martedì 11 gennaio 2011 09:01 < Indietro

Dichiarazione di voto favorevole sul ddl di ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra l'Italia e la Repubblica di Slovenia sulla cooperazione transfrontaliera di polizia, fatto a Lubiana il 27 agosto 2007 (A.C.3827-A)

Signor Presidente, non sarò brevissimo come il collega Evangelisti, che però era intervenuto nel corso della discussione sulle linee generali, così da svolgere una serie di riflessioni sulla validità della ratifica di questo Accordo fra il Governo italiano e il Governo della Repubblica di Slovenia. Il contenuto è estremamente interessante rispetto al contrasto alla criminalità organizzata internazionale e anche all'immigrazione clandestina. Soltanto per citare alcuni aspetti, nel campo della formazione è prevista una collaborazione produttiva e ciò anche per la prevenzione dei reati stessi, quindi con una filosofia diversa dal passato.Vi è anche la possibilità - come si auspicava da tempo - dell'inseguimento transfrontaliero fino a circa trenta chilometri all'interno degli stessi Paesi. Si prevede soprattutto la possibilità di istituire dei gruppi di lavoro, di interscambio anche delle stesse persone occupate negli organi di sicurezza. Si tratta quindi di un'attività rilevante per un confine certamente delicato qual è quello fra l'Italia e la Slovenia e se pensiamo soprattutto al fatto che le immigrazioni clandestine non arrivano più in grande percentuale con gli sbarchi, ma hanno scelto strade diverse, ci rendiamo conto di quanto sia importante che ci sia una effettiva collaborazione fra i due Stati. Quindi si tratta anche di cercare di prevenire il più possibile quanto sta avvenendo in termini di situazioni delicate e particolari al nostro confine. Diciamo che questo Accordo non va certamente ad inficiare gli accordi precedenti, è soltanto un miglioramento della complessa macchina di rapporti in termini di sicurezza con la Slovenia. Rimane anche il fatto che per la prima volta si deve constatare che l'impegno di spesa previsto per questo Accordo, anche se non è enorme, non va ad intaccare determinati capitoli molto delicati come è successo per altri accordi. Al di là dei contenuti stessi dell'Accordo, che dovranno far funzionare meglio il controllo alla frontiera, vorrei esprimere due considerazioni. La prima è che senz'altro Pag. 24questa volta senza sospetti reciproci come in passato si crea una collaborazione che darà sicuramente efficacia ai controlli contro la criminalità. Credo che si possa dire che questo fornisce sicurezza soprattutto ai cittadini. Pensiamo al confine fino a poco tempo fa: era una cortina di ferro. C'era la Jugoslavia e anche i popoli si guardavano con reciproci sospetti. L'implosione della Jugoslavia e la caduta del muro di Berlino hanno creato un mutamento anche veloce dei rapporti tra l'Italia e i paesi dell'est Europa. Quindi, si è instaurato un rapporto nuovo che è iniziato ad essere diverso, meno sospettoso, più produttivo e anche - oserei dire - più rispettoso prima di tutto con la politica e la costituzione di Alpe-Adria, con le iniziative di carattere culturale e sportivo che hanno riavvicinato certamente due mondi e due culture abbastanza diverse, frutto anche della seconda guerra mondiale. Anche l'economia ha avuto le sue agevolazioni. Credo che questo trattato, seguendo gli altri, possa far fare un ulteriore passo in avanti su un confine dove - come dicevo prima - evidentemente per troppo tempo non si è guardato all'interesse generale, ma ci si è chiusi anche in un legittimo e comprensibile interesse molto personalistico. Tutto questo avvicina ancora di più culturalmente e convintamente i due Paesi, avviandoli ad un rapporto anche finalizzato ad un reciproco sviluppo socio-economico diverso da quello del passato. Oramai il mondo è globalizzato e anche Paesi piccoli come la Slovenia e le regioni confinanti del nostro Paese hanno bisogno di avere dei rapporti nell'interesse della sicurezza dei cittadini, ma anche dello sviluppo economico. Per questo, credo e ritengo che questa Convenzione sia benvenuta. Spero che non sarà l'ultima e si potrà migliorare ancora. Signor Presidente, rivolgo l'ultima riflessione proprio alla Presidenza di questa Camera e a questo Parlamento perché noi stiamo ratificando questo Accordo che è stato firmato per l'esattezza nell'agosto del 2007 a Lubiana. Lo ratifichiamo oggi, ovvero a gennaio 2011. La Slovenia, piccolo paese con una storia molto più limitata della nostra in termini di nazione, lo ha ratificato esattamente a ottobre 2007. A questo proposito, dovremmo forse imparare, Parlamento e Governo, a dare attuazione immediata ratificando gli accordi che vengono stipulati. Infatti, in questi anni indubbiamente se questo Accordo fosse stato ratificato prima si sarebbero prevenute tante iniziative malavitose che a cavallo dei confini si verificano troppo spesso. Per queste motivazioni e con questo richiamo il gruppo dell'Unione di Centro esprime un voto convintamente favorevole al disegno di legge di ratifica del trattato in esame (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro).

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