martedì 06 settembre 2011 08:09 < Indietro

Intervenuto in Aula per richiamare il Governo ad una maggiore attenzione circa i 5 connazionali ostaggio dei pirati somali da sette mesi

COMPAGNON - Signor Presidente, intervengo per rappresentare al Parlamento, ma anche per richiamare il Governo, un fatto a mio avviso molto grave e delicato. Il 18 febbraio 2011, un'imbarcazione di pirati somali sequestrava una petroliera italiana, la Savina Caylyn, con tutto il contenuto e tutto l'equipaggio. Sono passati sette mesi dal sequestro di 5 italiani (che rappresentano un po' tutto il nostro Paese perché provenienti da diverse città, da Napoli a Trieste) oltre che di 17 indiani che facevano parte dell'equipaggio e a me pare che siano stati abbandonati. La netta sensazione è che non si sia fatto abbastanza per cercare di creare le condizioni per la loro liberazione. In questo senso, nel maggio del 2011, ho presentato un'interrogazione al Ministro degli affari esteri per capire in che modo il Governo italiano intendeva agire per far sì che terminasse questa lunga agonia che riguarda non solo i sequestrati, ma anche tutte le loro famiglie che stanno a casa. Ovviamente non ho avuto nessuna risposta, ma non è solo per questo che intervengo questa sera, ma anche perché domani mattina, in maniera spontanea e con un coordinamento spontaneo, davanti a Montecitorio ci sarà un presidio di familiari di tutte queste persone, di cui non si sa nulla. Credo che in questo modo il Governo debba fare, anche di fronte a questa situazione, qualcosa di più preciso e di più impegnativo. Sappiamo che le risposte e le azioni che un Governo può dare si misurano con l'attenzione e l'impegno che il Governo stesso impiega. Si danno agli avvenimenti delle risposte a seconda dell'importanza o a seconda dei soggetti più o meno interessanti.
In passato ci sono state grandi pressioni mediatiche e grandi mobilitazioni rispetto a dei sequestri. Ci sono state azioni concrete politicamente, anche di questo Governo, rispetto ad alcuni sequestri in giro per il mondo, però non si può agire solo ed esclusivamente per questioni particolari, quando si tratta di persone facoltose e magari di uomini che sono rappresentanti del mondo della politica o che sono più nel mirino di tutti e che fanno parte del mondo del giornalismo e fanno notizia. Credo che anche dei marittimi siano e debbano essere messi allo stesso livello di qualsiasi altra situazione, perché sono italiani come gli altri e le famiglie sono tutte uguali e sono in ansia e preoccupate. Mi preoccupo non tanto del fatto che il Governo in questo caso, dopo sette mesi, non abbia dato risposta ad un'interrogazione, ma quanto per il fatto che non intravedo nessuna azione incisiva rispetto a questa situazione. Pertanto, domani mattina queste persone (che ovviamente non saranno molte, perché si sono coordinate spontaneamente) verranno qui con la forza della disperazione di chi, familiare di una persona rapita, non sa niente, il che significa che azioni e risposte non sono state date.
Signor Presidente, questo mio intervento vuole richiamare la Presidenza affinché solleciti in queste ore il Governo italiano non solo a dare domani mattina delle risposte, non solo a rispondere a un'interrogazione di cui si può fare a meno, ma per dare delle risposte concrete rispetto a quanto ha fatto finora. E se, come immagino, o non ha fatto o non ha potuto fare, si prenda l'impegno ad agire in maniera diversa e più incisiva per il futuro.

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