martedì 12 maggio 2009 10:05 < Indietro

Dichiarazione sulla posizione della fiducia al Disegno di legge: Disposizioni in materia di sicurezza pubblica - (A.C. 2180-A)

COMPAGNON: Signor Presidente, anche il nostro intervento, diversamente dagli altri che abbiamo svolto in merito alle varie questioni di fiducia poste, non vuole essere rituale, perché è forte in noi la preoccupazione nei confronti del Paese per il punto dove siamo arrivati. Esistevano tutti i tempi che si volevano avere; esistevano tutte le condizioni per poter discutere in Parlamento, regolarmente e normalmente, di questo provvedimento sulla sicurezza. Invece, siamo arrivati alla quattordicesima fiducia; una fiducia per tre, o tre fiducie per uno, non si capisce. Certo è che ormai siamo arrivati al livello delle offerte del supermercato: una per tre o tre per uno, e ciò a dimostrazione della superficialità con la quale, pur di andare veloci e di portare a casa un provvedimento, si tenta di forzare i lavori dell'Aula. La fiducia esponenziale, che come è già stato ricordato, è stata posta anche in passato, ma che adesso sta prendendo una piega eccessiva, ci preoccupa perché non permette all'Aula di approfondire tematiche delicate e serie. Si vuole in campagna elettorale, o alla vigilia di una campagna elettorale, portare a casa delle bandiere che danno apparentemente delle risposte ad una parte della politica nazionale, ma che non toccano nella realtà quelli che sono i veri problemi del Paese. L'istituzione delle ronde e l'introduzione del reato di clandestinità sono stati già respinti in quest'Aula, per cui la volontà del Parlamento si è già palesata molto chiaramente. Tuttavia, tali proposte vengono riproposte e probabilmente enfatizzate ad un punto tale, per far vedere che questo è il solo ed unico problema del Paese, forse per nascondere quelli che sono i problemi reali, le difficoltà delle famiglie, della piccola e media impresa, ovvero tutto quello che in questo momento si sta arenando nel Paese a scapito soprattutto delle persone più deboli. Se effettivamente, stando a quanto dicono il Governo e la maggioranza, c'è la volontà di andare avanti secondo la democrazia e la volontà della maggioranza degli italiani, non capisco perché non si sia scelto il percorso regolare in questa Aula. Quando verifichiamo che porre la fiducia (che dovrebbe essere un'eccezione in quest'Aula) diventa una regola ci preoccupiamo molto. Lo abbiamo detto quando sono state bocciate queste norme: noi siamo contrari, ma facciamo un percorso regolare, approfondiamo, vediamo in che modo tutto il Parlamento possa contribuire a migliorare delle norme in materia di sicurezza del Paese, questione che ci preoccupa tutti, ma che vogliamo affrontare in maniera diversa, cercando di individuare e realizzare la sintesi della soluzione. Ebbene, quando abbiamo espresso tale concetto pensavamo veramente che oggi avremmo seguito il percorso regolare e che avremmo portato il nostro contributo su questo provvedimento, fino in fondo, perché alcuni aspetti - ovviamente parlo a nome dell'Unione di Centro - anche noi li condividiamo e certe preoccupazioni sono anche le nostre; volevamo davvero, come vogliamo in generale, dare un contributo concreto. Credo che questo non ci sarà consentito, perché abbiamo appena ascoltato il Ministro che ha apposto le tre questioni di fiducia; quindi, questa è una vera e propria forzatura nei confronti della libera volontà dei parlamentari in questa Aula. Comunque, fino a quando questa Repubblica sarà e rimarrà una Repubblica parlamentare - mi auguro a lungo - i parlamentari avranno la libertà di esprimersi in nome e per conto dei cittadini elettori del nostro Paese. Quindi, caro Presidente - io so che lei ha valutato molto bene questi emendamenti - le nostre preoccupazioni anche sulla loro accettazione permangono, pur capendo tutto, perché evidentemente nulla è sconosciuto negli equilibri e nelle presenze, e credo di manifestare, con questo mio intervento a nome del gruppo Unione di Centro, tutta la preoccupazione vera. Tale preoccupazione non è tanto rivolta in questo momento all'interno di questa Aula, alla democrazia un po' strozzata nonché alla libertà di espressione all'interno di questa Aula, ma è rivolta nei confronti del Paese, perché i provvedimenti delicati come quelli che stiamo discutendo forse rischiano, con le forzature che si stanno realizzando, di creare ulteriori difficoltà già manifestate anche la scorsa settimana con l'intasamento dei processi e con l'intasamento delle carceri; in particolare, quando si vuole allungare di 90 giorni la permanenza nei centri, si manifesta l'incapacità della maggioranza e di questo Governo di risolvere in 60 giorni - tempi sufficienti se si vuole - la questione della regolarità o irregolarità dei clandestini).
Quindi, mi auguro - anche se so che purtroppo non sarà così - che questa sia l'ultima forzatura che avviene in quest'Aula, non solo su provvedimenti importanti ma su qualsiasi provvedimento che venga esaminato in questa sede, e che venga restituita a quest'Aula tutta la libertà e l'autorevolezza che la nostra Costituzione gli ha dato (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro).

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