mercoledì 04 maggio 2011 15:05 < Indietro

Intervento in merito al proprio question time 3-01633 circa l'ipotesi di soppressione di taluni presidi dell'Arma dei carabinieri.

COMPAGNON. Signor Presidente, signor Ministro, lei sa che uno dei tanti problemi - e, purtroppo l'Italia ne ha molti - che ci stanno davanti è, sicuramente, quello della sicurezza; la domanda di sicurezza da parte dei cittadini è grande e crescente, per la criminalità comune, la microcriminalità e, comunque, il problema sicurezza in generale. Appare, nell'ambito di un generale piano di riorganizzazione degli organici delle forze dell'ordine sull'intero territorio nazionale, che taluni presidi dell'Arma dei carabinieri debbano essere o rischino di essere tagliati. Questo a fronte di una paventata soppressione motivata dai tagli operati dal Governo nei confronti delle forze dell'ordine. Se questo è vero, vorrei chiedere al Ministro se confermi questa notizia che è diffusa rispetto ai tagli e, se è vero tale piano di soppressione di alcuni presidi dell'Arma dei carabinieri, dove debbano avvenire le suddette soppressioni e quali siano le motivazioni che, eventualmente, il Governo intende dare in proposito.

ELIO VITO, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, le rispondo, onorevole Compagnon, sulla base degli elementi forniti dal Ministero della difesa, al quale è stata rivolta la sua interrogazione. Il Ministero fa presente che il Comando generale dell'Arma dei carabinieri procede sistematicamente ad adeguare la distribuzione dei presidi sul territorio privilegiando le aree maggiormente interessate da problemi di sicurezza, con una loro mirata ricollocazione, in piena sintonia con le altre forze di polizia e sempre in armonia con gli orientamenti dei prefetti. In linea con tale strategia, dal 2010 sono stati istituiti i reparti territoriali di Gela e Nocera inferiore, le compagnie di Spilimbergo e di San Vito dei Normanni e nove stazioni: Loiri Porta San Paolo, Turate, Sedriano, Rescaldina, Marcon, Cesate, Casale sul Sile, San Marzano sul Sarno, Ponte San Nicolò. Si procederà a breve alla costituzione di un ulteriore reparto territoriale ad Aprilia. È, inoltre, recentissimo il provvedimento di potenziamento delle aree del calatino, nella provincia di Catania, e di Manduria, adottato per fronteggiare le maggiori esigenze di controllo del territorio connesse con il Pag. 117rilevante flusso migratorio da Paesi del nord Africa, anche in aderenza alle pressanti esigenze di sicurezza rappresentate dalle comunità locali. Sempre in linea con la strategia di cui si è detto, sono state soppresse sei stazioni: Palermo-Rocca Monreale, Pietranico, San Lorenzo di Sebato, Sampieri, Ariano Destro e Gonnostramatza ed è stata riconfigurata in tenenza la compagnia di Abbadia San Salvatore. In conclusione, onorevole Compagnon, il Ministero della difesa comunica che tali determinazioni sono state adottate sulla base di mirate valutazioni dell'assetto territoriale dell'Arma dei carabinieri al fine di mantenere costantemente l'aderenza alle concrete esigenze del territorio.

COMPAGNON. ignor Presidente, signor Ministro, credo che se in Italia c'è qualcosa in cui tutti gli italiani credono è proprio l'Arma dei carabinieri, con la loro capillare presenza sul territorio che dà tranquillità e sicurezza. Però, al di là di quello che lei ha letto puntualmente, signor Ministro, c'è una verità sacrosanta: i presidi dei carabinieri sono sempre meno occupati, hanno la segreteria telefonica e la sera non riescono a svolgere i servizi che dovrebbero per mancanza di uomini, di mezzi e, ovviamente, di fondi.Volevo dire queste cose al Ministro della difesa La Russa, che l'altro giorno, per commemorare la celebrazione di Pastrengo 1848 per la carica dei carabinieri reali, ha detto: basta soltanto cerimonie, bisogna essere vicini concretamente all'Arma dei carabinieri. Non lo deve dire lui, perché è questo Governo che in questi anni ha tagliato i fondi.
Allora dico: cerchiamo di essere seri. Il cittadino ha bisogno di sicurezza. Nessuno più dei carabinieri può farlo. Questo Governo deve decidere, anziché fare dei conti così generali, di contribuire di più rispetto a quello che fa, perché è una delle risposte importanti che possiamo dare al nostro Paese. Faccio un esempio: in questi anni sono stati buttati via 300 milioni per Alitalia, quasi 800-900 milioni nei comuni di Catania, Palermo e Roma, 350 milioni non si risparmiano per l'election day. Si tratta di oltre un miliardo di fondi che noi, in Pag. 118quest'aula, avevamo detto che forse era meglio spendere in maniera diversa.
Come ultima osservazione voglio dire che, se veramente vogliamo dare una risposta di sicurezza ai nostri cittadini che può essere una soluzione (il problema del Trattato con la Libia, i 5 miliardi di dollari che questa Camera con il nostro voto contrario si era impegnata a dare alla Libia), cominciamo - ho concluso, signor Presidente - congelando quei fondi e attribuendone una parte alle forze dell'ordine. La sicurezza non si fa con le ronde, non si fa con gli slogan: si fa con i fondi dati alle forze dell'ordine, in modo particolare ai carabinieri, affinché possano operare sul territorio. La crescente domanda di sicurezza è anche una crescente domanda di responsabilità e di risposte certe, non di slogan, a questo Governo (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro).

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