martedì 18 gennaio 2011 13:01 < Indietro

Dichiarazione nell'ambito della discussione della propria interrogazione n. 3-00342 in merito al fenomeno delle pratiche commerciali «aggressive» attraverso mezzi di comunicazione a distanza.

COMPAGNON - Signor Presidente, faccio una premessa. Ho presentato questa interrogazione esattamente all'inizio del 2009 dopo una serie di lamentele che, peraltro, non riguardavano soltanto la mia persona, come parlamentare, ma che venivano un po' dappertutto a causa di questa continuata pressione, nei confronti degli utenti, per questioni pubblicitarie e non solo, senza una regola, senza niente. Vi era una specie di giungla che permetteva a chiunque di importunare le persone, che magari stavano tranquillamente a casa, negli orari più impensati e con richieste anche abbastanza subdole per captare un sì da parte di questi utenti. Evidentemente, a distanza di più di un anno, ricevo una risposta che mi pare - e lo posso dire tranquillamente - vada nel senso giusto e si cominciano a vedere i primi risultati e le prime prese di posizione.
In ordine all'istituzione del registro personalmente sono contrario, come principio, al fatto che un cittadino debba iscriversi ad un registro per non essere disturbato. Sarebbe più ovvio e più logico che la ditta, chi vuole fare pubblicità o chi vuole vendere chieda al cittadino se può disturbarlo. Diciamo che su questo versante spero e mi auguro che in futuro si possa andare oltre il registro. Tuttavia, già la costituzione del registro è un primo passo. Leggerò attentamente la risposta del sottosegretario, ma a me risultava che il registro, la cui attività comincerà il 1o febbraio e che, come dicevo, è una prima risposta, non sia gestito dalle associazioni ma da una fondazione che mi pare faccia capo al Ministero dello sviluppo economico. Questo è un dato positivo perché, dunque, vi è la terzietà della posizione rispetto all'utente e rispetto a colui che possiamo chiamare - mi permetta - promotore o venditore. Auspico, tuttavia, che vi sia in questi sei mesi, così come sono previsti, la giusta pubblicità, cioè che i cittadini siano avvertiti, dal 1o febbraio e non dopo sei mesi, che hanno la possibilità, credo senza costi né a pagamento, di potersi inserire in questo registro. Come dicevo, personalmente ritengo che dovrebbe essere il contrario, ma a fronte di niente è meglio che vi sia qualcosa. Ritengo inoltre che si possa richiedere e anche comprendere che si smetta di fare le telefonate con il numero nascosto, perché il numero nascosto è un modo per non far riconoscere nemmeno chi, in qualche maniera, può essere - e il più delle volte lo è - maleducato nei confronti dell'utente. Insomma, vi sono alcuni provvedimenti che vanno presi e, quindi, va migliorata questa situazione per tutelare fino in fondo l'utente. Inoltre, teniamo conto che le telefonate arrivano negli uffici e nelle case e vanno a colpire, solitamente, le persone un po' più deboli, quelle che non hanno un carattere forte tale da poter rispondere e buttar giù il telefono, non interessate né portate, comunque, a prendere in considerazione una qualsiasi offerta.
Premesso che è ovvio che ognuno deve fare il proprio lavoro e che la promozione è un'attività rispettabilissima, credo, tuttavia, che vi sia un limite fra la possibilità di fare il proprio lavoro - la promozione - e la privacy vera e la tranquillità di un cittadino e che questo limite vada rispettato. Pertanto, mi dichiaro ben felice se questo registro verrà istituito, non tanto per il fatto che venga istituito perché, come ho detto prima, dovrebbe essere esattamente il contrario, ma perché è un primo passo, finalmente e dopo tanto tempo, che permette al cittadino utente di non essere disturbato. Questo è il punto: non essere vessato da telefonate nei momenti meno opportuni e IN situazioni di nessun interesse per chi riceve la telefonata.
È ovvio - e ho concluso, signor Presidente - che la volontà politica può andare ancora oltre. Credo che, se vi sarà la volontà politica da parte di questa maggioranza e di questo Governo, si potrà andare ancora oltre il registro e mettere il cittadino finalmente nella condizione di poter dire «no», senza ulteriori telefonate ad eventuali chiamate di promozioni pubblicitarie. Comunque, alla fine, signor sottosegretario, credo che un primo passo, ancorché dopo tanto tempo, sia stato compiuto e di questo, a dimostrazione della coerenza e della responsabilità che abbiamo come gruppo dell'Unione di Centro, mi dichiaro soddisfatto.

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