mercoledì 15 febbraio 2012 00:02 < Indietro

Dichiarazione di voto finale al disegno di legge di ratifica sull'adesione della Croazia all'Unione europea (AC 4935)

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COMPAGNON. Signor Presidente, dopo che l'Italia è stata tra i Paesi fondatori dell'Europa, la politica estera italiana, in questi ultimi anni, ha dimostrato di privilegiare l'apertura a tutte le nazioni che hanno chiesto di entrare in Europa. Dopo i Paesi dell'Est, ha sempre caldeggiato e sostenuto soprattutto l'entrata dei Paesi balcanici, con tutte le conseguenze che da sempre questi hanno significato. Certo che una ratifica per l'ingresso della Croazia in Europa, che segue quello della Slovenia, non è una ratifica come le altre, perché Croazia significa Istria, perché Istria significa esodo e l'esodo sta nei libri di storia e significa beni abbandonati che sono ancora lì, significa foibe. A tale proposito, tengo a sottolineare che il Presidente della Repubblica, il 6 maggio, sarà in quelle zone per visitare Porzûs, peraltro nell'anniversario del terremoto. Il ricordo o un passaggio alle foibe sarebbe un grande gesto. È comunque un grande gesto quello che farà (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro per il Terzo Polo e di deputati del gruppo Popolo della Libertà). Le verità storiche, infatti, vanno lette bene per creare la distensione. Troppe volte in passato la verità e le verità di questo tipo sono state nascoste o, peggio ancora, sono state distorte. La verità storica, per sanare queste ferite che ci sono, serve per chi non vive da quelle parti, per chi è giovane, soprattutto per i giovani. Ancorché sfumati, questi avvenimenti e questi fatti sono ancora vivi in tanti italiani ed in tante persone. Pertanto questo disegno di legge di ratifica è importante e deve aiutare veramente ad andare oltre questa situazione. Noi sappiamo che l'allargamento è stato auspicato ed è da auspicare, non certo da forzare. Si tratta di rimanere nell'ambito delle regole da rispettare, perché quando questo non avviene - e in passato forse alcune leggerezze ci sono state - chi paga è complessivamente l'Europa, sono complessivamente gli Stati e, il più delle volte, i più deboli.
In tale situazione credo, quindi, che oggi in questo Parlamento si stia portando avanti un altro passaggio fondamentale per superare anche quelle incomprensioni che esistono ancora e che hanno creato tante difficoltà a tante persone e non solo persone, ma anche a movimenti, forze politiche ed associazioni che ancora si confrontano in quelle zone. Pertanto, signor Presidente, nel dichiarare il voto favorevole del gruppo UdCpTP a questo disegno di legge di ratifica sull'adesione della Croazia all'Unione europea, do anche io atto al Governo ed al sottosegretario che i passaggi fatti sono positivi. Serva, però, questo ad andare fino in fondo affinché vengano eliminate del tutto queste situazioni e queste incomprensioni e affinché la verità storica, che serve a tutti, venga sancita e venga definitivamente a galla (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro per il Terzo Polo).

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