giovedì 08 novembre 2012 04:05 < Indietro

Odg 17 al DL 174/12 in materia di finanza e funzionamento degli enti locali per l'aggregazione dei comuni di Cinto Caomaggiore e Sappada al FVG (inammissibile)

AC 5520

La Camera,

premesso che: i comuni di Sappada (Belluno) e Cinto?Caomaggiore (Venezia) hanno completato l’iter procedurale prescritto dalla legge (referendum, pareri regioni) necessario alla procedura di distacco dalla regione Veneto e l'aggregazione alla regione Friuli Venezia-Giulia; il comune di Cinto Caomaggiore ha, altresì, votato?contro l'adesione alla Città metropolitana di Venezia; la legge 7 agosto  135 «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 2012, n. 95, recante disposizioni urgenti per la revisione delta spesa luglio 2012, n. pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini» all'articolo 17, comma 3 prevede che: «Il Consiglio delle autonomie locali di ogni regione a statuto ordinario o, in mancanza, l'organo regionale di raccordo tra regioni ed enti locali, entro settanta giorni dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della deliberazione di cui al comma 2, nel rispetto de la continuità territoriale della provincia, approva una ipotesi di riordino relativa alle province ubicate nel territorio della rispettiva regione e la invia alla regione medesima entro il giorno successivo. Entro venti giorni dalla data di trasmissione dell'ipotesi di riordino o, comunque, anche in mancanza della trasmissione trascorsi novantadue giorni dalla citata data di pubblicazione, ciascuna regione trasmette al Governo, ai fini di cui al comma 4, una proposta di riordino delle province ubicate nel proprio territorio formulata sulla base dell'ipotesi di cui al primo periodo. Le ipotesi e le proposte di riordino tengono conto delle eventuali iniziative comunali volte a modificare le circoscrizioni provinciali esistenti alla data di adozione della deliberazione di cui al comma 2. Resta fermo che il riordino deve essere effettuato nel rispetto dei requisiti minimi di cui al citato comma 2, determinati sulla base dei dati di dimensione territoriali e di popolazione, come esistenti alla data di adozione della deliberazione di cui al medesimo comma 2»;

la  succitata norma contiene una chiara indicazione in virtù della quale ogni ipotesi e proposta di riordino provincia e deve tener conto delle eventuali iniziative comunali, volte a modificare le circoscrizioni provinciali medesime;

sebbene il comune di Cinto Caomaggiore ricada nella provincia di Venezia, i suoi legami con la regione Friuli Venezia Giulia sono profondi e antichi, ciò tanto per ragioni storiche (dal 568 dopo Cristo il ducato friulano faceva parte del regno dei Longobardi per poi, dopo oltre 1.200 anni, essere sottratto ai territori della Repubblica di Venezia ed essere restituito all'impero asburgico), per ragioni etnico-culturali-linguistiche (appartiene alla minoranza friulanofona della provincia di Venezia), geografiche (si colloca a 83 chilometri da Venezia e a 22 chilometri da Pordenone), nonché economiche (il comune ed il suo hinterland hanno fornito e forniscono manodopera all'industria pordenonese);

la procedura di distacco-aggregazione si  pone, tra gli altri, l'obiettivo di collocare il territorio del comune di Cinto Caomaggiore all'interno della regione di pertinenza linguistica, ovvero la Regione Friuli Venezia-Giulia, uniformemente al dettato del punto b), articolo 7, parte II della «Carta europea delle lingue regionali o minoritarie» che afferma il principio in virtù del quale deve essere rispettata l'area geografica di ogni lingua regionale o minoritaria, facendo in modo che le divisioni amministrative già esistenti o nuove non ostacolino la promozione di tale lingua regionale o minoritaria,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di presentare un disegno di legge ordinario che sancisca la modifica dei confini delle regioni coinvolte, conformemente a quanto espresso dalla volontà popolare attraverso lo strumento referendario.

9/5520-A-R/17 Mereu, Compagnon (INAMMISSIBILE PER ESTRANEITA' DI MATERIA)

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