martedì 12 ottobre 2010 08:10 < Indietro

Intervento sulla propria Interrogazione n. 3-01193 concernente Iniziative per potenziare il sistema dei collegamenti ferroviari dei capoluoghi di regione con la capitale, con particolare riferimento alla tratta tra Trieste e Roma.

BARTOLOMEO GIACHINO, Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti. Signor Presidente, onorevole Compagnon, in relazione ai collegamenti di media e lunga percorrenza del Friuli Venezia Giulia da e per Roma e Milano, si evidenzia come tale materia verta da un lato sui trasporti di interesse locale, direttamente regolati dalle regioni con Trenitalia e, dall'altro, su servizi come Eurostar e Intercity gestiti dall'impresa ferroviaria in regime di autonomia commerciale senza competenze da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti in ordine alla declinazione dell'offerta. Tanto precisato, Ferrovie dello Stato ha comunicato che con l'orario entrato in vigore lo scorso 13 giugno, è stata complessivamente confermata l'offerta precedente; infatti, l'attuale orario prevede otto coppie di collegamenti diretti giornalieri, di cui: una coppia alta velocità, più una coppia di Intercity Notte sulla relazione Roma-Udine (e viceversa); una coppia di Intercity, più una coppia di Intercity Notte sulla relazione Roma-Trieste (e viceversa); una coppia di Eurostar City sulla relazione Milano-Udine (e viceversa); tre coppie di Eurostar City sulla relazione Milano-Trieste (e viceversa). La clientela friulana dispone, inoltre, sulle relazioni interessate, di un'ampia disponibilità di soluzioni alternative di viaggio con interscambio nella stazione di Venezia Mestre.
In ordine agli specifici rilievi posti dalla sua interrogazione, relativamente alle modifiche dell'offerta introdotte con l'orario di dicembre 2009, si fa presente che: sulla relazione Trieste-Roma si è reso necessario limitare a Venezia l'Eurostar 9394/3-9398/7, in conseguenza delle basse frequentazioni riscontrate sulla tratta Venezia-Trieste e viceversa (si tratta, in questo Pag. 17caso, di treni a mercato che si sostengono esclusivamente attraverso gli introiti); nessuna modifica ha riguardato i collegamenti da e per Udine verso Milano/Roma; sulla relazione Trieste-Milano è stata introdotta una ulteriore coppia di Eurostar City. Relativamente, infine, alla richiesta di potenziamento del sistema dei collegamenti regionali, si fa presente che la relativa programmazione e la gestione dell'offerta competono alla regione Friuli-Venezia Giulia, i cui rapporti con Trenitalia sono regolati, così come in tutte le altre regioni, da un contratto di servizio, nell'ambito del quale vengono definiti, fra l'altro, il volume e le caratteristiche dei servizi da effettuare anche sulla base delle risorse economiche rese disponibili. In ogni caso, per quanto riguarda i collegamenti Trieste-Udine-Roma, mi impegno a promuovere, la prossima settimana, un incontro dell'onorevole interrogante con i vertici di Trenitalia.

PRESIDENTE. L'onorevole Compagnon ha facoltà di replicare.

ANGELO COMPAGNON. Signor Presidente, ringrazio il signor sottosegretario: la parte finale del suo intervento mi fa piacere, in quanto dimostra, una volta di più, la sua disponibilità a trattare direttamente con gli interroganti, con i parlamentari, tutti i problemi che ci riguardano. Tuttavia, in questa interrogazione ho evidenziato la mancanza di collegamenti diretti, soprattutto con riferimento all'Eurostar. Leggerò con molta attenzione la sua risposta e i dati che ha fornito oggi in questa sede. Tuttavia, per quanto concerne gli Eurostar - che sono i mezzi diretti e meglio serviti, ossia quelli che dovrebbero dare, a loro volta, un servizio migliore all'utenza - voglio ricordare che: sul collegamento Milano-Udine ne abbiamo uno, mentre su Udine-Milano nessuno; sul collegamento Roma-Udine ce n'è uno, mentre su Udine-Roma nessuno; infine, su Trieste, abbiamo solo un Intercity. Questo è il dato che mi fa fare una piccola riflessione, signor sottosegretario, per poi, magari, approfondire meglio nell'incontro che lei vorrà promuovere e che credo sia utile e indispensabile per il futuro. Dobbiamo dire ad alta voce che l'Italia non finisce a Mestre. Parlo in termini di trasporto ferroviario: non può finire a Mestre, perché, da troppo tempo, a Mestre si bloccano tutti i collegamenti diretti. Il nordest, o l'estremo nordest (chiamiamolo come vogliamo), è un passaggio cruciale non solo per quanto riguarda i rapporti commerciali, ma anche per quanto concerne i rapporti economici con i Paesi dell'est, dove, effettivamente, la nostra economia si confronta quotidianamente e sappiamo essere in grandissima difficoltà. Peraltro, Trieste è una città con una vocazione internazionale: dentro di essa vi sono grandi gruppi industriali ed i collegamenti con la capitale e con Milano diventano fondamentali per tutta l'economia della regione. Per quanto riguarda Udine, una volta, se non ricordo male, anzi sicuramente non ricordo male, il Roma-Vienna era un collegamento importantissimo che collegava la capitale d'Italia a quella austriaca passando per Udine e creando una serie di condizioni e di rapporti certamente favorevoli. Capisco la diversità delle società che gestiscono il trasporto, ma non posso dimenticare che il gruppo Ferrovie dello Stato Spa è a totale partecipazione del Ministero dell'economia e delle finanze: non possiamo pensare che questi vivono sulla luna. Se la politica, che detiene lo scettro di tutto, ritiene che in una zona del Paese si devono fare degli interventi nell'interesse non solo di quella zona, ma del Paese, credo che qui serva la volontà e la capacità di farlo. Per quanto riguarda la concorrenza, soprattutto nei trasporti e nel cabotaggio, molte cose sono già state fatte; lei ne è al corrente, così come delle difficoltà dei nostri imprenditori rispetto a quelle zone. Inoltre, vi sono anche i pendolari che - sempre secondo noi - dovrebbero usufruire di questi mezzi: pensiamo al costo del carburante per le autovetture sempre più alto, all'inquinamento e quant'altro. Credo che al di là delle considerazioni che lei ha fatto si debba assolutamente fare uno sforzo perché in alternativa al treno ci sono le autovetture o l'aereo. Noi siamo interlocutori da tempo con Alitalia: ci sono dei momenti buoni, ma spesso non sono buoni. Lei mi parla del nuovo servizio su Milano, ed è vero, ma anche qui è stata necessaria la partecipazione del bilancio regionale del Friuli Venezia Giulia che ha stanziato tre milioni di euro per poter provare la tenuta del collegamento. Tuttavia, non possiamo pensare di fare solo dei meri conti, ancorché importanti: dobbiamo capire come e in che modo far uscire dall'isolamento una zona importantissima come quella del nordest. A fronte di un Paese come l'Italia, che stenta e ha un'economia che non riesce a riemergere - anche per la concorrenzialità di cui parlavo - credo che in questo momento sia necessario - e lo chiedo al Governo - un intervento forte e decisivo; un intervento convinto che metta fine alla marginalità sul trasporto su rotaia di quella parte del Paese che è il Friuli Venezia Giulia. Come dicevo, tale intervento non serve solo a quella parte del Paese, ma a tutta l'Italia, soprattutto per il rapporto nei confronti dei Paesi dell'est, e sappiamo bene cosa ciò significhi.

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