giovedì 29 luglio 2010 13:07 < Indietro

Dichiarazione di voto sul proprio odg n.336 al Ddl di conversione in legge, con modificaz., del DL 78/2010, recante misure urgenti in materia di stabilizz. finanz. e di competitività ec. (A.C. 3638)

COMPAGNON: Signor Presidente, mi rivolgo al sottosegretario. La riformulazione è quella classica «compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica», ma questa dice tutto e niente. Per certi aspetti è anche comprensibile, ma la mia preoccupazione è che dica più niente che tutto. Qui si tratta di un ordine del giorno che individua la posizione di 650 unità che hanno vinto un concorso per il quale la legge prevedeva la stabilizzazione definitiva di precari già dipendenti del Ministero dell'interno che in questo momento, dopo aver vinto il concorso, sono impiegati negli uffici immigrazione di prefetture e di questure in tutta Italia. Quindi è una posizione molto delicata, che conosciamo bene tutti e di un'utilità unica. In questo momento, dopo che la legge è cambiata - quindi dopo l'illusione dell'assunzione la legge è cambiata e li ha fatti ritornare precari - si prevede la scadenza di questi ruoli al 31 dicembre di quest'anno. Questo ordine del giorno, pur capendo le difficoltà economiche, chiede la proroga almeno di un anno non solo per le posizioni dei singoli, ma anche e sopratutto per il servizio che questi ultimi rendono nelle prefetture e nelle questure. Mi rendo conto della formula che il sottosegretario ha proposto, ma mi rivolgo anche al Ministro Tremonti, qui presente, chiedendo se sia possibile, poiché si tratta di un argomento circoscritto a un numero preciso e quindi quantificabile (anche in termini di durata, ossia un anno), modificare il parere, ritirando la proposta di riformulazione e accettando l'ordine del giorno. Diversamente, signor sottosegretario - vorrei che mi ascoltasse - per responsabilità non chiederò di metterlo ai voti, ma in subordine le chiederei un impegno, non tanto politico, quanto morale e umano nel trovare eventualmente le risorse. Tuttavia, se potesse cambiare il parere non sarei grato soltanto a lei, ma sarebbe anche un segnale che viene dato all'esterno per una situazione, come dicevo, di estrema delicatezza soggettiva e di ruolo.

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