mercoledì 14 settembre 2011 09:09 < Indietro

Intervento per illustrare il proprio odg 9/4612/184 (accolto dal Governo) alla manovra economica sulla riduzione del prezzo della benzina

COMPAGNON - Signor Presidente, questo ordine del giorno è l'ennesimo tentativo di cercare di sensibilizzare in maniera concreta il Governo rispetto al costo della benzina, un costo esagerato per la stragrande maggioranza degli italiani. Tralascio le considerazioni di tipo politico e mi rifaccio all'intervento in discussione sulle linee generali su quanto un parlamentare possa incidere rispetto a una manovra come questa, essendo stata messa la fiducia (cioè praticamente niente), e mi auguro che questo ordine del giorno venga accolto, ma in maniera diversa da come in passato altri ordini del giorno altrettanto importanti sono stati accolti. Forse pochi si rendono conto - certamente il Governo non si rende conto - della differenza abissale che c'è tra il costo del petrolio al barile che c'è stato nel 2008 e il costo del petrolio al barile oggi rispetto al costo al litro alla pompa della benzina. Nel 2008, il costo al barile era di oltre 150 dollari, oggi il costo al barile è di 84, 89 dollari e, quindi, praticamente molto, ma molto meno. Il costo alla pompa di un litro di benzina era, nel 2008, di 1,56 euro al litro, oggi, con un prezzo quasi dimezzato del costo al barile, è di 1,625 euro, addirittura di più. Faccio presente, quindi, che c'è un aspetto che pochi sottolineano, che il Governo non vuol vedere, ossia che le accise sono altissime, ma anche che chi deve dare questo servizio e che denuncia spesso il costo troppo alto al barile, non parla mai quando questo viene dimezzato. E tutto questo grava sulla pelle dell'Italia più debole, del ceto medio, delle famiglie, della piccola e media impresa, di chi ha bisogno quotidianamente di un pieno di benzina o, comunque, di far benzina. A chi non ha problemi, che la benzina costi 1,56, 1,60 o 2 euro, non fa nessuna differenza. Chi, invece, ogni giorno, deve vivere andando a far benzina, avendo determinati stipendi, incontra sicuramente delle difficoltà. Voglio ricordare a questo Governo che, a maggio, sul cosiddetto decreto omnibus, un altro ordine del giorno similare, presentato dal sottoscritto, era stato accolto, dove lo stesso Governo, a fronte del caro benzina, aveva aumentato le accise per finanziare le risorse del FUS e si era impegnato a recuperare quelle risorse per il FUS in altro modo, da altre parti e, invece, non è stato fatto niente. Se, poi, pensiamo che questa manovra aumenta di un punto l'IVA, di conseguenza ci rendiamo conto che vi è un ulteriore aggravio di spese per chi, appunto, deve fare quotidianamente benzina. Quello che domando in ultima analisi al sottosegretario e al Governo è, ovviamente, di accogliere questo ordine del giorno che, evidentemente, non poteva chiedere di più di quanto chiede, e favorire un più attento monitoraggio dei prezzi dei prodotti energetici praticati dalle compagnie petrolifere d'intesa con il Garante per la sorveglianza dei prezzi, onde evitare odiosi fenomeni speculativi che possano ulteriormente danneggiare i consumatori italiani, nonché a procedere al taglio delle accise coerentemente a quanto si era già impegnato a fare. Mi auguro che questa volta, per rispetto agli italiani che hanno più bisogno, il Governo, non solo accolga il mio ordine del giorno, ma, conseguentemente, si prenda tutte le responsabilità.

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