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Dichiarazione di voto sulla Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Mongolia per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio.

Ad esempio, il fatto che questo Paese tra il 2004 e il 2009 ha sperimentato un periodo di forte crescita economica che ha toccato quasi il 9 per cento nel 2008, con una crescita media annua - se pensiamo al nostro Paese c'è da riflettere - dell'8,8 per cento, dovuta ovviamente agli alti prezzi del rame e dell'oro sui mercati internazionali. La crescita economica, però, è stata calcolata nell'ordine del 10 per cento nel 2011, in netto progresso rispetto al 2010 che era al 6,1 per cento. In particolare, nonostante l'interscambio commerciale tra l'Italia e la Mongolia sia oggi ancora assai modesto, quest'ultima, a nostro avviso, offre all'Italia notevoli opportunità, soprattutto nei settori del tessile e del manifatturiero.
La Convenzione che è in discussione fa riferimento - è la seconda riflessione - agli aspetti fiscali relativi ai beni immobili, utili delle imprese, anche in forma associativa, navigazione marittima ed aerea, dividendi, interessi, canoni, capital gain, lavoro autonomo e dipendente, pensioni. È, quindi, abbastanza vasta. Questo dimostra che la ratifica della presente Convenzione può essere, come mi auguro, propedeutica ai futuri rapporti, nell'interesse dei due Paesi, che Mongolia e Italia stanno portando avanti, iniziando magari in maniera più proficua da adesso. È per questo, quindi, che anche su questa ratifica il gruppo dell'Unione di Centro per il Terzo Polo esprime un voto favorevole (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro per il Terzo Polo).

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