mercoledì 22 ottobre 2008 09:10 < Indietro

Dichiarazione di voto finale sul Disegno di legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 134 del 2008: Ristrutturazione di grandi imprese in crisi - (A.C. 1742)

COMPAGNON: Signor Presidente, colleghi, questo provvedimento, come è stato detto già nei giorni scorsi, ha sicuramente tagliato tutte le strade del confronto. Però, allo stesso tempo, è un provvedimento sul quale volevamo dare un contributo e portare suggerimenti che sicuramente avrebbero potuto migliorarlo, anche nell'interesse della maggioranza. Ma così non è stato: non ci è stato permesso di fare nulla. Non voglio entrare nella polemica del metodo (la fiducia, il decreto-legge...) perché ne abbiamo già parlato (forse lo farò alla fine), però sicuramente vorrei ricordare a quest'Aula quanto avremmo voluto fare per aiutare, in un momento difficile come quello che sta passando, ha passato e probabilmente passerà, la compagnia Alitalia. Penso al nostro impegno sul decreto-legge n. 80 del 2008 che è collegato al provvedimento in esame e passato (anche quello) con una forzatura. Abbiamo tentato in qualche modo di inserirci cercando di richiamare l'attenzione (con passaggi come ad esempio i 300 milioni che da prestito sono diventati capitale) su una società che si sapeva benissimo non avrebbe fatto nulla con quei 300 milioni presi alle attività produttive, alle piccole e medie imprese e non da un «tesoretto», ma al fondo sociale che investe, quindi, il problema dei più bisognosi del nostro Paese. Inoltre, non bisogna dimenticare due punti molto delicati ricordati poc'anzi anche da Misiti: la revocatoria e l'advisor. Avevamo presentato degli emendamenti soltanto per dire che non è giusto (perché c'è e resta) quanto previsto dal decreto-legge n. 80 del 2008 per cui gli atti e i pagamenti posti in essere da Alitalia non sono soggetti all'azione revocatoria. Si prevede cioè, facendo eccezione alla legge fallimentare, che gli amministratori della compagnia non saranno responsabili per aver provocato insolvenza o aver contratto obbligazioni inadempibili. Probabilmente era troppo per potercelo far portare avanti. Con riferimento all'advisor richiamo la norma che permette all' advisor stesso non solo di creare le condizioni per la ricerca di una cordata, ma addirittura anche di poter fare tutto questo in proprio, dimostrando che si tratta di una vera forzatura. Questo c'è e pro futuro rimane e rimarrà anche per il resto. Vorrei fornire, inoltre, alcune semplici indicazioni, che possono fare magari pensare alla superficialità, relative al problema del monopolio. Avevamo detto che il monopolio di per sé non deve esistere, a maggior ragione in una compagnia, e quindi avevamo proposto di ridurre, in una situazione di difficoltà, da tre ad un anno la possibilità che rimanga in regime di monopolio, senza parlare poi dei pedaggi e dei balzelli che continuano ad essere messi in tutte le occasioni, portando da uno a tre euro il costo pro capite dei passeggeri. Su questo punto avevamo sicuramente ragione perché è di ieri la presa di posizione della IATA (che come voi sapete è l'associazione mondiale tra i 231 vettori più importanti) che ha richiamato il Governo a ritirare questa precisa disposizione e ritornare ad un euro. Infatti, è la prima volta che le compagnie, ma soprattutto i passeggeri, devono sopportare l'onere per finanziare (sono parole della IATA) una compagnia in fallimento, oltre che a dimostrare che l'Italia è inadempiente e incompatibile rispetto agli obblighi presi alla convenzione di Chicago. Quindi, vorrei soltanto segnalare alcuni dei suggerimenti che volevamo dare, convinti che avrebbero aiutato questo provvedimento ad uscire in maniera migliore. Vorrei arrivare, infine, all'articolo 3, comma 1 dove effettivamente non si capisce perché (o forse si può anche capire), al di là della difficoltà dell'Alitalia, della difficoltà del momento, della necessità di trovare una soluzione (ma pur trovando una soluzione non si trova una giustificazione) si preveda un provvedimento di sanatoria che esenti da responsabilità amministratori, controllori, dirigenti, nonché pubblici dipendenti e anche i soggetti titolari di incarichi pubblici. Questo non è possibile! Senza entrare, ma un passaggio lo voglio fare, sul comma cosiddetto salva manager. È stato ritirato, questo è vero, noi siamo stati i primi in quest'Aula, con gli emendamenti, a