giovedì 11 dicembre 2008 13:12 < Indietro

Dichiarazioni sull'esame degli articoli del Disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 172 del 2008: Emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania (A.C. 1875)

COMPAGNON: Signor Presidente, credo che questo Paese, come noi abbiamo sempre sottolineato, abbia bisogno più che mai di una maggioranza che governi e di una opposizione che faccia bene l'opposizione, al pari di quanto dovrebbe fare la maggioranza. Non voglio entrare nel merito dei singoli atteggiamenti, ma devo dire che per l'ennesima volta - se fosse necessario lo sottolineiamo di nuovo - l'Unione di Centro si è comportata con coerenza nel rispetto di questo Parlamento e nel rispetto dei problemi del Paese e anche oggi è presente in Aula, come lo è sempre stata nella passata legislatura, a fronte di situazioni come quelle odierne.Riteniamo più che mai che in Parlamento, fino a quando questa Repubblica sarà una Repubblica parlamentare, si debbano discutere e approfondire i problemi veri del Paese. Però, per farlo occorre che la maggioranza e il Governo lo permettano. Infatti, voglio sottolineare che questa mattina, alle ore 9,30, in concomitanza con la convocazione dell'Assemblea è stato convocato anche il Comitato dei nove, sull'atto Camera n. 1936, che è al secondo punto dell'ordine del giorno della seduta odierna. Non ho partecipato alla riunione di quel Comitato dei nove, del quale pure faccio parte, perché non è possibile che si continui a far diventare un'eccezione la regola. Infatti, a fronte di un'eccezione necessaria si può anche passare sopra, ma nelle Commissioni non si lavora più, non vi è il tempo per sentire e ascoltare le persone che vengono chiamate per le audizioni, né per leggere i provvedimenti e, in più, si forza la mano convocando, in concomitanza, Comitato dei nove e Assemblea.Signor Presidente, a fronte della dimostrata serietà, della coerenza ma anche della determinazione del nostro gruppo rispetto ai lavori parlamentari, le chiedo di fare in modo che questo non avvenga più e, per quanto attiene al secondo punto dell'ordine del giorno, non mi si venga a dire, allorché inizieremo a discuterlo, che il Comitato dei nove ha preso alcune decisioni, perché, a mio avviso e a norma di Regolamento (e questa volta non si può pretendere sia un'eccezione perché è diventata una regola), quel Comitato dei nove se pure ha prodotto qualche iniziativa, questa non è valida.
Per tale ragione, signor Presidente, continueremo a fare seriamente questa nostra opposizione repubblicana, all'interno di quest'Aula e sui provvedimenti al nostro esame. Tuttavia, le chiediamo che ci tuteli perché si possa discutere e approfondire gli argomenti sia in Aula sia in Commissione (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro).

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Signor Presidente, pensavo che il mio intervento di questa mattina a nome del gruppo Unione di Centro fosse caduto nel vuoto, ma il presidente Soro lo ha raccolto e mi fa molto piacere. Già questa mattina abbiamo dimostrato, e mi rivolgo alla maggioranza, che forse anche loro, ogni tanto, non dovrebbero fare di ogni erba un fascio perché questa opposizione è variegata e una parte di essa, esattamente il gruppo dell'Unione di Centro, non ha mai fatto venir meno la sua presenza (Applausi di deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania) non per fare un favore a qualcuno ed un dispiacere ad un altro, ma perché ritiene che questo sia un luogo dove si discute, dove ci si confronta ed è il compito che ci hanno affidato gli elettori. Tuttavia, detto questo, bisogna anche ricordare alla maggioranza che è vero che hanno un programma da rispettare, che hanno ottenuto un consenso e che quindi devono andare avanti, ma questo non significa e non giustifica calpestare gli attuali Regolamenti della Camera che disciplinano il lavoro dell'Assemblea e delle Commissioni. Ho spiegato stamattina che non era possibile continuare facendo diventare regola quella che dovrebbe essere eccezione, con le convocazioni in contemporanea delle Commissioni e dell'Assemblea, senza che vi fosse il tempo per approfondire nulla e nessuno degli argomenti. Pertanto, è ovvio che si deve effettivamente andare avanti, ma bisogna - in attesa di un'eventuale modifica dei Regolamenti - rispettare i Regolamenti che attualmente disciplinano il lavoro della Camera. Signor Presidente, mi rivolgo a lei perché difenda la posizione delle opposizioni e il loro ruolo, non in quanto opposizioni ma in quanto sono nella condizione di contribuire a migliorare i provvedimenti che in quest'Aula vengono presentati. Tuttavia, se continuiamo a fare come abbiamo fatto fino ad ora, pur rispettando la posizione della maggioranza che ha titolo a governare, non andremo da nessuna parte. Non vi è un «muro contro muro» voluto dall'opposizione - e sottolineo ancora la coerenza dell'Unione di centro - ma vi è una forzatura, frutto anche di superficialità, da parte della maggioranza, in ordine al prosieguo dei lavori. Pertanto, credo che con un passo indietro e con un minimo di rispetto reciproco da parte di tutti si potrebbe fare in modo che si perda meno tempo a discutere, quasi ogni giorno, su questi argomenti per lasciare più tempo a favore dei provvedimenti. Peraltro, i decreti-legge non li abbiamo voluti, né li abbiamo scelti noi. Essi sono legittimi, ma mi sembra che disporre tutto con i decreti-legge sia un'ulteriore dimostrazione che non si vuole dialogare con la minoranza e - lo ripeto - la minoranza è variegata e ha comportamenti diversi perché ognuno di noi rappresenta una parte del Paese. Per quanto ci riguarda, in questa sede intendiamo rappresentare al meglio la parte del Paese che ci ha dato consensi, con il comportamento che abbiamo seguito fino ad ora (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro).

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