mercoledì 16 febbraio 2011 14:02 < Indietro

Intervento sull'ordine dei lavori nell'ambito della discussione del testo unificato in materia di tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori (A.C. 52-1814-2011-A).

COMPAGNON. Signor Presidente, vorrei fare una premessa. Abbiamo già detto, anche ieri e altre volte, che questo Parlamento non è messo nella condizione di lavorare seriamente e portare avanti provvedimenti nell'interesse del Paese. Non è neanche giusto, però, che la maggioranza tenga in sospeso lo stesso Parlamento per poi non lavorare.

È già da una settimana che si rimanda la discussione di questi due provvedimenti, sempre per mancanza di quella relazione tecnica e di quel parere della V Commissione che sono fondamentali e necessari per poter produrre poi in Aula il dibattito e anche il licenziamento dei medesimi provvedimenti. Sono d'accordo con la collega che mi ha preceduto, nel senso che questi due provvedimenti camminano di pari passo: approvato l'uno si può approvare tranquillamente l'altro. Pertanto, se oggi ci fossero la relazione tecnica e il parere della V Commissione potremmo tranquillamente concludere i lavori. Quello che mi preoccupa è una continua lungaggine ad arte per poi, alla fine, nemmeno iniziare i lavori su questi provvedimenti. Ritengo, pertanto, che il Parlamento abbia bisogno di lavorare e debba essere messo nella condizione di poterlo fare. Non può essere colpa dell'opposizione se questo non avviene. Ci sono tanti altri provvedimenti, anche di iniziativa parlamentare, che potevano essere inseriti nell'ordine del giorno da parte della maggioranza e del Governo, ma ora abbiamo davanti questi due. Ci sono le condizioni per poter iniziare questo dibattito? Se non ci sono diciamolo subito e facciamo qualcos'altro. Adesso ha chiesto di parlare anche l'onorevole Marinello, ma poteva parlare prima, caro collega. Lo abbiamo detto anche stamattina che, se ci sono le condizioni, possiamo andare avanti. Se ci saranno la relazione tecnica e il parere della V Commissione ritengo che questo Parlamento, oggi, possa proseguire e completare tutti e due i provvedimenti, non soltanto uno o qualcosa a metà.

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