martedì 14 ottobre 2008 09:10 < Indietro

Dichiarazione su una questione pregiudiziale di costituzionalità al Disegno di legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 134 del 2008: Ristrutturazione di grandi imprese in crisi - (A.C. 1742)

COMPAGNON: Signor Presidente, l'approvazione al Senato delle disposizioni richiamate nella pregiudiziale in esame rappresentano in tutta evidenza un fatto grave. In particolare, prevedere una sanatoria per gli amministratori di Alitalia, come previsto dall'articolo 3, già risultava di per sé un vulnus al principio di uguaglianza, appare del tutto insostenibile l'aggiunta della norma «salva manager» al comma 13-bis dell'articolo 1. Se da una parte la conversione del decreto-legge appare ineluttabile, dall'altra è evidente che il prezzo che facciamo pagare al nostro Paese, ai consumatori, ai contribuenti, al personale di Alitalia e al sistema tutto sarà molto alto. Non è possibile sapere se la soluzione reggerà all'applicazione delle regole comunitarie sulla disciplina della concorrenza e alla prova del mercato e della competizione. Le responsabilità emergeranno solo nel medio e nel lungo periodo. Che l'Alitalia sia in condizioni gravissime lo sapevamo e lo sappiamo tutti. Il fatto che il Governo se ne sia preoccupato trovando una soluzione al di là delle considerazioni di merito non può che essere positivo, ma nulla può giustificare un provvedimento di sanatoria che esenti da responsabilità amministratori, controllori, dirigenti nonché pubblici dipendenti o soggetti comunque titolari di incarichi pubblici da fatti commessi e, in particolare, da irregolarità nella redazione di documenti contabili o una disposizione come la norma «salva manager», che rende difficile applicare le sanzioni penali ai responsabili di dissesti che non siano poi sfociati nel fallimento dell'azienda. Le richiamate disposizioni sono in aperta violazione dei precetti costituzionali e sono evidenti gravi profili di incostituzionalità. L'articolo 1 riduce in maniera irragionevole l'ambito applicativo di una serie di fattispecie penali creando una vera e propria situazione di disuguaglianza tra soggetti che si trovano in una medesima condizione, avendo violato disposizioni di rilevanza penale. All'articolo 3 la disposizione introduce norme volte ad escludere la responsabilità degli amministratori di Alitalia per atti compiuti dal 18 luglio 2007 fino all'entrata in vigore del decreto in agosto. L'articolo 3 del decreto-legge in fase di conversione presenta diversi profili di violazione di norme costituzionali: violazione dell'articolo 77 della Costituzione in relazione ai requisiti di straordinarietà, necessità ed urgenza della misura; violazione dell'articolo 77 in relazione all'estraneità della materia trattata dall'articolo 3 del decreto rispetto alle disposizioni contenute nel decreto-legge; violazione dell'articolo 3 della Costituzione per irragionevolezza delle motivazioni sotto diversi profili; disparità di trattamento con riferimento all'esenzione delle responsabilità degli amministratori, del dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili e societari, dei componenti del collegio sindacale, dei dipendenti pubblici e soggetti titolari di incarichi pubblici per fatti commessi dall'amministrazione di Alitalia Linea Spa e di Alitalia Servizi Spa e delle società ad esse collegate. Tale esonero da tutte le responsabilità civili, penali, amministrative e contabili appare irragionevole rispetto a coloro che assumono analoga responsabilità in altre società e in enti pubblici. Irragionevolezza anche della stessa disposizione per tutelare il preminente interesse pubblico, rinvenibile nella necessità di assicurare il servizio pubblico di trasporto aereo, passeggeri e merci, in Italia. Essa, infatti, viola macroscopicamente altri interessi pubblici decisamente meritevoli di tutela e coperti da diverse norme costituzionali come gli articoli 28 e 103 della Costituzione. Potremmo parlare anche del Presidente della Repubblica e dei decreti, ma concludo, signor Presidente. La nostra posizione è pertanto di ferma condanna, confermata anche dal presidente Casini nel suo intervento a seguito dell'informativa urgente del Ministro Tremonti sugli sviluppi della crisi finanziaria. Solo sul presupposto dell'impegno preso dallo stesso Tremonti a eliminare la disposizione più palesemente incostituzionale (ha dichiarato: o se ne va questo emendamento o se ne va il Ministro), e in attesa di confrontarci nel merito del provvedimento, il gruppo dell'Unione di Centro non parteciperà al voto (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro).

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