martedì 02 dicembre 2008 15:12 < Indietro

Dichiarazione per illustrare il proprio ordine del giorno n. 9/1891/21 al Disegno di legge di conversione, con modificazioni, del DL n. 154 del 2008: Contenimento della spesa sanitaria e regolazioni contabili con le autonomie locali (A.C. 1891)

COMPAGNON: Signor Presidente, il sottoscritto impiegherà questi cinque minuti per dare un contributo, tramite l'ordine del giorno in oggetto, ad un provvedimento che, invece, avrebbe potuto recepire, nell'interesse di tutti, i suggerimenti che sono venuti e che potevano venire da parte di tutta l'opposizione. Il mio ordine del giorno richiama un aspetto delicato nel rapporto istituzionale: si tratta del fatto che l'ANCI, come altri hanno già sottolineato, abbia invitato gli enti locali, tutti i comuni a non approvare il bilancio di previsione per il 2009. Già di per sé questo dovrebbe far pensare: infatti, un organismo come l'ANCI, che rappresenta quasi tutti i comuni, non è altro che la voce degli enti locali ossia di coloro che, quotidianamente, vengono tirati per la giacca dai cittadini a causa dei loro problemi, molto di più di quanto non accada a noi, che siamo più distanti come parlamentari e molto di più di quanto non accada al Governo, che è ancor più distante. Questo perché il decreto-legge n. 112 del 2008, prima, e il decreto-legge n. 154 del 2008, ora, hanno sicuramente messo in difficoltà i comuni stessi, per quanto attiene la possibilità di impiego delle proprie risorse in bilancio rispetto alle esigenze della comunità. Il ruolo dei comuni, lo abbiamo sostenuto da sempre, è fondamentale non solo per la risoluzione dei problemi, in virtù della vicinanza ai medesimi, ma perché sono il braccio efficace che l'amministrazione pubblica possiede, ove vengano messi nella condizione di farlo, per dare risposte vere. Per quanto attiene agli investimenti pubblici, il 43 per cento di essi è realizzato dai comuni; il 77 per cento è realizzato complessivamente dalle autonomie locali. A fronte di una crisi economica che sta arrivando, drammatica, e la vediamo tutti, abbiamo bisogno di capire - e ancora più di noi, il Governo - come dare il via a questa ripresa. Questo potrebbe essere uno degli elementi per permettere ai comuni di realizzare investimenti che saranno senz'altro un toccasana in una situazione di difficoltà come quella attuale. Pertanto, il mio ordine del giorno, che chiede semplicemente al Governo di valutare attentamente (o soltanto di valutare) l'opportunità di una revisione dei vincoli del Patto di stabilità interno che escluda, dai saldi finanziari utili per il rispetto del medesimo Patto, le spese per investimenti pubblici, al fine di favorire la realizzazione di opere sul territorio, come contributo alla ripresa. Invece di richiamare all'ottimismo i cittadini e di invitarli a spendere, non si sa quali fondi, cerchiamo di dare, invece, ai comuni la possibilità di realizzare opere che servono e di essere quindi volano per l'economia. Vorrei ricordare che, nel 1933, il famoso New deal di Roosevelt non fu altro che un grande piano di realizzazione di opere pubbliche. Per tali motivi mi auguro che il Governo, a fronte di una situazione ancorché difficile, possa accettare il mio ordine del giorno, che potrebbe essere di stimolo per il futuro (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro).

X