mercoledì 17 giugno 2009 10:06 < Indietro

Dichiarazione per illustrare il proprio ordine del giorno n. 9/2468/43 al DL n. 39 del 2009: Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici in Abruzzo...(A.C. 2468)

COMPAGNON: Signor Presidente, questo ordine del giorno non è specifico, non riguarda un aspetto particolare del problema, più vasto, che è il terremoto, ma guarda - e, per quanto mi riguarda lo fa con molta preoccupazione - alla mancanza di sensibilità generalizzata rispetto ai problemi dei terremoti. Come ho avuto modo di dire ieri durante la discussione sul complesso delle proposte emendative, riscontriamo, a livello nazionale, un certo rilassamento generale, senza colpe per nessuno, rispetto a questi avvenimenti, una volta che sono passati, che si sono create le condizioni per la ricostruzione e che tutta la macchina - complessivamente, dalle istituzioni ai privati - si è messa in moto. Pertanto, l'ordine del giorno in oggetto - che non so come né in quale modo verrà interpretato dal Governo, ma mi rivolgo, soprattutto, al sottosegretario Menia, che conosco essere persona molto sensibile - tende ad impegnare non solo il Governo, in questo caso, ma un po' tutti a creare le condizioni di una capacità etica del terremoto. Tende, cioè, ad impegnare tutti (insieme ad una squadra di legislatori) a creare le condizioni, affinché tutte le strutture istituzionali, e non, siano messe nella condizione di responsabilizzarsi e di essere sempre, ogni giorno, in grado di cogliere cosa fare rispetto ad avvenimenti così gravi, che avvengono senza preavviso. L'impegno è da assumersi un po' con tutti, in stretta collaborazione, un impegno che non è oneroso, che non è normativo, ma che lo potrà diventare, vedendo tutti impegnati, a 360 gradi. Questo ordine del giorno nasce dal fatto che, avendo vissuto, qualche anno fa in Friuli, l'esperienza del terremoto direttamente sulla mia pelle, come cittadino e come legislatore, ho notato poi, negli anni, dei cali di tensione rispetto a questi avvenimenti. Esso vuole essere un segnale di preoccupazione, ma, nello stesso tempo, di buona volontà nei confronti del Governo e di tutte le istituzioni, dei privati e di tutti gli altri, affinché si creino le condizioni per una presenza più responsabile e più etica in tutti i passaggi che portano alla ricostruzione o alla costruzione ex novo delle strutture abitative e di ciò che occorre per lo sviluppo del nostro Paese. Mi auguro che il Governo possa farsi carico di accettare questo ordine del giorno, che rappresenta un impegno che si può accettare e che si può portare avanti tutti insieme, cominciando proprio dal nostro ruolo in quest'Aula, come ho detto pochi giorni fa, con una squadra di legislatori «eticamente antisismici», un'espressione che può dire poco, ma che potrebbe dire molto se la responsabilità prevalesse in coloro che, come noi (in primis il Governo), ricoprono ruoli istituzionali e verso i quali il nostro Paese guarda, soprattutto nel momento del bisogno. Cerchiamo di non farlo solo in quel momento, ma anche quando il bisogno non c'è, magari riuscendo anche a prevenire le disgrazie che colpiscono indiscriminatamente a 360 gradi (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro).

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