martedì 21 febbraio 2012 14:02 < Indietro

Intervento per sollecitare il Governo a riferire in Parlamento sul caso dei due marò accusati di aver ucciso due pescatori indiani.

COMPAGNON. Signor Presidente, intervengo per richiamare l'attenzione del Governo su questa vicenda. Senza snocciolare tutti i dati, cosa che già feci alcune settimane fa in quest'Aula sul problema della pirateria navale, desidero ricordare che una delle richieste che facemmo, e che feci personalmente, fu proprio quella di sollecitare il Governo al fine di creare sui mercantili le condizioni per una presenza di militari o di privati che potesse, in qualche modo, salvaguardare le navi con i loro equipaggi in un eventuale tentativo di abbordaggio e sequestro.
Ricordo che questo dibattito lo facemmo, peraltro con soddisfazione, quando si concluse positivamente il sequestro della Savina Caylyn, vicenda che tenne in apprensione non solo i familiari degli ostaggi, ma anche l'intero Paese, in quanto i nostri concittadini furono per molti mesi sequestrati e maltrattati. In quel frangente, ricordammo come fosse giusto che il Governo si impegnasse nel creare queste condizioni, condizioni che in effetti sono state create.

Oggi chiediamo che il Governo venga a riferire in Aula, in quanto è davvero paradossale che, se è vero quanto viene detto, i due marò appartenenti al battaglione San Marco, vengono tenuti prigionieri, creando, di fatto, un incidente diplomatico con un Paese importante come l'India. Sappiamo benissimo che le acque internazionali cominciano dopo le 12 miglia. In questa circostanza particolare, qualcuno asserisce che la nostra petroliera si trovasse a 32 miglia, qualcun altro asserisce 22. Il fatto é che oggi esistonole tracce satellitari che non lasciano dubbi, per cui, evidentemente, c'è qualcosa che non quadra. Tra l'altro nella zona, poche ore prima, era stato denunciato un tentativo di abbordaggio da una nave greca.

Tutti questi fatti così contraddittori fra loro rimandano un quadro di grave rischio per l'incolumità dei nostri due militari e per i rapportoi diplomatici fra il nostro Paese e l'India. Al fine di poter avere una conoscenza più diretta - poiché non sempre c'è tutta la verità nelle cose che vengono scritte e riportate - il Governo farebbe bene, in tempi stretti, a venire in quest'Aula e a riferire. Soprattutto mi auguro, ma su questo non ho dubbi, che la diplomazia italiana faccia tutti i passi necessari per tranquillizzare le famiglie dei due soldati e tutti i nostri militari che, in futuro, verranno impegnati, come chiesto da questo Parlamento e come messo in atto dal Governo, a bordo delle petroliere o nei cargo che fra l'India e la Somalia rischiano molto.

In conclusione, mi associo alle parole del Collega Evangelisti che mi ha preceduto in merito ai tre militari deceduti in Afghanistan: sono purtroppo gli ultimi di una lunga serie.

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