mercoledì 21 settembre 2011 10:09 < Indietro

Intervento di replica all'informativa urgente del Governo sulle conseguenze dell'incidente occorso presso un sito nucleare nel sud della Francia.

COMPAGNON - Signor Presidente, abbiamo ascoltato dal rappresentante del Governo questa informativa, che tranquillizza, di fatto, su quanto è successo, quanto meno rispetto a quanto si poteva ipotizzare o immaginare. Quindi, questa informativa permette di fare una riflessione su un argomento delicato com'è quello del nucleare, che abbiamo già vissuto in termini di referendum poco tempo fa, e, come sempre succede in una democrazia, ci vuole grande rispetto per le scelte dei cittadini, che hanno fatto una scelta, per adesso, di un certo tipo. Evidentemente mancano, com'è stato richiamato in quest'Aula, ancora alcune risposte per la sicurezza, per la tranquillità e per non essere presi, come dirò in seguito, dall'emotività. Non sappiamo ancora, effettivamente, quali interventi siano stati fatti o si stiano facendo per la bonifica e il controllo dei siti ancora contaminati nel nostro Paese, ma soprattutto, dopo il referendum, occorre capire quale ruolo dovrà avere - perché ancora non è chiaro - l'Agenzia per la sicurezza nucleare. Evidentemente, tutte queste cose però non possono farci perdere di vista il vero problema o uno dei veri problemi del nostro Paese, ossia l'approvvigionamento energetico, che significa costi e sbilancio della spesa del nostro Paese. I costi sono fondamentali.
Non dimentichiamo che importiamo energia nucleare dalla Francia, che importiamo una quantità enorme di gas dalla Libia e dalla Russia e che, solo per fare un esempio, in questi giorni verifichiamo quanto agli italiani costi l'approvvigionamento energetico alla pompa della benzina. Pensiamo che siamo arrivati quasi a 1,7 euro al litro. Se pensiamo che nel 2008 il barile costava 150 dollari e la benzina alla pompa 1,65 euro, oggi, che il barile costa dagli 80 ai 90 euro, cioè quasi la metà, la benzina alla pompa costa lo stesso. Evidentemente, il Governo pensando al vero problema, ossia alle difficoltà degli italiani, dovrebbe agire. Tornando al discorso del nucleare, è chiaro che esso è pericoloso e fa paura. È l'energia che, più di altre, rende emotiva qualsiasi presa di posizione, però non dimentichiamoci che anche altre attività umane sono molto pericolose (penso alle raffinerie, a quello che è successo a Viareggio, penso agli incidenti e ai morti sulle strade ogni anno e ogni giorno). Dico questo per dire che effettivamente il problema della sicurezza va molto oltre e non può essere visto solo con emotività su determinati settori o fattori e non su altri. Credo che la sicurezza sia fondamentale. Noi pensiamo che il nostro Paese, con le scelte che ha fatto, sia al sicuro da tutto, ma l'incidente francese soprattutto ha messo in allarme tutti i cittadini piemontesi. Vi è anche un'altra situazione che potrebbe verificarsi a Krsko, in Slovenia, sul confine orientale, a pochi chilometri. È ovvio che in questo caso il nostro Governo dovrebbe impegnarsi per una cooperazione maggiore con gli Stati europei, laddove ci sono queste situazioni di centrali nucleari, al fine di dare tranquillità e sicurezza anche al nostro Paese, che di nucleare, al di là delle cose iniziali e dei residui, non ne ha. Pertanto, è un problema che va gestito con molta serenità, perché la paura irrazionale che il nucleare evidentemente crea va gestita con responsabilità, altrimenti dalla politica vengono segnali, come accade con questa maggioranza e ultimamente, poco chiari. Occorre la trasparenza, che non è caratterizzata e non si individua in questo Governo, perché trasparenza vuole dire anche verità e verità vuole dire coraggio politico, dire come stanno le cose nel vero senso della parola. Pertanto, credo che, al di là delle tante situazioni delicate che questo Paese in questo momento ha di fronte, questo Governo debba essere impegnato anche sul fronte della sicurezza e della trasparenza rispetto al problema del nucleare (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro per il Terzo Polo).

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