giovedì 02 aprile 2009 10:04 < Indietro

Dichiarazione per illustrare il proprio ordine del giorno n. 9/2187/89 al Disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 5 del 2009: Misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi (A.C. 2187-A)

COMPAGNON: Signor Presidente, l'ordine del giorno che intendo illustrare mi permette di fare una piccola premessa. Oggi, infatti, dovremmo discutere gli ordini del giorno riguardanti il decreto-legge anticrisi mentre, di fatto, anche la presenza del Governo dimostra che tale provvedimento è finalizzato a salvare il decreto-legge sulle quote latte. Avremmo potuto anche insistere o, più che insistere, iniziare un ostruzionismo da portare avanti, fino in fondo, su quelli che noi riteniamo essere provvedimenti veramente negativi, soprattutto quello sulle quote latte. Ma, alla fine, come sempre, il senso di responsabilità del nostro gruppo ci ha portati a presentare ordini del giorno con contenuti seri, che riguardano veramente le tematiche di maggiore difficoltà del nostro Paese. Siamo di fronte - potremmo parlarne a lungo - all'ennesima questione di fiducia, per la precisione l'undicesima alla Camera, e all'ennesimo decreto-legge - per la precisione sono stati trentatré -, che ci portano ovviamente a dover anche sottolineare come il Parlamento per l'ennesima volta venga espropriato del suo ruolo, della propria funzione e come la centralità stessa di questa Repubblica parlamentare sia messa in discussione. In aggiunta, in un momento di crisi come quella che il nostro Paese e il mondo intero stanno attraversando, continuiamo a riscontrare da parte di questo Governo e di questa maggioranza una continua esposizione di spot più che di prese di posizione e di risposte concrete nei confronti delle difficoltà del nostro Paese e di determinate categorie. Pertanto l'ordine del giorno n. 9/2187/89 riprende il tema di quelle migliaia di persone che nel nostro Paese sono state messe in difficoltà per le difficoltà economiche dell'Alitalia, delle banche e per la crisi finanziaria, a dimostrazione che non andiamo alla ricerca di ordini del giorno riguardanti esclusivamente problemi come quelli concernenti le quote latte: ne parleranno meglio di me il collega Ruvolo e altri colleghi. Il Governo dovrebbe veramente dare una risposta alle migliaia di azionisti di Alitalia ai quali non viene riconosciuto niente. Il Governo, più volte, ha tentato di dire all'esterno che, nei confronti di tutti coloro che, a causa della crisi economica o finanziaria, hanno perso tutto, o quasi, e che hanno investito le loro liquidazioni e i pochi risparmi, si sarebbero trovate soluzioni mettendo a disposizione dei fondi, che non abbiamo ancora visto. Ultimamente, è stata ancora ripetuta la possibilità di mettere a disposizione i cosiddetti fondi dormienti. Signor Presidente, come è stato detto più volte in quest'Aula, credo che non si debba prendere in giro nessuno: i fondi dormienti, come sottolineato in un'altra occasione, si sono svegliati, e se non si sono svegliati, hanno cambiato stanza. Ad oggi, non vi sono risposte concrete nei confronti di queste persone. Pertanto, vorrei leggere le ultime righe del mio ordine del giorno, per dimostrare anche la serietà della sua impostazione. Esso impegna il Governo «ad adottare ogni utile strumento volto a tutelare le decine di migliaia di incolpevoli cittadini che, nel passato, hanno acquistato le azioni Alitalia, investendo, a volte, i risparmi di una vita e che hanno diritto di sapere quale sarà la sorte dei loro titoli». Non credo che questo sia un ordine del giorno demagogico. Credo che sia soltanto una richiesta per una risposta che questo Governo e questa maggioranza devono al nostro Paese e alle persone che hanno Pag. 34investito tanto (Applausi dei deputati dei gruppi Unione di Centro e Partito Democratico).

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