venerdì 30 luglio 2010 10:07 < Indietro

Dichiarazione sull'ordine dei lavori

COMPAGNON: Signor Presidente, lungi da noi dall'entrare nel merito di questioni interne di qualsiasi partito, tanto meno del partito di maggioranza relativa, e nemmeno del venir meno degli impegni presi nelle Conferenze dei rappresentanti di gruppo, l'intervento di questa mattina, infatti, non ha messo in discussione - o quanto meno noi non lo mettiamo in discussione - il risultato di ieri. Tuttavia, è chiaro che, quando cominceremo a discutere sui provvedimenti, ognuno farà la sua parte. Detto questo, però, credo sia doveroso sottolineare in quest'Aula come, da tempo, tutta l'opposizione - e noi dell'UdC in particolare - chiediamo che questo Parlamento non venga svuotato. Vi è stato infatti, un eccesso di «fiducie», di decreti, e più volte ci siamo richiamati alla Presidenza della Camera come persona e figura garante di questo Parlamento e della democrazia. Più volte abbiamo detto che questo Parlamento è stato svuotato del suo ruolo. Quello che è successo ieri sera, anche se è successo all'interno di una forza politica, non può passare inosservato. È stato messo in discussione - per una loro visione interna - il Presidente della Camera. Tuttavia, il Presidente della Camera non è solo un personaggio politico, ma è il rappresentante della terza carica dello Stato, dell'istituzione, e dobbiamo pensare che, se non abbiamo senso e rispetto delle istituzioni, in generale, qualunque sia il colore che queste hanno, certamente facciamo venir meno i principi fondamentali della democrazia. Per cui, fermo restando tutta quella che è l'autonomia, credo che una risposta o qualcosa, la maggioranza, questo Governo, il presidente di questa maggioranza, il Presidente del Consiglio debba dirla. Non penso che metà del Parlamento, o quasi metà del popolo italiano rappresentato in quest'Aula, non abbia il diritto di ascoltare cosa succede alle istituzioni, non cosa succede al partito di maggioranza relativa. Fermo restando gli impegni che abbiamo preso anche ieri, continuiamo a dire in quest'Aula che, quando si toccano i principi base della democrazia e delle istituzioni, ognuno deve prendersi le sue responsabilità. Credo che il Presidente del Consiglio abbia il dovere di portare in quest'Aula la parola di tranquillità, o di non tranquillità, della sua visione rispetto alle istituzioni. Questa è la posizione del UdC (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro).

COMPAGNON: Signor Presidente, interveniamo anche noi per sottolineare questa che è una mancanza di rispetto sicuramente nei confronti del Presidente della Repubblica, nei confronti del Paese, ma anche nei confronti del Parlamento (Commenti). Concluderò subito, ma penso che concluderemo molto tardi, cosa che non vi piacerà. Sto parlando della mancata nomina del Ministro dello sviluppo economico. Questa mattina abbiamo appena concluso la discussione sulle linee generali sul decreto-legge sull'energia, nel corso della quale si sono evidenziate le grandi difficoltà e problematiche presenti in questo settore nel nostro Paese. Continuare a non nominare, dopo averlo promesso, ed essendo anche questo un dovere, il Ministro dello sviluppo economico indubbiamente è una mancanza che si aggiunge alle difficoltà che già vi sono, che noi capiamo, che non sono solo di tipo economico ma anche di tipo politico. Credo che a questo punto una risposta in qualche modo all'Aula questa maggioranza e questo Governo la debbano fornire (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro).

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