martedì 29 settembre 2009 10:09 < Indietro

Dichiarazione sulla posizione della fiducia al Disegno di legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 103 del 2009: Disposizioni correttive del decreto-legge anticrisi n. 78 del 2009 - (A.C. 2714)

COMPAGNON: Signor Presidente, ormai abbiamo perso il conto delle fiducie, però questa fiducia è posta su un decreto che è stato adottato senza la giustificazione che si richiede per i decreti e con tutti i tempi necessari per portarli avanti. Contestualmente al decreto-legge principale è stato emanato un altro decreto-legge di correzione del decreto-legge principale. Successivamente, molto tempo dopo, al Senato, a dimostrazione che c'erano i tempi per discutere in maniera diversa, è stato presentato un emendamento di correzione al decreto-legge di correzione del decreto-legge principale. Fatto veramente di difficile comprensione rispetto a quelle che dovrebbero essere le regole di comportamento quando si legifera in un Parlamento democratico come questo. Già di per sé questo non giustifica ciò che questa maggioranza e, soprattutto, questo Governo stanno facendo. Inoltre si chiede la fiducia, l'ennesima: 23, 25, ormai non conta il numero, siamo andati oltre, abbiamo splafonato. Per quale motivo? Si può chiedere la fiducia per un motivo importante per il Paese, per un motivo nobile. La chiedete sullo scudo fiscale, sul quale vi potevano essere anche molte convergenze e dentro il quale viene inserito un condono, che non è fiscale ma è sicuramente un condono penale, un condono tombale su reati odiosi, che gridano vendetta soprattutto da parte degli italiani onesti che lavorano, che si impegnano e pagano le tasse. Questo è peggio di un'amnistia, peggio di un indulto che qualcuno ha tanto vituperato ma che tuttavia è previsto nella nostra Costituzione. Questa fiducia significa incentivare i paradisi fiscali per alcuni dei disonesti italiani che in questo momento potrebbero tranquillamente ritornare con i loro capitali nel nostro Paese. Ma, soprattutto, questa fiducia è una pugnalata alla legalità, una pugnalata alle regole, all'etica politica, al rispetto delle regole, in quanto tali motivo fondamentale di credibilità che una nazione deve avere e le istituzioni devono difendere. Se poi pensiamo che dentro il provvedimento in esame tra gli altri reati è compreso il falso in bilancio, come possiamo dimenticare i dibattiti che abbiamo fatto in questa sede pensando alle migliaia di azionisti, di obbligazionisti, di risparmiatori imbrogliati dalle persone che hanno fatto del falso in bilancio un loro impegno professionale? Noi in qualche modo adesso diamo la possibilità di ripulirli e farli diventare delle persone apparentemente oneste. Qui dovremmo guardare certamente ad un grande Paese come gli Stati Uniti, che dopo determinati segnali ha previsto fino a trent'anni per il falso in bilancio. Mi chiedo, dunque, signor Presidente, come sia possibile non preoccuparsi per questa fiducia. Ho ascoltato e sono rimasto sorpreso dall'ultimo intervento nel quale, alla fine, si è detto che, in fin dei conti, l'opposizione ha avuto il tempo di parlare, ha potuto fare cinquanta interventi questo pomeriggio. Come dire: avete detto la vostra, avete avuto tutto il tempo. Non ce l'hanno regalato, ma ci siamo ritagliati il minimo indispensabile previsto dal Regolamento della Camera, a fronte di una scelta che sicuramente non è democratica, come quella che in questo momento questa maggioranza e questo Governo stanno portando avanti. A queste persone chiedo: non ci ricordiamo forse la passata legislatura, quando insieme contestavamo al Governo Prodi certi comportamenti e certi atteggiamenti sulle fiducie quando offendevano l'opposizione democratica in quel Parlamento? Quando con i colleghi dell'UdC ero all'opposizione del Governo Prodi, lamentavamo questi atteggiamenti che adesso con il Governo Berlusconi sono peggiori di quelli del Governo Prodi. Pertanto, concludendo, affermo che questa fiducia non è come le altre, ma è peggio delle altre: non soltanto è arroganza, ma esprime il massimo disprezzo per il Parlamento. E se esprime il massimo disprezzo per il Parlamento esprime il massimo disprezzo per il Paese e se esprime il massimo disprezzo per il Paese esprime il massimo disprezzo per gli italiani, soprattutto per gli italiani onesti che pagano le tasse e che vogliono essere governati da un Governo e da una maggioranza, comunque da istituzioni, che rispettino la loro onestà. In tale situazione credo che questa fiducia più delle altre ci vedrà impegnati a contrastarla non solo con il voto di domani, ma ogni giorno, dopodomani, nel Paese, a sostegno degli italiani onesti che dovranno subire l'ennesima fiducia e dovranno subire soprattutto l'ennesima umiliazione da questo Governo.

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