martedì 13 luglio 2010 14:07 < Indietro

Dichiarazione per illustrare la mozione Vietti n. 1-00411, recante misure rivolte al sostegno e al rilancio del settore del trasporto ferroviario.

COMPAGNON: Signor Presidente, voglio iniziare il mio intervento dalle varie prese di posizione, in Commissione e anche in Aula, rispetto a questo settore, quello del trasporto ferroviario, che, evidentemente, è molto delicato, strategico, nel nostro Paese, ma che, purtroppo, troppe volte, probabilmente da più parti, non solo viene visto con molta distrazione, ma diventa occasione di grandi promesse, di grandi slogan di campagna elettorale, salvo poi, se non lasciare le cose come stanno, cambiare veramente poco. Ricordo che, qualche settimana fa, in Aula, abbiamo discusso un provvedimento, arrivato forse in maniera molto genuina, dal punto di vista degli intenti trasversali, ma, sicuramente, non sufficientemente approfondito dalla maggioranza per quanto attiene l'impegno economico; esso prevedeva degli stanziamenti per un reale intervento nei confronti del materiale rotabile e, comunque, era finalizzato ad una risposta che, da più parti, viene richiesta e che è quella, soprattutto, del pendolarismo il quale ha sempre più bisogno di un servizio all'altezza, puntuale, capace di mitigare un po' quelle che sono le difficoltà dei trasporti delle centinaia di migliaia, per non dire milioni, di persone che si muovono per lavoro.
Di per sé la linea ferroviaria e il mondo del trasporto ferroviario sono da tempo un po' nell'occhio del ciclone, nel senso che si sono fatte tante trasformazioni in termini societari, di gestione e di conduzione e credo che, forse, con una certa liberalizzazione invece di migliorare si sia un po' peggiorata la situazione. È chiaro che a monte di tutto questo c'è la necessità di avere finanziamenti che possano veramente essere impiegati e finalizzati a fare il salto di qualità.
Pertanto, a fronte di un'iniziativa legislativa che è morta in quest'Aula, dopo che aveva trovato ampia convergenza in Commissione, a fronte di situazioni quotidiane di difficoltà evidentemente a quelli come noi è rimasta la possibilità di presentare questa mozione insieme ad altri per cercare di dare una spinta e stimolare, se possibile, questo Governo e questa maggioranza, ma non tanto la maggioranza quanto il Governo e non tanto solo il Governo quanto il Ministro che, come si suol dire, ha mano tutti i cordoni della borsa, a operare scelte diverse. È da inizio legislatura che noi del gruppo UdC sosteniamo che è terribilmente sbagliato impostare i tagli, ancorché necessari, senza entrare nel merito in maniera così orizzontale, senza entrare nel merito delle vere priorità di questo Paese. È certo che scegliere prioritariamente significa aver coraggio, significa forse anche inimicarsi qualcuno, significa forse non tutelare interessi verso i quali c'erano state promesse, ma credo che prima di tutto e sopra tutto ciò che interessa alla politica è fare quanto veramente serve al Paese, curare veramente gli interessi del Paese e soprattutto dei settori più deboli, dei settori più in difficoltà, dei settori meno coperti. Questa è un'occasione, ancorché per adesso teorica, di poter prendere decisioni diverse da prima. In questo intento ci viene incontro anche la posizione dell'Unione europea. Noi ormai viviamo nel contesto europeo, siamo soggetti alle leggi che anche noi con i nostri rappresentanti continuiamo ad approvare in Europa, potremmo essere d'accordo o non d'accordo, potremmo essere convinti o meno convinti, ma la realtà è che a fronte di una legislazione europea è ovvio, vale per tutti, che anche il nostro Governo dovrebbe, qualunque esso sia e di qualunque colore, rispettarle.
Il 24 giugno 2010 l'Italia, assieme peraltro anche ad altri Paesi, ma noi dobbiamo guardare il nostro, è stata deferita alla Corte di giustizia europea per non aver pienamente adeguato la normativa nazionale a quanto previsto dal primo pacchetto sulla liberalizzazione dei servizi ferroviari. In una nota della Commissione si legge che l'applicazione incompleta delle misure destinate ad aprire il mercato ferroviario ha causato la mancanza di opportunità per gli operatori di offrire servizi in altri Paesi dell'Unione così come ha privato la clientela di una maggiore scelta dei servizi di competizione. È chiaro che anche secondo l'Autorità garante della concorrenza si è notata un'impressionante progressione di norme volte a frenare il mercato. Se pensiamo come le percentuali di uso della strada, della ferrovia e dell'aereo siano sempre così distanti e se andiamo soltanto a vederle per il trasporto delle merci - fino a poco tempo fa avevamo il 50 per cento sulla strada, l'8 per cento sulla ferrovia, il 4 per cento sulle vie navigabili - siamo distanti mille miglia dal tentare di risalire questa china. Se poi pensiamo addirittura al trasporto passeggeri - siamo dal 75 all'80 per cento su strada, contro un 11 per cento complessivo tra ferroviario e aereo - siamo veramente distanti. In più la questione ambientale che non possiamo sottovalutare per la sua importanza globale. La stessa Commissione europea ha richiamato l'Italia a ridurre le emissioni entro il 2020 del 13 per cento rispetto al 2005 nei settori non rientranti nel sistema di scambio delle quote di emissione, tra cui i trasporti. Nonostante questo, da dati ben precisi si evidenzia che, continuando questa situazione così o non facendo nulla affinché essa cambi, le emissioni dei trasporti su strada cresceranno invece nel nostro Paese del 14 per cento nel medesimo periodo, con uno sforamento rispetto all'obiettivo di oltre 31 milioni di tonnellate di CO2. Soltanto questi pochi punti ci fanno capire, senza entrare nel merito adesso della questione economica, come dicevo prima, come il nostro Paese sia in ritardo e come questo Paese e quindi questo Governo, questa maggioranza o quelli che la seguiranno devono per forza di cose riprendere in mano tale settore in maniera totalmente diversa.
Dunque con la nostra mozione noi dell'Unione di Centro abbiamo tentato di chiedere e speriamo che alla fine il Governo non la tratti come le altre, come pezzi di carta magari da riunire, con l'intento buono di farne una, per dimostrare che vi è volontà, per poi metterla nel cassetto, ma che diventi veramente stimolo. Potrebbe anche essere fatto in questi giorni, prima della doppia fiducia annunciata già dal Presidente del Consiglio sulla manovra economica. Pertanto noi, con i nostri punti di impegno chiesto in questa mozione, invitiamo a rilanciare il sistema ferroviario italiano, programmando la creazione di uno spazio ferroviario integrato, efficiente, competitivo e sicuro, mettendo a punto una rete apposita per il trasporto merci.
Caro Presidente, so che anche lei ha un problema di tempo, quindi mi stavo avviando verso la conclusione e volevo anticipare il suo scampanellio per dimostrare che mantengo gli impegni presi. Non le faccio l'elenco e mi riservo in sede di dichiarazione di voto di specificare bene, augurandomi magari di non doverlo fare, se il Governo lo accetterà. Mi auguro che non rimangano intenti, che il Governo semplifichi questa situazione dal punto di vista gestionale e si impegni in termini economici a dare delle risposte. Sud e nord, est ed ovest, tra aerei e ferrovie vi è una mancanza atavica: credo che si possa cominciare a dare qualche risposta più concreta (Applausi dei deputati dei gruppi Unione di Centro e Partito Democratico).

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