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QT 3-02465 al Ministro dello Sviluppo economico sul telemarketing selvaggio

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COMPAGNON, ANNA TERESA FORMISANO, RUGGERI, TASSONE, CICCANTI, RAO, NARO, VOLONTÈ, MEREU. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:

nel dicembre 2011, il primo firmatario della?presente interrogazione presentava il question time 3-01984, relativamente alle iniziative che il Ministro interrogato intendeva assumere per assicurare un corretto funzionamento del registro pubblico delle opposizioni, al fine di tutelare i cittadini con riguardo alle telefonate per scopi commerciali o per ricerche di mercato;

nel dibattito che ne seguiva, il Ministro  interrogato, richiamando anche le dirette responsabilità del Garante per la protezione dei dati personali, riconosceva che – nonostante l'introduzione del registro avesse indubbiamente offerto una maggiore tutela agli abbonati – sussisteva, fra gli altri, il problema delle chiamate effettuate da numeri riservati, dal momento che le attività promozionali sono spesso affidate dagli operatori economici a soggetti terzi in esternalizzazioni (i cosiddetti call center);

appena attivato il registro si sono registrate in media 10  mila iscrizioni al giorno, ma dal febbraio 2011 al luglio 2012 le iscrizioni sono diminuite costantemente, attestandosi oggi a circa 2 mila iscrizioni quotidiane. Attualmente, le iscrizioni al registro sono quantificate in 1 milione e 95 mila (pari all'8 per cento dei 14 milioni di utenze telefoniche fisse), di cui: 630 mila tramite web, 391.500 tramite il numero verde, 57.500 tramite e-mail, 15 mila tramite fax e 2.300 tramite raccomandata;

secondo un'indagine avviata dal Garante per la protezione dei dati personali, i cittadini che si lamentano di ricevere telefonate promozionali indesiderate sono in aumento esponenziale ed hanno superato le 5 mila segnalazioni;

ad oggi, il Garante per la protezione dei dati personali ha contestato ad aziende e call center sanzioni per un milione e 500 mila euro, di cui oltre il 70 per cento riguarda gli operatori telefonici e circa il 6 per cento quelli energetici. Le sanzioni vanno dai 10 mila ai 120 mila euro per violazione, ma sono state comminate anche multe pari a 480 mila euro;

l'iscrizione al registro resta, tuttavia, uno strumento debole ed inefficace ai fini di una concreta tutela degli abbonati, dal momento che presenta le seguenti principali due lacune: per essere iscritto al registro delle opposizioni occorre che il numero dell'abbonato sia nell'elenco pubblico (cosicché si verifica il paradosso che molti utenti che si erano cancellati dall'elenco pubblico chiedono di potersi reiscrivere così da poter accedere poi al registro); il consenso al trattamento dei dati personali ai fini commerciali espresso spesso inconsapevolmente dai cittadini (sottoscrivendo un contratto di telefonia, di pay-tv o la carta fedeltà al supermercato) è gerarchicamente superiore all'iscrizione al registro –:

quali iniziative, anche normative, il Ministro interrogato intenda adottare nel senso di ampliare il registro delle iscrizioni anche ai numeri non iscritti nei pubblici elenchi (includendo in tal modo ulteriori 5 milioni di utenze fisse e 90 milioni di utenze mobili), nonché di rendere la stessa iscrizione al registro gerarchicamente superiore alla sottoscrizione del consenso al trattamento dei dati personali.

12 settembre 2012

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