giovedì 21 ottobre 2010 12:10 < Indietro

Intervento sull'ordine dei lavori per sollecitare il Governo a mantenere l'impegno assunto circa i 650 precari presso gli uffici immigrazione delle questure e prefetture.

COMPAGNON. Signor Presidente, intervengo per far presente una situazione che ritengo molto delicata. Mi rivolgo alla Presidenza della Camera, e indirettamente al Governo di questo Paese, noi in quest'Aula spesso siamo ridotti a discutere gli ordini del giorno perché, attraverso la posizione delle fiducie o anche attraverso provvedimenti che non riescono a far passare nessun emendamento, non dico a tutta l'Aula ma sicuramente all'opposizione, non rimane che lo strumento dell'ordine del giorno. Non entro nel merito politico della fiducia o dei tempi, dico solo che questo strumento è l'unico che rimane al fine di presentare alcune indicazioni sui problemi del Paese, impegnando il Governo. Questi ordini del giorno vengono il più delle volte accolti come raccomandazione, altre volte vengono accettati pienamente. Ho fatto una verifica, un po' superficiale, e mi sono reso conto che non sempre, purtroppo, questi impegni presi dal Governo vengono ottemperati successivamente. Allora il problema diventa serio perché è un problema di quest'Aula, è un problema del Parlamento, è un problema del rispetto del Parlamento e un problema del rispetto dei cittadini che attraverso l'ordine del giorno si potevano aspettare qualcosa dal Governo.
Ne faccio presente uno per il quale oggi ho voluto fare questo intervento sperando che venga data una risposta. In riferimento all'atto Camera n. 3638 del 29 luglio 2010 riguardante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica, ho presentato un ordine del giorno molto delicato che tratta un tema sensibile: riguarda i 650 dipendenti delle questure e delle prefetture impegnati negli uffici immigrazione che avevano fatto un concorso e che per quel concorso dovevano essere assunti a tempo indeterminato. La legge poi si è modificata e sono rimasti a tempo determinato con scadenza 31 dicembre 2010.Le risposte alle interrogazioni erano state tutte interlocutorie per cui con questo ordine del giorno avevo tentato di impegnare il Governo, non dico a modificare di nuovo la legge e ad assumere a tempo indeterminato ma almeno, in attesa di trovare i fondi (era questo il motivo per il quale queste persone rischiavano di andare a casa) a prorogare di dodici mesi il contratto a questo persone. In data 29 luglio il Governo accolse questo ordine del giorno. Ora ci avviciniamo al 31 dicembre, scadenza del contratto di queste persone: se non dovesse essere prorogato, si creerebbe un duplice problema. In primo luogo, vi sarebbero 650 persone, nei confronti delle quali vi era un impegno del Governo e, quindi, di questo Parlamento. In secondo luogo, vi sarebbe il problema dell'attività che stanno svolgendo nelle prefetture e nelle questure, richiamata dagli stessi prefetti e dagli stessi questori quale attività indispensabile per la prosecuzione del controllo e della gestione degli uffici immigrazione.
Dunque, signor Presidente, il senso del mio intervento è questo: nello specifico, si tratta di un problema delicato che è già stato discusso in quest'Aula, e il Governo ha accolto - su mia proposta - di prorogare di dodici mesi. Quindi, chiedo a lei - anche per tutelare il Parlamento - di verificare che questo avvenga, se non fosse già avvenuto, nei tempi previsti. Inoltre, le chiedo di verificare se gli ordini del giorno sono accolti velocemente - come accade ultimamente - tanto per chiudere i lavori d'Aula, o se vengono accolti perché vi è un impegno preciso, politico del Governo rispetto a questo Parlamento. Non è una cosa di poco conto, è una cosa fondamentale. Come dicevo all'inizio, non entro nella polemica delle fiducie o dell'azione di questo Governo, lo faremo in altre occasioni, ma credo che la Presidenza debba verificare che quanto detto dal sottoscritto oggi venga ottemperato da parte del Governo.

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