mercoledì 28 luglio 2010 10:07 < Indietro

Dichiarazione per illustrare il proprio odg n. 336 al Ddl di conversione in legge, con modificazioni, del DL 78/2010, recante misure urgenti in materia di stabilizz. finanz. e di competitività ec. (A.C. 3638)

COMPAGNON: Signor Presidente, anche da parte mia ci sarà una premessa prima di illustrare questo ordine del giorno, che riguarda soprattutto il come e il perché siamo arrivati qui questa sera a parlare di fatto di questa manovra solo illustrando qualche ordine del giorno. È una manovra sulla quale è stata posta la questione di fiducia che, tradotto in parole povere o meglio in parole parlamentari, significa l'impossibilità per gran parte dei parlamentari di avanzare proposte e di dare suggerimenti, ovviamente migliorativi, nell'interesse generale del Paese. Rimane nella facoltà dei parlamentari solo la presentazione degli ordini del giorno o meglio di fatto di un solo ordine del giorno perché, come si sa, ciascun deputato può sottoscrivere come primo firmatario soltanto un ordine del giorno. Molte sarebbero le cose che vorremmo dire a mo' di suggerimento e di proposta migliorativa rispetto ad una manovra che, come è stato detto più volte, fino all'altro giorno sembrava non necessaria e che invece adesso si è dimostrata, come avevamo detto in passato noi, necessaria non solo perché richiesta dall'Europa ma per la situazione economica del nostro Paese. Questo ordine del giorno riguarda l'assunzione di 650 persone disposta con decreto del Ministero dell'interno, che aveva indetto per il personale precario della propria amministrazione una procedura concorsuale per titoli ed esami al fine di assorbire queste 650 unità con un contratto a tempo determinato (si era trattato di un segnale positivo nei confronti del mondo del precariato). Il contratto a tempo determinato della durata di 36 mesi costituiva il requisito necessario per la stabilizzazione definitiva di questi 650 precari secondo la legge allora vigente, che purtroppo poi è stata modificata dando quindi anche un segnale negativo rispetto alle promesse che erano state fatte (ed erano promesse fatte con legge). Si è successivamente proceduto all'assunzione di tutti questi precari attraverso un concorso pubblico per titoli ed esami. Ma poi si è cambiata la legge, dopo avere illuso sotto certi aspetti queste persone. Le pubbliche amministrazioni interessate danno un parere molto positivo rispetto a queste 650 unità, che nel frattempo continuano a lavorare, in particolare perché tali 650 unità vincitrici del concorso che ho ricordato sopra, con contratto in scadenza ormai a dicembre del 2010, sono impegnate negli uffici immigrazione delle prefetture e delle questure e quindi in posti nevralgici, in situazioni e momenti di difficoltà rispetto al tema della sicurezza. Se a questo aggiungiamo i tagli alle forze dell'ordine e le mancate risposte rispetto al tema della sicurezza in generale recate da questa manovra finanziaria, evidentemente ci rendiamo conto che anche queste 650 unità sparse in tutta Italia - non è quindi questione di una o dell'altra zona del Paese - meriterebbero una risposta veramente seria, anche perché non solo sono impiegate in punti nevralgici rispetto al tema della sicurezza nazionale, ma in questi anni di lavoro precario - e sottolineo, precario - hanno costruito un patrimonio e un know-how di professionalità specifica che è veramente utile. In definitiva questo ordine del giorno è molto chiaro e preciso e credo che il Governo non possa esimersi dal dare una risposta, che è quella di prorogare di ulteriori 12 mesi i contratti di lavoro individuali a tempo determinato in scadenza il prossimo 31 dicembre 2010. Concludo dicendo che questo è un impegno non solo sociale ma anche morale nei confronti di queste persone, soprattutto dei tanti giovani che hanno assunto impegni in termini di famiglia e di casa. L'ordine del giorno non reca dunque un impegno generico. Se il Governo e la maggioranza ne hanno la volontà possono dare una risposta di proroga soltanto di un anno: può essere poco, ma è importante in un momento di difficoltà quale quello che sta attraversando il nostro Paese.

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