richiederlo, però se il comma 13-bis dell'articolo 1 è entrato al Senato certamente ciò non è avvenuto senza che nessuno lo sapesse; se il Governo fosse stato veramente all'oscuro non lo avrebbe fatto passare. Ben venga, ed è stata accettata da noi, la posizione: o se ne va questa modifica, o se ne va il Ministro. Ma questo è un disegno che sta andando avanti da tempo, come anche il discorso dell'emendamento Crosio approvato ieri mattina nelle Commissioni, che poi non è stato incluso nell'emendamento su cui è stata posta la fiducia; nonostante che, quando è stata posta la fiducia, è stato detto che il testo sarebbe stato quello uscito dalle Commissioni. Quindi è un disegno per pochi, con il silenzio di molti, forse di troppi. Ce ne sono altre di situazioni come quella (che forse non c'entra in questo provvedimento, ma che di fatto segnala le difficoltà e le contraddizioni che ci sono quest'Aula, soprattutto nella maggioranza) che va a premiare con 140 milioni un comune, mentre contestualmente si chiede agli amministratori di fare sacrifici e di risparmiare, incentivando così la cattiva amministrazione che ha nomi e cognomi. Per tornare al discorso CAI, si voleva salvare Alitalia, ma non è salvata; si voleva fare una compagnia di bandiera, ma non credo che ci sia una compagnia di bandiera. Non posso non ricordare come provvedimenti di poco tempo fa hanno creato dei privilegi per le concessionarie e certi concessionari in questo momento si trovano nella realtà CAI; è stata data loro per legge la possibilità di bypassare il CIP e quindi di non presentare i piani industriali che sono sinonimo di sicurezza nei lavori da fare nell'interesse di tutti i cittadini per quanto attiene alle autostrade. Allora chi paga? Sono sempre i cittadini. In questi provvedimenti che da pochi mesi si stanno portando avanti il leitmotiv è sempre quello di privilegiare i pochi a discapito dei tanti. Noi vorremmo, lo abbiamo dimostrato dall'inizio di questa legislatura, sostenere dei provvedimenti, votarli, quanto meno non essere contrari. Abbiamo dimostrato negli ultimi giorni di avere un atteggiamento costruttivo rispetto al decreto-legge sui rifiuti, rispetto al cosiddetto lodo Alfano, rispetto alla scuola, cercando di cogliere tutti gli aspetti positivi all'interno di questi provvedimenti, mostrando quindi di essere un partito e un gruppo parlamentare serio. Salvo poi vedere quanto è successo nella Commissione affari costituzionali sulla legge elettorale per le europee che fa capire come qui dentro meno si parla, meno si coinvolge la gente, e meglio è.
Concludendo signor Presidente chiedo, per la responsabilità che ha sempre dimostrato il nostro gruppo, di poter contribuire al lavoro di questo Governo se è in grado di presentare qualcosa di credibile, ma non vediamo nulla ultimamente. Non vediamo qualcosa di concreto sulla piccola e media impresa (richiamo i 300 milioni dell'intervento iniziale), non vediamo nulla sul ceto medio in questi provvedimenti (si tratta solo di decreti-legge), non abbiamo visto un euro sulla famiglia nelle vostre proposte. Vi chiedo di farlo perché il Paese ha bisogno di segnali concreti e non soltanto di segnali di facciata. È chiaro che a fronte di grande disponibilità e responsabilità si incontrano provvedimenti che tagliano la possibilità della discussione, dell'approfondimento, che non ci permettono nemmeno la possibilità di un suggerimento costruttivo, dimostrando secondo voi della maggioranza che l'opposizione non è in grado su tutti questi provvedimenti di dare neanche un segnale positivo. Capisco perché certe volte il nostro partito è tenuto lontano, perché non si vuole discutere, perché noi non avremmo alcuna disponibilità ad accettare provvedimenti così, tout court, senza aver prima fatto prevalere gli interessi generali. Perciò questo provvedimento così come è fatto, così come è stato blindato, è un provvedimento non solo opaco ma buio, oscuro per certi aspetti (privatizzazioni senza liberalizzazioni) non ha prospettiva di medio e lungo periodo ed ha un costo troppo elevato per i contribuenti e per Alitalia. Esalta purtroppo la sperequazione, distrugge il merito, fa a pugni con la legalità ed il bene comune. Nel suo complesso, crea più di un pericoloso precedente. Per questo il gruppo dell'UdC voterà contro (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro - Congratulazioni).

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