mercoledì 08 ottobre 2008 10:10 < Indietro

Dichiarazione per illustrare il proprio ordine del giorno n. 9/1634/230 al Disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 137 del 2008: Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università (A.C. 1634-A)

COMPAGNON: Signor Presidente, solitamente si illustrano gli ordini del giorno alla fine di una discussione e di un confronto approfonditi sui provvedimenti. Solitamente gli ordini del giorno sono un numero limitato, a completamento di quello che ogni singolo parlamentare non è riuscito magari ad approfondire o a prospettare durante la discussione in Commissione e in Aula. Oggi siamo qui - io come tutti coloro che mi hanno preceduto e che mi seguiranno - in 242, se non vado errato, a rappresentare, in cinque minuti, quindi in un tempo veramente limitato, tutto quello che avremmo dovuto - singolarmente e anche complessivamente - approfondire durante l'iter del provvedimento in esame. Ritengo che nessuno al mondo - presunzione indubbiamente non ci sfiora - sia in grado, in cinque minuti, di fare la sintesi di un provvedimento così importante ancorché su un elemento singolo e particolare. È un peccato, perché desidero ricordare a questa Assemblea - ovviamente perché resti agli atti, in quanto l'Aula è vuota - che nel corso della passata legislatura (non smetterò mai di sottolinearlo in tutti gli interventi che mi consentiranno di farlo) abbiamo contrastato soprattutto, al di là del contenuto, i metodi. Metodi che ci hanno costretto, nello scorcio di quella legislatura, a bloccare e a zittire quanto rappresentava, da parte nostra, come lo è da parte mia in questo momento, una forma di intervento costruttivo rispetto a provvedimenti che, legittimamente, la maggioranza - e il Governo, in questo caso - portano avanti. Vedo che, purtroppo, in questo momento, continuiamo con quel sistema in base al quale, con la giustificazione dell'ostruzionismo (che non c'è) e della necessità di far presto (che non c'è), si continua a legiferare con i decreti, le deleghe ed i voti di fiducia. È ovvio che, come su questi metodi eravamo fortemente contrari al Governo precedente, il Governo di centrosinistra, continueremo ad esserlo anche in questa legislatura perché riteniamo diano luogo ad un percorso affrettato che non può portare a soluzioni nell'interesse del Paese o comunque non può portare a soluzioni approfondite a sufficienza affinché i problemi reali del Paese vengano veramente affrontati. In questo caso, parliamo del decreto-legge sulla scuola, un provvedimento complesso che avrebbe, a maggior ragione, richiesto un approfondimento e soprattutto avrebbe dovuto recepire i consigli - come dicevo prima - costruttivi di tanti di noi. Infatti, non credo che la verità stia da una sola parte, ancorché legittimata da un voto elettorale, e che dalla parte opposta, chi sta all'opposizione non sia nelle condizioni di fare almeno una proposta costruttiva sui provvedimenti. Quindi, l'ordine del giorno n. 9/1634/230 non fa altro che impegnare il Governo ad attuare, nei prossimi provvedimenti che riguarderanno il riordino del sistema scolastico, una maggiore valorizzazione della formazione dei docenti recuperando, soprattutto, il senso dell'articolo 5 della legge n. 53 del 2003. Credo infatti che il futuro dei nostri giovani passi anche attraverso una buona preparazione del loro insegnanti.

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