.

CORRADO PASSERA, Ministro dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, le problematiche riportate dagli onorevoli interroganti, oggetto anche di altre interrogazioni parlamentari, sono alla nostra attenzione. In merito evidenzio in primo luogo che l'articolo 21 del decreto-legge n. 201 del 2011 ha previsto l'attribuzione delle funzioni di vigilanza nel settore postale all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Per quanto riguarda i disagi verificatisi durante il ponte del 1o maggio, la società Poste Italiane ha comunicato che le chiusure occasionali degli uffici postali effettuate in concomitanza dei cosiddetti ponti non preludono ad interventi definitivi sulla rete postale stessa. Tali chiusure infatti sono state motivate soltanto dalla necessità di allineare l'offerta di servizi all'effettiva domanda della clientela durante tali giorni, ove i dati registrati nel tempo, attraverso uno specifico e continuo monitoraggio, hanno indicato una sensibile flessione dei volumi di traffico e dell'affluenza di clientela. Poste Italiane ha precisato inoltre che mediamente, per ogni ufficio chiuso, è stata assicurata alla clientela la disponibilità di un altro ufficio regolarmente aperto entro un raggio massimo di circa quattro chilometri. Per quanto riguarda la rimodulazione degli orari degli uffici postali nel periodo estivo, Poste Italiane ha, poi, evidenziato che il decreto ministeriale del 28 giugno 2007 prevede che per i comuni con popolazione uguale o inferiore a 5 mila abitanti non è consentita alcuna rimodulazione oraria e giornaliera dell'apertura al pubblico, pur in presenza di drastica diminuzione della domanda. In ogni caso, al fine di verificare l'effettiva funzionalità degli uffici postali e del servizio di recapito nelle zone segnalate dagli onorevoli interroganti, il Ministero ha già segnalato all'Agcom, in uno spirito di collaborazione, la necessità di raggiungere a breve la piena operatività dei controlli, anche ai fini di verificare la regolarità del servizio di recapito sulla rete postale.
Sarà mia cura, in ogni caso, in questa fase di transizione, sollecitare ulteriormente l'Autorità affinché attui la vigilanza sul corretto svolgimento del servizio universale ai sensi della vigente normativa.

ANGELO COMPAGNON, Signor Presidente, signor Ministro, devo dire che la risposta principale, cioè quella relativa al fatto che questa chiusura è stata occasionale e, quindi, non in previsione di altro, mi soddisfa; anzi, più che soddisfarmi, che è relativo, mi tranquillizza, perché tranquillizza tutte quelle zone del Friuli Venezia Giulia e dell'Italia che sono già di per sé arretrate, con difficoltà soprattutto per gli anziani, che potranno avere la certezza dell'apertura degli sportelli. Vorrei, inoltre, sottolineare che il fatto che l'Agcom, insieme al Ministero, continui a controllare è una cosa giusta e doverosa; tuttavia, questo Governo, che è un Governo tecnico sostenuto dal Parlamento e, quindi, dalla politica - e noi crediamo che dobbiamo continuare a sostenerlo perché deve fare bene -, ha fatto delle scelte importanti per il rigore: ebbene, deve fare anche quelle per l'equità e per l'aiuto. Ad esempio, è di ieri la notizia che questo Governo, ad alta voce, attraverso la sua persona, ha detto che è necessario abbassare il costo della benzina: quando cala il costo del petrolio, bisogna abbassare anche il costo della benzina alla pompa. È una cosa giusta. Pertanto, anche a Poste Italiane Spa, ancorché private, ma con la presenza autorevole dello Stato, bisogna dire che, in certe zone del Paese, dove vi sono gli anziani e le persone più in difficoltà, non bisogna creare ansia, non bisogna creare altre difficoltà. I conti vanno bene, ma non si può solo fare un volume d'affari, più o meno. Ci sono situazioni nel nostro Paese alle quali bisogna dare, con coraggio, una risposta, perché sono le zone più difficili e più delicate, con le persone più in difficoltà. Mi sembra che questa risposta vada in questo senso; vorrei avere - come ho avuto - la garanzia che, anche in futuro, Poste Italiane terrà conto veramente della presa di posizione di questo Governo e di questo Ministro in particolare, che, come dicevo prima, essendo stato il «papà» di Poste Italiane Spa, indubbiamente, ha un peso maggiore anche nel rappresentare i problemi del nostro Paese (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro per il Terzo Polo).

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