giovedì 04 dicembre 2008 14:12 < Indietro

Dichiarazione a favore del trasferimento alla Commissione Affari Costituzionali in sede legislativa della Proposta di legge: Istituzione della Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia - (A.C. 1492)

COMPAGNON: Signor Presidente, avevo chiesto la parola sull'ordine dei lavori, ma ne approfitto per aderire anch'io, a nome del gruppo, all'assegnazione in sede legislativa alla Commissione Affari costituzionali di una proposta sicuramente delicata, che richiede un iter approfondito. Mi collego a questo - sono contento che sia lei a presiedere, perché sono certo che si farà carico di quello che le dirò - perché la possibilità di approfondire i provvedimenti che arrivano in Commissione prima e in Aula poi (non parlo di decreti-legge, di fiducie, di maggioranza o di opposizione, ma proprio della possibilità di conoscerli, approfondirli e migliorarli), non c'è, non esiste. Questa mattina, alle 9,15, come da convocazione, sono andato nella Commissione cui appartengo, dove dovevamo discutere due regolamenti; questa è ormai diventata una prassi. Un quarto d'ora di riunione della Commissione, ogni tanto tre quarti d'ora, forse un'ora, e, in questo quarto d'ora, tre quarti d'ora o un'ora, ci sono i dibattiti, gli approfondimenti, la discussione sugli emendamenti e le audizioni. Credo che non si possa più continuare in questo modo e lo dico non come parlamentare dell'opposizione, ma come parlamentare, certo che la pensano così tutti i parlamentari, trasversalmente, che hanno interesse a contribuire a migliorare i provvedimenti che escono da quest'Aula. È una situazione impossibile! Le stesse audizioni - parlo di quelle che ho potuto seguire - sono una farsa. Primo, sono una farsa per la Commissione; secondo, sono una presa in giro per quelli che vengono chiamati alle audizioni. Certe volte non solo si chiede di parlare alla svelta perché poi non avremo il tempo nemmeno di fare delle domande, dobbiamo andare in Aula, ma si rimandano a casa parte di delegazioni che sono state chiamate, chiedendo scusa, seppur con educazione, affinché possano tornare una settimana, due settimane dopo. Signor Presidente, lei mi conosce, non sono certo uno di quei parlamentari che prendono la parola per polemizzare, oppure per creare ostruzionismo o quant'altro; però questa mattina ho assistito a una «tirata» di un tre quarti d'ora su documenti importanti, Regolamenti CE, che giustamente il presidente della Commissione ha riferito ci hanno chiesto di accelerare perché stavano scadendo, e quindi avevamo la necessità di approvarli entro oggi (e dico oggi, 4 dicembre). A questo punto, signor Presidente, le chiedo per cortesia di farsi carico con il Presidente della Camera, con l'Ufficio di Presidenza, e mi rivolgo specificatamente alla sua persona, affinché i parlamentari siano messi nella condizione di poter andare in Commissione e fare il proprio dovere con i tempi che servono per approfondire i documenti, affinché quando viene fatta un'audizione essa possa svolgersi nei tempi necessari per ascoltare, e quindi conoscere, quello che le delegazioni ci vengono a dire, e che poi in Aula possano arrivare quindi dei provvedimenti che al di là di chi li vota, al di là di qual è la maggioranza o l'opposizione, al di là di tutto quanto possano dirsi documenti, accettati o meno, che hanno avuto l'iter che serviva quantomeno per adempiere al compito che a noi è stato affidato. Questo, signor Presidente, glielo chiedo per cortesia.

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