mercoledì 12 settembre 2012 17:09 < Indietro

Intervento in Aula nell'ambito della discussione del proprio Question time in materia di iniziative contro il telemarketing molestio (3-02465)

COMPAGNON. Signor Presidente, signor Ministro, come annunciato, questa richiesta riguarda il registro delle opposizioni istituito nel 2010 per tutelare la privacy dei cittadini in quanto vessati da continue telefonate. Però questo registro, che in parte ha comunque ovviato a queste difficoltà, ha delle contraddizioni. In primis, ad esempio, uno che si è iscritto al registro, se non è iscritto negli elenchi pubblici, può essere disturbato lo stesso e questa ci pare una contraddizione proprio nel rispetto della privacy del cittadino. In seconda battuta, l'iscrizione al registro non è sufficiente se qualcuno dà l'autorizzazione per il consenso al trattamento dei dati personali, che significa soltanto aderire ad un contratto telefonico, oppure semplicemente a una carta fedeltà di un supermercato. Ecco, queste due contraddizioni sono palesi. La richiesta è se questo Governo intenda adottare una modifica al decreto del Presidente della Repubblica n. 178 del 2010 al fine di venire incontro ad una situazione che diventa sempre più pesante nei confronti dei cittadini che stanno a casa e che sono vessati da telefonate continue, al di là del loro interesse.

DINO PIERO GIARDA, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, onorevole Compagnon, l'introduzione del registro pubblico delle opposizioni ha offerto - credo si possa dire senza dubbio - una maggiore tutela agli abbonati ai servizi telefonici nei confronti di chiamate indesiderate da parte degli operatori di telemarketing, ponendosi come un possibile punto di equilibrio tra le esigenze degli abbonati che non vogliono essere contattati e quelle delle imprese che possono utilizzare tali strumenti di promozione.
Infatti, dall'introduzione del registro anche il numero di reclami riportato dall'autorità è stato esiguo rispetto alla totalità degli iscritti al registro, in quanto le 5 mila segnalazioni sul milione e 100 mila iscritti costituiscono circa solo lo 0,4 per cento. Ciò non toglie, tuttavia, che la tutela degli abbonati possa essere migliorata, come ritengono e sollecitano gli onorevoli interroganti. In particolare, il Governo condivide la necessità di individuare un punto di equilibrio più alto tra i diversi interessi coinvolti attraverso apposite iniziative normative che consentano di includere nel registro anche i numeri oggi non presenti negli elenchi telefonici pubblici, fatta salva la valutazione della fattibilità tecnica di questa proposta. Anche l'altra questione posta dagli onorevoli interroganti, la prevalenza cioè dell'iscrizione nel registro rispetto ai consensi espressi singolarmente, merita un adeguato approfondimento, seppure non può negarsi che rendere l'iscrizione al registro in ogni caso gerarchicamente superiore a qualunque altro consenso fornito espressamente dall'interessato non gli consentirebbe di poter ricevere chiamate promozionali che lui stesso potrebbe avere consapevolmente autorizzato. Al riguardo, il Governo si impegna ad un'approfondita valutazione di tale questione al fine di individuare soluzioni adeguate che sappiano tutelare le scelte dei consumatori interessati e conferma la propria disponibilità a tutte le iniziative dirette a rafforzare le garanzie dei cittadini con riguardo alle telefonate per scopi commerciali o per ricerche di mercato.

COMPAGNON. Signor Presidente, signor Ministro, grazie della risposta in quanto, pur non dando una risposta definitiva, sicuramente lei ha sottolineato la volontà, appunto, a prendere in considerazione questi due quesiti che io ho posto, volti a migliorare ancora, o meglio a tutelare, la privacy del cittadino. È vero che con l'istituzione del registro, dato poi attraverso la fondazione Bordoni il controllo che venga rispettata la legge si è migliorata la situazione, ma noi sappiamo che molti cittadini, purtroppo, si arrabbiano ma poi non protestano e i 5 mila che hanno telefonato, che hanno protestato, sono soltanto una piccola parte.Però, la cosa più importante - e concludo, signor Ministro - è che noi dobbiamo mettere nella condizione veramente il cittadino, se non vuole, di non essere disturbato. Per cui già Pag. 128pure il registro, avendo dato una risposta, dovrebbe essere esattamente il contrario, perché un cittadino che non vuole essere disturbato per una chiamata, chiamiamola anche promozionale, se non ossessiva, non dovrebbe neanche iscriversi ad un registro. Dovrebbe essere chi vuol fare la pubblicità che chiede l'autorizzazione al cittadino se vuole essere chiamato per delle proposte commerciali pubblicitarie legittime. Quindi, noi costringiamo paradossalmente il cittadino che non vuole essere disturbato a doversi iscrivere e poi magari si ritrova anche nella necessità di iscriversi per non essere disturbato, dopo essersi iscritto al registro, agli elenchi pubblici.Semplifichiamo le cose, preveniamo quello che possiamo prevenire mettendo il cittadino veramente nella condizione di dire: io non voglio essere disturbato. Perché una semplice card ad un supermercato - un'autorizzazione si dà per uno sconto, per qualsiasi cosa - non può essere superiore gerarchicamente alla scelta, alla volontà del cittadino di non voler essere disturbato. Comunque io confido, signor Ministro, che aver capito che si deve fare qualcosa, cioè mettere mano al decreto del Presidente della Repubblica n. 178, non sia solo una dichiarazione di questo momento in Aula, ma sia un impegno che il Governo possa prendere e mantenere da subito.

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