martedì 15 giugno 2010 07:06 < Indietro

Dichiarazione di voto delle mozioni concernenti misure di sostegno per i settori agricolo ed agro-alimentare

COMPAGNON: Signor Presidente, onorevoli colleghi, da tempo gli agricoltori e le loro organizzazioni segnalano la necessità e l'urgenza di trovare strumenti adeguati per affrontare e superare la crisi economica che ha colpito il settore agricolo nel nostro Paese. Il Governo sino ad oggi si è dimostrato incapace di trovare soluzione alcuna e quello che è più grave è che c'è veramente poca attenzione nei confronti dell'agricoltura e soprattutto nel confronti di una crisi ormai palese, che solo questo Governo non vede. In altri Paesi come la Francia si è consapevoli che la crisi non è affatto congiunturale bensì strutturale, che essa colpisce tutti i settori del comparto agricolo e che quest'ultimo rappresenta un elemento fondamentale dell'economia e dell'identità nazionale. Qui da noi, invece, si procede attraverso provvedimenti di rilanci competitivi del settore agroalimentare che rimangono solo esercizi nominali di buona volontà senza adeguate coperture finanziarie. Il settore agroalimentare rappresenta in Italia un tessuto produttivo di più di un milione di imprese. Il comparto agroalimentare industriale conta più di 70 mila imprese e vale oltre 220 miliardi di euro. Nel made in Italy è il secondo comparto dopo quello manifatturiero in termini di contributo dell'economia nazionale. Tuttavia le imprese agricole e agro-alimentari soffrono delle gravissime conseguenze della crisi internazionale economico-finanziaria, i cui effetti ormai non si possono certo negare. Tali imprese, costrette sempre più ad indebitarsi, incontrano difficoltà sempre maggiori in termini occupazionali e di accesso al credito. Moltissime aziende agricole operanti nelle zone montane svantaggiate sono state costrette a chiudere negli ultimi dieci anni. Durante i primi mesi del 2009 i prezzi all'origine sono precipitati, soprattutto quelli dei cereali, della frutta, del latte e dei derivati, dell'olio, del vino e degli ortaggi. Se sommiamo poi questi dati con un costante aumento dei costi produttivi, con un costante abbassamento dei redditi, con un inadeguato finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali, con l'incertezza sulle agevolazioni fiscali e previdenziali, soprattutto per quelle imprese che operano in territori disagiati di montagna, se sommiamo tutte queste situazioni, ecco dimostrato che il comparto agricolo è veramente in pericolo. I vari provvedimenti economici del Governo hanno poi portato finora ad una riduzione di ben 682 milioni di euro già previsti a sostegno dell'agricoltura, pari a circa il 26 per cento delle risorse a disposizione del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. I nostri agricoltori e operatori del settore si aspettano - da sempre, ma ancor più da adesso in poi - una maggiore attenzione e considerazione, affinché dalla crisi che stiamo attraversando emerga un dato chiaro, che è costituito dal fatto che bisogna difendere l'agricoltura, bisogna difendere i suoi valori, che non sono solo quelli economici. Noi, come gruppo dell'Unione di Centro, nella mozione più articolata abbiamo voluto dire questo, fotografando quella che è la drammatica realtà del nostro Paese.
A fronte di queste considerazioni inconfutabili questo Governo, alla nostra mozione come ad altre, ha detto «no». Secondo noi, lo ha detto in maniera prevenuta, preconcetta, oserei dire senza leggere le mozioni in esame, perché se le ha lette non è in buona fede. Mi aspettavo uno sforzo: soprattutto dal nuovo Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, che ha sostituito il propagandista Zaia, mi aspettavo uno sforzo per poter riunire tutte queste mozioni in un'unica mozione che fosse veramente una risposta alle difficoltà di questo comparto. Così non è stato, così non si è voluto agire e allora i voti del nostro gruppo, che voglio qui illustrare, saranno però articolati. Infatti, esprimeremo un voto favorevole alle mozioni Oliverio ed altri n. 1-00366, Di Giuseppe ed altri n. 1-00385, Ruvolo ed altri n. 1-00386, la nostra, e alla mozione Mosella ed altri n. 1-00388, perché le riteniamo tutte positive. Esprimeremo un voto contrario alla mozione Reguzzoni ed altri n. 1-00387, perché non è altro che la continuazione della propaganda oserei dire costosa del già Ministro Zaia. Voglio esprimere un voto diversificato - e mi rivolgo al partito di maggioranza relativa - sulla mozione del Popolo della Libertà, chiedendo alla Presidenza innanzitutto il voto per parti separate: un voto sulle premesse e un voto sul dispositivo. Mi rivolgo al partito di maggioranza relativa affinché ascolti il Governo, perché penso che ogni tanto, per non dire quasi sempre, esistendo in tutta la maggioranza, ma soprattutto nel partito di maggioranza relativa, persone serie, che hanno fatto anche in questa mozione un'azione seria (penso all'onorevole Gottardo e all'onorevole Beccalossi), questa maggioranza e questo partito subiscano in silenzio ordini che vengono dal Governo e che nei contenuti certamente non rappresentano il parere o il pensiero di tutta la maggioranza.
A dimostrazione che l'Unione di Centro guarda al contenuto delle proposte e non guarda da che parte provengono, se dalla maggioranza o dall'opposizione, noi esprimeremo un voto contrario alle premesse della mozione del Popolo della Libertà, ma per i contenuti, che sono i nostri - ed è il motivo per cui ancora maggiormente chiediamo al Governo di rivedere, se vuole, il parere sulla nostra mozione -, noi esprimeremo un voto favorevole sulla parte dispositiva della mozione presentata dal Popolo della Libertà. Ciò a dimostrazione della serietà, ma soprattutto non tanto per dire che questo gruppo o questo partito è più serio di altri, ma perché siamo preoccupati della crisi vera, che sta attraversando un comparto delicato e fondamentale come quello dell'agricoltura (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro).

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