mercoledì 09 febbraio 2011 16:02 < Indietro

Dichiarazione in Aula in ricordo dei quattro bambini rom deceduti in un campo nomadi di Roma

COMPAGNON. Signor Presidente, anche noi vogliamo ringraziarla per aver voluto questo minuto di silenzio e questo ricordo per queste quattro giovani vittime. I bambini - come tutte le morti - non hanno nazionalità, ma non possiamo nasconderci dietro a un dito e fare finta che non esista nel nostro Paese un atteggiamento troppe volte contrario, astioso nei confronti di determinate situazioni. È proprio in questo senso che il Consiglio d'Europa, nell'ultimo anno, ha emanato due risoluzioni per richiamare i Governi europei ad un'attenzione ed un'azione diversa nei confronti di queste parti di società e di mondo che hanno nazionalità differenti dal luogo in cui risiedono. Credo e spero che questo minuto di raccoglimento e questa riflessione che ci accomuna - tutti gli interventi che mi hanno preceduto, allo stesso modo, chiedono di fare qualcosa di più - possano veramente impegnare la politica e il Parlamento ad andare oltre, a mio avviso, l'eccessiva intolleranza e l'eccessivo egoismo nei confronti di determinate situazioni. Il mondo è globalizzato, il Paese non è più circoscritto e circondato da fili spinati o da confini, ma è aperto e deve essere aperto a tutto, in modo particolare a situazioni come questa. Ritengo, perciò, che tale brevissimo momento di riflessione in quest'Aula potrà e dovrà essere migliorativo di tutto il nostro impegno politico (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro).

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